Basket Torino, l’amministratore delegato Nicolai: “Promozione in A1? Ancora niente di ufficiale. Movimenti sul mercato e nuova proprietà per il Basket Torino”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


L’intervista di oggi è quella di Renato Nicolai, amministratore delegato del Basket Torino. Abbiamo cercato di fare chiarezza sulla possibile promozione del Torino in Serie A1 e fatto delle domande relative all’impegno di Supercoppa previsto per agosto. Infine, Nicolai ci ha confermato l’arrivo di una nuova proprietà per il club torinese.

Quali sono le condizioni di salute della squadra e della società?
In questo momento stiamo bene: giocatori e società sono in salute, abbiamo la situazione costantemente sotto controllo.

Qual è l’umore in casa Torino? La formula delle 18 squadre permetterebbe la promozione della società in Serie A1.
Al momento, la Lega ha solo indicato Basket Torino come una delle squadre che può richiedere l’iscrizione alla Serie A1. Il primo passo è la richiesta di iscrizione alla massima serie, il secondo è il controllo di tutta la documentazione, contabile e non, da parte della Federazione. Quindi, ad oggi, noi non siamo ancora promossi in Serie A e probabilmente, basandomi sulle date che sono trapelate, saremo promossi il 7 agosto. Non c’è ancora nulla di ufficiale. Non nascondiamo, tuttavia, che ciò ci renda felici: tutte le componenti della società e tutto l’ambiente torinese ci hanno sempre supportato, nessuno ha mai remato contro il nostro giovane progetto di pallacanestro.

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Quali cambiamenti avverranno a livello societario? Il patron Sàrdara abbandonerà la società del Basket Torino?
Stefano Sàrdara, per statuto di Lega, deve cedere l’interezza delle sue quote. Per cui, lascerà la società. Questo dispiacerà a tutti, soprattutto a me, che sono un suo discepolo: ero a Sassari con lui ed è stato proprio Stefano a chiedermi di entrare a far parte del progetto del Basket Torino. Questo sarà il principale cambiamento, ovvero quello che attesterà, entro la fine di giugno, il subentro di una nuova proprietà. Da quest’ultimo, se ne genereranno inevitabilmente degli altri. Un discorso diverso si farà per coloro che sono già sotto contratto con il club, come per esempio il nostro allenatore Cavina. Ci saranno delle conferme per chi ha ancora un contratto in vigore con noi. Io stesso vorrei rimanere a Torino, ma sarà compito della nuova proprietà scegliere se trattenermi in società o meno. Tutto il mondo Basket Torino sarà ricostruito. Tuttavia, chiunque subentri a Sàrdara, non potrà che essere contento del grande lavoro svolto questa stagione.

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Sono state registrate delle perdite economiche, a causa della crisi nata da quest’emergenza?
Sì. Anche senza fare pubblicità a dati interni alla società, possiamo dire di aver subìto un grande danno economico legato alla biglietteria, privata di tre partite di regular season e, soprattutto, di un certo numero di partite di playoff. Gli abbonamenti non coprivano i playoff, per cui ci sarebbero stati incassi importanti, anche grazie all’affluenza del pubblico al palazzetto, che era migliorata di partita in partita durante l’anno. Per concludere, rispondo che sì, ci sono state perdite economiche importanti, principalmente legate alle mancate entrate di questa stagione.

In vista dell’impegno di Supercoppa del 29 agosto, la società si sta muovendo sul mercato? Avete già nel mirino alcuni atleti che possano valorizzare ancora di più il roaster del Basket Torino?
In questo momento, è il nostro allenatore ad occuparsi di questo. Cavina sta lavorando e ha lavorato sempre molto bene, anche in questa fase di ricostruzione societaria. Stiamo monitorando principalmente il mercato degli stranieri. Il nostro allenatore ha dichiarato in un’intervista pubblica di avere grande considerazione per i giocatori del Torino, quindi la sua intenzione è quella di ripartire da alcune conferme e dallo “zoccolo duro” dei giocatori che hanno giocato l’A2, anche se si dovrà ripensare a tutta la contrattualistica. A queste conferme, si aggiungerà probabilmente qualche innesto proveniente dal mercato degli americani, che Cavina sta monitorando attentamente.

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