Trentino Rosa Volley, il presidente Postal: “La chiusura del campionato? Non è colpa di nessuno. In futuro problemi economici più grandi”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


SuperNews ha avuto il piacere di intervistare il presidente del Trentino Rosa Volley Roberto Postal. Abbiamo fatto qualche domanda sulle condizioni di salute della squadra, in testa alla classifica di Serie A2 al momento della chiusura del campionato, per poi spostarci sulla decisione della FIPAV riguardante le mancate promozioni e retrocessioni per questa stagione. Infine, il presidente ci ha fornito qualche dettaglio relativo al danno economico scaturito dall’annullamento del campionato ed espresso la sua opinione sul futuro della pallavolo.

Quali sono le condizioni di salute della squadra e della società del Trentino Rosa Volley?
Stiamo molto bene, dal momento che l’ultima partita giocata risale a febbraio. Le ragazze e il loro staff sono rimaste a Trento, nei loro appartamenti. Abbiamo cercato di giocare qualche partita, i primi di marzo siamo andati a Rimini, zona diventata presto rossa, per una partita clou del nostro campionato contro la seconda in classifica, ma si è deciso, poi, di non giocare. Ci siamo allenati ancora un po’ prima dell’arrivo dei i vari decreti. Per tutto ciò, le condizioni di salute sono ottime, non abbiamo registrato alcun caso di CoVid19 in tutta la Trentino Rosa Volley. Soltanto dopo la decisione della Federazione di chiudere il campionato le ragazze sono ritornate nelle proprie case.

Come è stata accolta la decisione della chiusura del campionato, soprattutto dal momento che la squadra si trovava in vetta alla classifica?
Abbiamo fatto un bellissimo campionato, abbiamo vinto 23 partite su 24. Tuttavia, la cosa che più ci è dispiaciuta è aver interrotto la forza e l’affiatamento del nostro gruppo e aver privato i nostri tifosi del loro sport. Ovviamente, non è colpa di nessuno, non ne facciamo una questione personale. E’ solo un peccato che sia stata vanificata una stagione così bella ed entusiasmante.

Quale decisione prenderà la FIPAV sul tema delle promozioni e delle retrocessioni?
La FIPAV ha deciso di chiudere il campionato. Quindi, retrocessioni e promozioni sono azzerate. Noi abbiamo solo preso coscienza di questo. In fondo, si tratta di una decisione che era nell’aria. Non si poteva continuare, ce ne siamo resi conto tutti. Tuttavia, al contrario della Federazione, la Lega era favorevole, qualora le condizioni lo avessero consentito, all’organizzazione di qualche partita nei mesi estivi, per far giocare le squadre di altissimo livello, quelle che disputano anche le coppe internazionali. Atleti e tifosi hanno bisogno della pallavolo.

A quanto ammontano le perdite della società dopo la cancellazione del campionato?
Le perdite ci sono state per tutte le società. Abbiamo delle atlete con cui stipuliamo dei contratti a inizio anno, contratti che prevedono la remunerazione anche se non si gioca. In questo momento, stiamo parlando anche con i procuratori per tentare di minimizzare questo impatto, che altrimenti sarebbe troppo forte. Tuttavia, la cosa più importante credo sia la gestione del prossimo campionato: i costi sono ben chiari, ogni società li tiene ben sotto controllo, mentre i ricavi dipendono da due fattori: gli sponsor (90%) e il botteghino (10%). L’anno prossimo non ci sarà garanzia riguardo gli sponsor. Se le aziende metteranno in cassa integrazione i propri dipendenti, la prima cosa di cui si priveranno sarà l’investimento nello sport. Siamo preoccupati per le perdite future, piuttosto che per quelle attuali. Si penserà a budget più ridotti, altrimenti non riusciremo a mantenere i nostri partner. Per quanto riguarda il nostro roaster, sicuramente l’anno prossimo ripartiremo dal gruppo di quest’anno.

Cosa si augura per il futuro del Trentino Rosa e per la pallavolo in generale?
Secondo me, il gesto atletico della pallavolo è quello che più si addice alla figura femminile, senza nulla togliere agli altri sport. In questi ultimi anni, la pallavolo femminile è cresciuta tanto. Insomma, il fatto che tutte e tre le coppe europee siano state vinte da squadra italiane non è roba da poco. Per questo, ci auguriamo che la sospensione prolungata dello sport non comporti una regressione. Sarebbe un dispiacere perdere qualcosa che abbiamo costruito in anni.

  •   
  •  
  •  
  •