Esclusiva SuperNews, Scaramuzzino: “Nibali in forma ma vedo Landa più in condizione”

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

Giovanni Scaramuzzino, storico radiocronista Rai
Il Giro torna in Italia dopo uno splendido weekend nei Paesi Bassi dove si sono svolte le prime tre tappe della Corsa Rosa. Oggi è il giorno della quarta frazione che porta la Carovana Rosa da Catanzaro a Praia a Mare. Si parte guardando dalle colline del capoluogo calabrese il mar Jonio e si giunge a Praia a Mare, a un passo dal confine con la Basilicata dopo aver costeggiato per quasi 200 km l’altro mare che bagna la Calabria: il Mar Tirreno. Il percorso di questa quarta tappa del Giro è piuttosto “nervoso” nel finale con due Gpm e uno strappo che fa gola a tanti big.
E così la pensa anche il radiocronista Rai Giovanni Scaramuzzino, intervistato telefonicamente da noi di SuperNews pochi minuti prima della partenza da Catanzaro della Carovana rosa.
Nella tappa di oggi potrebbero esserci delle sorprese e in particolare nello strappetto finale a meno di 10 km dall’arrivo“, ci dice Scaramuzzino mentre raggiunge con i colleghi di Radiorai la postazione dell’arrivo di tappa.

La salita di quasi 2 km al 7% di pendenza media e la successiva discesa che termina a -3 dall’arrivo rappresentano il trampolino di lancio perfetto per un’azione nel finale.
Oggi potremmo vedere in azione Nibali o Valverde ma anche due corridori come Diego Ulissi e Moreno Moser. E chissà, magari, Moser con i secondi di abbuono della vittoria potrebbe sperare poi di vestire la maglia rosa per qualche giorno più avanti nella corsa”.

Certamente oggi non si stabilisce chi vincerà il Giro ma la tappa odierna, con i suoi contorni vallonati, rappresenta un primo test per capire chi è già in piena forma.
“Nelle prime tre tappe in Olanda – ci dice Scaramuzzino – tra i big, mi è sembrato che il più in forma fosse sicuramente lo spagnolo del Team Sky Landa Meana. Anche Nibali sicuramente è in buona forma ma Landa sembra leggermente più avanti di condizione”.
Ovviamente l’auspicio di noi italiani è che lo stato ottimale di forma per lo Squalo dello Stretto possa arrivare nel momento decisivo della corsa rosa e cioè nella terza e ultima settimana e in particolare nella tappa monstre con arrivo a Corvara, in Alta Badia dopo aver superato ben 6 gran premi della montagna.
“Di sicuro – aggiunge Scaramuzzino – lì sapremo i reali valori dei ciclisti che ambiscono alla maglia rosa finale mentre per capire da subito chi non vincerà il Giro bisogna segnarsi due tappe: quella con arrivo in salita a Roccaraso e la crono del Chianti. Al termine di queste due tappe capiremo, ad esempio, se Valverde ha reali chance per vincere il Giro”.

La nostra intervista a Giovanni Scaramuzzino è partita, però, da quello che ciclisti e addetti ai lavori si sono lasciati alle spalle, vale a dire le tre giornate in Olanda e per il radiocronista Rai è stato senza dubbio un successo per il Giro scegliere di partire da lì.
In Olanda c’è una grande cultura della bici, non solo in termini sportivi. Gli olandesi amano la bici e la usano spesso, agevolati in questo anche dalle caratteristiche pianeggianti del territorio”.
Di grandissimo interesse poi il racconto di ciò che il radiocronista Rai ha visto nelle tre giornate tra Apeldoorn, Arnheim e Nijmegen.
“La gente è in strada non solo nel momento dell’arrivo dei corridori ma anche da molte ore prima per vivere a pieno ogni momento della corsa rosa: dalla presentazione delle squadre, al momento della firma alla partenza passando per l’accoglienza festante per tutto il percorso della tappa. E poi tutto era rosa per l’occasione, persino le mucche! Insomma, sono stati tre grandi giorni per gli appassionati di ciclismo in Olanda”.

Accoglienza che sicuramente ritroveremo anche in Italia e in particolare nelle strade dove sono state scritte pagine indelebili della storia del ciclismo del passato e degli ultimi anni. Dal Pordoi al Passo Giau fino ad arrivare al Colle dell’Agnello, tutte salite dove sono nati i miti del Giro d’Italia. Ma gli eroi moderni sulle due ruote vedono, però, ormai sempre più spesso, il Giro come una sorta di trampolino di lancio per il Tour dell’anno successivo. Negli ultimi 10 anni si sono visti ben 9 diversi vincitori del Giro d’Italia e di questi solo in due si sono poi ripresentati l’anno successivo alla Corsa Rosa per “difendere il titolo” (Di Luca ed Hesjedal). Abbiamo chiesto a Giovanni Scaramuzzino da cosa dipenda questa tendenza e lui ci ha spiegato che questa decisione è frutto di una serie di cause.
“Non ci sono più atleti che iniziano la stagione con il trofeo Laigueglia e terminano con il Lombardia. Oggi tutto è preparato con dovizia di particolari dalle squadre che fanno delle scelte in base al calendario”.
A volte gli sponsor, dunque impongono delle scelte chiedendo la presenza di un determinato corridore in una corsa ciclistica piuttosto che in un’altra. Ad esempio, è il caso di Peter Sagan che anzichè percorrere le strade del Giro 2016 sarà a sprintare in California dal 15 a 22 maggio. Una sovrapposizione di calendario che certamente non fa bene al Giro che soffre in parte il confronto a distanza con il Tour.
“La gara a tappe francese desta più interesse della Corsa rosa, questo è indubbio. Probabilmente su questo incide anche il calendario visto che nel periodo del Tour c’è quasi soltanto questa corsa. Ma a livello di bellezza del percorso, di difficoltà della corsa, certamente il Giro è davanti al Tour de France.

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