An Brescia, il presidente Malchiodi: “Allenamenti solo per gli atleti di livello nazionale e internazionale. Il credito d’imposta l’unico vero aiuto per il mondo dilettantistico”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


SuperNews ha intervistato Andrea Malchiodi, presidente della An Brescia, squadra seconda in classifica nel campionato di Serie A1 di pallanuoto. Il nostro intervistato ha risposto ad alcune domande relative alle decisioni della FIN, quali lo stop del campionato e la mancata possibilità di essere promossi in una serie superiore. Inoltre, Malchiodi ci ha aggiornato sulla ripresa degli allenamenti e ha concluso la nostra chiacchierata suggerendo l’unico vero aiuto di cui la pallanuoto ha bisogno.

Quali sono le condizioni di salute della squadra e della società?
Le condizioni degli atleti sono ottimali. Fortunatamente, nessuno è stato colpito dal CoVid19, nè direttamente nè indirettamente. Siamo tutti in piena salute.

Gli impianti sportivi sono stati riaperti? Gli allenamenti si svolgono in maniera individuale o gli atleti si allenano insieme?
Gli impianti sono stati riaperti, ma al momento soltanto a un gruppo selezionato di atleti, cioè quelli di carattere nazionale o che abbiano partecipato ad eventi sportivi nazionali o internazionali. Ci sono ancora delle limitazioni. Per adesso, i nuotatori della nostra squadra che possono allenarsi sono 25 su 200.

Cosa pensa della decisione della FIN e della LEN di dichiarare chiusa la stagione? Si poteva aspettare ancora un po’ prima di arrivare a tale soluzione?
E’ stata la giusta decisione da prendere, poichè ci siamo accorti che l’indeterminatezza di una data dalla quale avremmo potuto riprendere poneva delle difficoltà organizzative. Soprattutto, in Italia non c’era uniformità sulla disponibilità degli impianti. E’ stata una scelta obbligata. Inoltre, l’impossibilità di muoversi all’interno dei paesi europei e l’applicazione della quarantena rendeva difficile anche continuare con la LEN. Ci è dispiaciuto molto non poter disputare le partite di Coppa, ad un passo da noi, ma non c’era altra scelta se non quella di fermarsi.

Crede la mancata assegnazione delle promozioni e delle retrocessioni sia la giusta decisione?
Non c’era altra alternativa, dal momento che si è giocato solo il girone di andata. Assegnare il titolo o sancire le retrocessioni solo dopo il girone di andata sarebbe stato ingiusto, perché avrebbe tolto la possibilità alle squadre che ambivano al titolo di conquistarlo effettivamente, così per le squadre della bassa classifica. Dopotutto, questa è la linea guida ripresa da altri sport, come basket, rugby, pallavolo. Credo sia stata la linea giusta da seguire.

La società ha subìto importanti danni economici?
I conti potremo farli a fine stagione agonistica, poichè i contratti con gli sponsor partono dall’1 settembre al 31 agosto. Dovremo verificare insieme, noi e i nostri partner, quanto hanno reciprocamente pesato questi ultimi mesi. Le società stesse hanno subìto dei danni, quindi occorre vedere quanto queste difficoltà si riflettano nelle loro economicità. D’altro canto, noi non abbiamo potuto erogare la pubblicità per i nostri sponsor, soprattutto per quelli minori. Troveremo un accordo di definizione con i nostri partner.

Se dovesse scegliere solo una misura per aiutare il mondo della pallanuoto, quale aiuto chiederebbe alla Federazioni e/o alle istituzioni?
Il vero aiuto, che riguarda un po’ tutto il mondo dilettantistico, sarebbe dare una sorta di credito d’imposta alle società che aiutano lo sport. Nel momento in cui un club sportivo sponsorizza un’azienda, si dovrebbe dare la possibilità non solo di dedurre il costo, ma di un credito d’imposta, che dà motivazione aggiuntiva ad una società che deve oggi pubblicizzare. Questo è il vero grande aiuto per il mondo della pallanuoto e per il mondo dilettantistico.

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