“Marketing, comunicazione e sport”, il primo lavoro di Davide Nazzari

Pubblicato il autore: samantacarrea Segui

Davide Nazzari, classe ’90, è un neolaureato in Management dello Sport che ha realizzato il suo sogno: vedere la tesi di Laurea Magistrale trasformata in un libro. Appassionato di calcio sin da piccolo, ha all’attivo anche diverse collaborazioni con testate giornalistiche e radiofoniche, oltre ad aver collaborato nella scorsa stagione sportiva con l’area comunicazione e marketing della Lupa Roma Fc.

Immagine libri
Il libro “Marketing, comunicazione e sport. Dall’analisi strategica alla gestione delle sponsorizzazioni e del business di uno stadio moderno” nasce per la passione che legano l’autore allo sport e a queste tematiche «l’idea di pubblicare il libro mi è venuta in mente mentre stavo lavorando alla tesi magistrale. Con molta umiltà –racconta Davide- ho visto che stava venendo fuori un bel lavoro e ho pensato: perché non pubblicarlo»? Prosegue: «Ho contattato alcune case editrici ma poi la scelta è ricaduta sulla Kimerik che mi ha fatto una proposta interessante che ho accettato subito». A livello tecnico, spiega, «sono loro che si occupano della distribuzione; ci sono, infatti, sei librerie che hanno fisicamente il mio libro anche se ora è disponibile su tutto il web. Il mio lavoro può essere ordinato anche online su Kimerik, Amazon, Feltrinelli, Ibs, Mondadori Store, Shop Libri e Librerie dello Sport».

Per l’intervistato “Marketing, comunicazione e sport” «è una bella soddisfazione personale. Per me è importante che il mio nome cominci a circolare, in particolare nel mondo dello sport». Entrando nel dettaglio, Davide afferma: «Il libro è incentrato sul marketing sportivo; ci sono molti esempi legati sia al calcio che ad altri sport». L’obiettivo del volume è quello di far comprendere l’importanza del marketing nello sport in quanto utile a generare profitti nelle società sportive. Questo strumento, purtroppo, nel nostro Paese non viene utilizzato nella sua pienezza creando degli squilibri nei confronti delle altre Nazioni. Aggiunge: «I club di Serie A oggi dipendono per il 60% dai diritti tv ma se si riuscissero a creare delle economie terze, come lo sviluppo del merchandising e del settore giovanile, ad esempio, potrebbero sopravvivere anche se un domani Sky e Mediaset dovessero abbandonarli».
mcsIl lavoro si apre con un’introduzione in cui l’autore tratta dell’evoluzione dello sport e della disciplina del marketing applicata alle società sportive. In particolare, egli si concentra sull’Italia parlando del CONI, delle Federazioni, Associazioni sportive e delle Leghe. «In seguito –aggiunge-, parlo di come le aziende si sono avvicinate al mondo del calcio e a quello dello sport in genere». Il secondo capitolo, invece, è incentrato sulla strategia vera e propria; dove tratta, con termini semplici ed accessibili a tutti, di come va elaborata una vera strategia di marketing.
Nel terzo capitolo l’autore affronta la comunicazione nello sport; una parte del processo nella strategia di marketing (media e rassegna stampa) e riporta degli esempi concentrandosi sul ruolo chiave che hanno avuto i social network. Il quarto, invece, riguarda le sponsorizzazioni sportive. Qui Davide spiega il rapporto che esiste tra queste ultime e il mondo del calcio in Italia; tra Federazioni sportive e sponsor, nonché le sponsorizzazioni di club, impianti ed eventi.
Prosegue: «Nel quinto capitolo parlo della strategia di marketing applicata alla gestione di uno stadio moderno, portando in esame il caso dell’Allianz Arena di Monaco. Mi soffermo, in particolare, sull’importanza delle nuove tecnologie e sull’attività di sponsorizzazione confrontando il tutto con la situazione degli stadi italiani. Nel nostro Paese, infatti, siamo ancora agli inizi poiché solo Juventus (che è stata l’apripista), Udinese e Sassuolo si sono mosse per la costruzione ex-novo di un impianto o per la ristrutturazione e modernizzazione di uno stadio esistente». Sul futuro l’intervistato non si sbilancia: «Al momento non ho in mente di scrivere altri libri, mi accontento di questo. Anche se nella vita, mai dire mai».

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