Apu Udine, il gm Micalich: “Inconcepibile una ripresa senza porte aperte. Perdite intorno alle centinaia di migliaia di euro”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


La redazione di SuperNews ha intervistato ai suoi microfoni Davide Micalich, General Manager dell’Apu Udine Basket. L’intervista ha affrontato il tema della chiusura anticipata del campionato, della salute di staff e squadra e di ciò che sono stati i danni economici dopo la cancellazione della stagione.

Quali sono le condizioni di salute della squadra e della società dell’Apu Udine?
Abbiamo, come tutti, le ossa rotte e ci stiamo leccando le ferite, sia per ciò che riguarda l’aspetto sportivo sia per ciò che rigurda quello economico: volevamo finire la stagione e concluderla al meglio, e in più vi è il problema della mancanza di introiti. In questo momento, in ogni caso, l’obiettivo è la chiusura dei conti della stagione e capire in che modo programmare la prossima.

Come è stata accolta dalla società la necessaria, ma amara scelta della F.I.P. della cancellazione della stagione? Credevate nella ripresa del campionato ad emergenza finita, come deciso per altre discipline sportive?
Quando la Federazione ci ha comunicato la chiusura del campionato eravamo ormai preparati. Non è stato un fulmine a ciel sereno. Ogni giorno che passava, cresceva sempre di più la consapevolezza che non ci fosse più margine per ripartire, dal momento che il nostro sport è vincolato ai palazzetti aperti e non ha introiti di tipo televisivo. Sia sotto l’aspetto etico riguardante la salute di atleti e tifosi, sia sotto l’aspetto di sostenibilità economica è assolutamente impossibile ipotizzare una ripartenza. Quella della chiusura del campionato è stata una scelta condivisa.

Come sarà gestita la delicata situazione delle promozioni e delle retrocessioni?
Io da sempre sono fautore di campo: il campo dice sempre la verità. Una stagione di basket finisce quando finiscono i playoff, quindi noi eravamo in una fase interlocutoria della stagione. Credo che se ci dovesse essere qualche mutamento adesso verrà fatto indipendentemente da quello che ha detto l’ultima stagione. Ci dovrà essere una valutazione su quante società potrebbero eventualmente affrontare la Serie A1, su eventuali interscambi tra le Serie A1 e A2, andrà fatta più una valutazione di sostenibilità economica del progetto più che di valore di campo. Bisogna cercare di ripartire, senza farsi prendere dall’entusiasmo di promozioni a tavolino. Bisogna prima capire se ci sono le condizioni di poterle sancire.

L’Apu Udine avrebbe potuto ambire ai playoff, se il campionato non fosse stato chiuso?
La squadra era forte, stava arrivando in forma verso la fase dei playoff, che avremmo sicuramente giocato da protagonisti. Quindi, sicuramente sì, avremmo potuto ambire ai playoff.

A quanto ammontano le perdite economiche della società, dopo la cancellazione del campionato?
E’ difficile quantificare, poichè sono in corso anche delle valutazioni con gli sponsor. E’ difficile dare una cifra definitiva. Ciò che manca sono le ipotesi di incassi del botteghino dei playoff. Sicuramente, ci aggiriamo intorno a qualche centinaia di migliaia di euro.

Gli investimenti realizzati per competere in questa stagione sono variati rispetto allo scorso anno?
Noi gestiamo la società come un’azienda, quindi cerchiamo sempre di non fare il passo più lungo della gamba. La società costruisce il badget in base agli sponsor e al botteghino, in modo da gestire anche la costruzione della squadra. Il budget di quest’anno è uguale a quello degli ultimi: un budget di prima fascia per competere con squadre di prima fascia.

In che cosa cambierà la pallacanestro e l’Apu Udine dopo quest’emergenza?
Se c’è una cosa che mi inquieta è che non riesco a intravedere una certezza. Faccio fatica ora a individuare un momento di ripartenza. Quello che è sicuro è che non possiamo ricominciare un campionato senza porte aperte. La Serie A2 non può prescindere dalle porte aperte. Piuttosto, preferiamo ricominciare più avanti, anche a dicembre o gennaio, quando ci sarà concesso di fare campagna abbonamenti e di poter avere il nostro pubblico nei palazzetti. Aspettiamoci una fase di transizione in questo momento, viviamo alla giornata, senza fare ipotesi di ripartenza finchè non avremo questa certezza.

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