Rovigo, il dg Roversi: “Cancellazione della stagione? Forse si poteva aspettare. Futuro del rugby nelle mani della F.I.R.”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


Ai microfoni di SuperNews il direttore generale del Rovigo Delta Roberto Roversi. La situazione di stasi ci ha permesso di potergli fare qualche domanda sulla condizione fisica, mentale e atletica dei giocatori e sugli umori della società e della squadra dopo la decisione della F.I.R. di cancellare l’intera stagione di rugby. Infine, abbiamo intervistato il direttore in merito ad eventuali misure economiche adottate in conseguenza della crisi che l’emergenza CoVid19 ha innescato.

Quali sono le condizioni di salute della squadra del Rovigo Delta?
In questo momento, fortunatamente, la squadra sta bene. Siamo fermi da metà febbraio, chiusi in casa da oltre un mese. Gli atleti stanno svolgendo attività personalizzate e individuali da fare in casa, ma non registriamo alcuna patologia legata a questa situazione. I ragazzi stanno bene, hanno solo voglia di ritornare in campo.

Il Rovigo risultava primo in classifica alla decisione della cancellazione definitiva della stagione. Quali sono le sensazioni e gli umori scaturiti da una decisione tanto necessaria quanto difficile da accettare per un club in vetta?
Premesso che sia stata una decisione valutata a livello nazionale e che riguarda la salute dei giocatori e dei cittadini, priorità  di tutti, è chiaro che dispiace, dal momento che eravamo in un’ottima posizione, avevamo già vinto anche la Coppa Italia. La cancellazione della stagione è stata accolta come misura necessaria, anche se probabilmente si sarebbe potuto attendere un po’ di più prima di decidere per una cancellazione definitiva, magari si poteva sospendere e valutare, più avanti, se ci fossero delle modalità o delle formule per chiudere il campionato, come hanno fatto altre discipline sportive. Siamo ovviamente dispiaciuti, poichè la squadra stava andando molto bene, chiudere tutto quindi è dispiaciuto. Siamo anche preoccupati per la situazione sanitaria nazionale.

In che modo gli atleti continuano ad allenarsi presso le proprie case?
Come Le dicevo, i nostri atleti fanno quel tipo di attività che è possibile fare in queste condizioni di clausura, per cercare di tenere un minimo di condizione fisica. Il nostro staff atletico ha preparato per ognuno dei giocatori un programma da svolgere e un’alimentazione specifica da seguire.

Sono state effettuate decurtazioni economiche sugli stipendi dei propri giocatori?
No, al momento no. Fino ad oggi, abbiamo pagato regolarmente tutti i giocatori e lo staff e non sono previsti, per ora, interventi in questo senso.

La cancellazione del campionato potrebbe portare gli atleti del Rovigo ad un contraccolpo psicologico? Come si mantiene viva la concentrazione in un momento di stasi come questo?
E’ un aspetto non secondario. E’ una situazione di emergenza totalmente nuova e cerchiamo di affrontarla. Certo, per un atleta che svolge attività di alto livello e per una squadra che era in testa alla classifica trovarsi in queste condizioni lascia un po’ di amaro in bocca. Tuttavia, i ragazzi si stanno prodigando per fare del loro meglio. Inoltre, sono coinvolti in iniziative di solidarietà: per esempio, hanno contribuito al confezionamento delle mascherine da distribuire attraverso l’intervento della protezione civile, consegnano del materiale a chi ne fa richiesta. Queste attività sono sempre coordinate dalla protezione civile, da alcune società ed enti onlus, e i giocatori del Rovigo hanno risposto con entusiasmo dando la loro disponibilità. Cercando di rendersi utili anche fuori dal campo.

Come è nata questa iniziativa di confezionamento e distribuzione di mascherine alla popolazione del Comune di Rovigo?
E’ nata attraverso il coinvolgimento del comune di Rovigo, della protezione civile e della società onlus “Bandiera Gialla”, che cercavano dei volontari per il confezionamento delle mascherine da distribuire agli anziani. Ci è stata chiesta la disponibilità dei nostri giocatori, che non hanno grandi impegni in questo momento. Così, a turno, hanno fatto un piccolo corso di formazione e si sono subito messi a lavoro. Inoltre, non appena è stato preso il provvedimento di dover restare a casa, la società ha avuto l’idea di realizzare dei video autoprodotti ad alcuni giocatori della Rugby Rovigo, clip in cui invitavano i cittadini a rimanere in casa attraverso i social. Il rugby è uno sport molto seguito a Rovigo, così come i suoi giocatori, che hanno cercato di dare il loro contributo anche in questo senso.

Cosa c’è adesso nel futuro del Rovigo e in generale del rugby italiano?
Un futuro con diversi problemi all’orizzonte, dal momento che questa situazione porta con sè un aspetto sportivo, che è stato già delineato e definito, ma anche un aspetto economico che graverà su tutte le società. Siamo in attesa di conoscere le decisioni che verranno prese dalla Federazione, che ha uno studio degli interventi di carattere straordinario per sostenere economicamente le società in questa fase e per programmare il prossimo futuro. I problemi di sponsorizzazione, degli incassi, di contributi federali sono comuni a tutto il mondo dello sport. Si tratterà di vedere in che modo il Governo sosterrà lo sport e la F.I.R., in particolare, quello del rugby.

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