Tebaldo Bigliardi in una intervista ripercorre la sua carriera

Pubblicato il autore: Cristina Guercio Segui

Tebaldo Bigliardi in una intervista ripercorre la sua carriera calcistica cominciata nella primavera del Palermo, per poi proseguire in prima squadra dal 1981 al 1986 e tornare nel 1993/1994 dopo le parentesi di Napoli e Atalanta. Comincia ricordando il suo primo scudetto con la maglia del Napoli: ” È stato secondo me uno scudetto diverso dal primo, che è stato veramente unico. Alla fine, quando si vince la prima volta, ci si abitua a certe emozioni. D’altronde, in quegli anni, avevamo portato a casa anche altri trofei. Il primo scudetto, ovviamente, ma anche la Coppa Italia e la Coppa Uefa. Diciamo che personalmente, se dovessi scegliere quale scudetto mi ha dato le sensazioni più belle, preferirei il primo, ma anche rivincerlo è stato molto bello. Il sud meriterebbe sicuramente di rivivere certi fasti, anche se mi rendo conto che sia difficile. Oltre al Napoli c’è poco, ad alti livelli. Ricordo che fino a qualche anno fa il Palermo di Zamparini, che ha fatto delle cose veramente egregie, forse storiche per la piazza rosanero. Tolto questo, però, c’è sempre una punta dolente per il sud, che è sempre stata una terra di conquista”. Si sofferma su i De Laurentiis e Zamparini e quello che hanno fatto con le loro squadre: “Senza i De Laurentiis e Zamparini al sud non ci sarebbero mai stati questi risultati. Capisco che non ci siano tanti imprenditori con questo potere economico, ma spero che possa esserci una rinascita delle grandi piazze meridionali. Per risollevarsi le società dovrebbero ripartire dai giovani. A Palermo ho avuto come maestro Zeman, alla Primavera, e la società non si rendeva conto della miniera di diamanti su cui era seduta. In prima squadra arrivammo solo in tre: io, Barone e La Rosa. Gli altri andarono a Licata con Zeman e lì esplosero. A Bergamo e Napoli tutta un’altra organizzazione, bisogna progettare ed essere lungimiranti. Non solo nel calcio, ma nella vita, specialmente in questo periodo di emergenza. Germania temono che possano esserci dodici club a rischio fallimento, qui credo che i numeri possano essere maggiori e in zone dove già si soffre, la situazione potrebbe complicarsi ancora”. Infine Tebaldo Bigliardi si sofferma su l’Italia in questo periodo di emergenza: ” Io vivo tra Bergamo e la Sicilia, pur essendo calabrese, e vedo molte tensioni tra nord e sud. È un momento drammatico per tutto il Paese, anche se una parte sta soffrendo più dell’altra, e in questo periodo vedo degli scontri che non possono andare bene. Io sono un unificatore convinto, stiamo andando verso il grottesco con delle polemiche sterili. Il calcio, in questo scenario, non fa certo eccezione”.




  •   
  •  
  •  
  •