Stirpe a SuperNews, Frosinone: il calcio che valorizza il territorio

Pubblicato il autore: Paolo Russo Segui


Il Lazio è una regione dalla storia antica e molto variegata. Tuttavia, la presenza di Roma attira verso sé, anche per via del suo status, tutte le luci dei riflettori. Ma una nuova realtà si sta affacciando, anzi lo ha già fatto, sul palcoscenico regionale e nazionale: Frosinone. Il capoluogo ciociaro si sta mettendo in mostra anche grazie al calcio e alla esemplare gestione societaria del suo Presidente, Maurizio Stirpe.

Il Frosinone di Maurizio Stirpe: una società modello

Nell’ambito della nostra ricerca sullo stato di sviluppo delle società calcistiche del sud e centro-sud italiano, il Frosinone è una delle poche realtà che si è sicuramente contraddistinta e messa in luce rispetto alla miriade di società meridionali italiane. Le istituzioni calcistiche si sono fatte avanti in prima persona per elogiare il progetto di sviluppo e ammodernamento che la società frusinate ha portato avanti negli ultimi anni e che ha permesso ai giallo-azzurri di navigare con una certa costanza tra Serie BSerie A. Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha già più volte dichiarato di come il Frosinone sia una “società modello” ed il suo nuovo stadio “un gioiello, da prendere come esempio”, un esempio di avanguardia gestionale e tecnologica elogiato anche dalla classe politica e a livello internazionale.

Abbiamo voluto intervistare, in esclusiva per i lettori di SuperNews, l’artefice di questo progetto di avanguardia calcistica, il Presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, che ha raccontato ai nostri microfoni di come una piccola realtà provinciale come la sua sia riuscita a divenire una sorpresa di livello nazionale, di come abbia fatto del Frosinone il vanto non solo suo, ma di una provincia intera, regalando a tifosi e cittadini un simbolo, uno spazio sociale, una casa. Merito, questo, non solo della sua passione per il calcio, ma soprattutto della sua visione del calcio in funzione del territorio e dei cittadini.

Intervista al Presidente Maurizio Stirpe

Presidente Stirpe, lei è arrivato alla presidenza del Frosinone nel 2003. Vuole ripercorrere un po’ gli eventi ed i sentimenti che l’hanno accompagnata durante tutti questi anni fino ad oggi, passando ovviamente per la storica promozione in Serie A?

L’idea di entrare nel calcio ci è ritornata, come famiglia, all’inizio del 2002. Mio padre e mio zio (Benito e Roberto Stirpe, ndr) sono stati nel calcio negli anni ’60 e conoscevano bene la storia del Frosinone, tanto è vero che la prima promozione dalla Serie D alla Serie C la ottennero loro nella stagione 1965-66. Io, assieme alla mia famiglia, decidemmo di rientrare nel calcio insieme ad altri amici perché volevamo far riscattare il territorio e pensavamo che questo riscatto dovesse avvenire anche attraverso le attività sportive. In quegli anni, ci furono una serie di iniziative che prendemmo in considerazione, fra cui anche l’acquisizione di quote del Frosinone Calcio. Al termine della stagione sportiva 2002-03, la nuova compagine societaria decise, a quel punto, di acquisire anche le quote rimanenti del vecchio proprietario. È stata un’operazione tarata per ottenere dei risultati: nel 2004 ottenemmo subito la promozione dalla C2 alla C1, facemmo i playoff in C1 nel 2005 e ottenemmo la prima storica promozione del Frosinone in Serie B nel 2006. In questo contesto però le cose, dal punto di vista societario, non andarono poi nel migliore dei modi, per cui molto velocemente durante quegli anni rimanemmo solamente in due e poi, quattro anni dopo, alla fine della stagione 2010-11, la mia famiglia rimase di fatto l’unica ad investire nel calcio a Frosinone. Anche se formalmente ancora c’erano altri rapporti – continua il Presidente Stirpe – siamo stati noi, dal 2008, a finanziare esclusivamente il Frosinone. Siamo rimasti e abbiamo fatto cinque anni di Serie B dal 2006 al 2011 e poi siamo retrocessi, ma abbiamo avuto la forza di ripartire con un progetto che nasceva dal basso, partendo dal settore giovanile, fondato sull’allenatore (Roberto Stellone, ndr) e i calciatori che avevano vinto il campionato Berretti 2011-12. Poi abbiamo iniziato un ciclo che ci ha portato a ritornare in Serie B nel 2014, in Serie A nel 2015, poi tornare indietro e nel 2018 risalire per poi, infine, scendere lo scorso anno ed essere attualmente in Serie B“.

Ma qual è stato il momento e la ragione per cui è scattata questa svolta a livello societario?

La molla che ha fatto scattare tutto questo ragionamento è stata sempre e solo quella di provare a far parlare il nostro territorio in termini positivi. Lo sviluppo delle infrastrutture è l’altro aspetto centrale che abbiamo voluto stimolare ed attuare. Partito nel 2015, aveva proprio questo senso: creare qualcosa di stabile intorno al quale si potesse provare a sviluppare un movimento che avesse delle fondamenta solide. – Poi il Presidente Stirpe focalizza su un aspetto cruciale – Noi siamo stati la prima società d’Italia che è riuscita a realizzare un progetto di crowdfunding: abbiamo quasi 400 tifosi che hanno investito nel Frosinone per aiutarlo a completare le parti rimanenti del nuovo stadio che non si erano riuscite a completare e, oltre questo, a realizzare tanti altri nuovi progetti. Per cui ritengo che, sotto questi aspetti, oggi abbiamo una società solida che non ha nulla da invidiare per le infrastrutture che ha, per il settore giovanile che ha costruito, ma anche per la prima squadra. Tutte cose che possono essere considerate all’avanguardia e che hanno intorno a sé anche un movimento solido perché riesce a contare ben 10.000 abbonati, che in Serie B non è semplice realizzare per una città che ha 46.000 abitanti. Abbiamo fatto un lungo percorso durato quasi 20 anni, siamo partiti da zero ed oggi possiamo essere moderatamente soddisfatti per il percorso che è stato fatto“.

Quali sono state le condizioni che hanno permesso di intraprendere questa strada? In generale, per una società, quali sono le condizioni ideali per intraprendere un tipo di percorso come il vostro?

Mettere l’interesse del Frosinone Calcio al di sopra degli interessi individuali di tutte le sue componenti: azionisti, tifosi e di chi poteva avere anche delle condizioni di conflitto d’interesse. Noi abbiamo sempre provato a privilegiare quello che era l’interesse allo sviluppo della società di calcio. Sono stati fatti tanti sacrifici, sono state investite risorse importanti. Tante volte, malgrado i sacrifici non si riesce a raggiungere i risultati sperati, qui invece i risultati ci sono stati“.

Le istituzioni calcistiche che ruolo hanno avuto?

Le Istituzioni calcistiche hanno fatto quello che potevano fare e che era nelle loro incombenze. Tutto il progetto lo abbiamo dovuto realizzare noi con le nostre forze. Poi sì, c’è stato un aiuto da parte del credito sportivo, ma è un intervento di prestito che deve essere restituito. Ma è comunque un aiuto che si è dimostrato importante“.

C’è qualche altra società, a suo avviso, che sta tentando di perseguire questa strada e che per questo l’ha colpita?

Io penso che nel sud Italia il Benevento stia facendo un percorso molto simile al nostro. Ma ritengo anche che i risultati raggiunti dal Crotone, in questi anni, siano risultati di tutto rispetto. Penso anche che il Bari con la nuova governance di De Laurentiis possa avere un futuro importante, così come la stessa Salernitana. Ci sono delle realtà – afferma il Presidente Stirpe – che possono dire la loro già da adesso, ma che lo potranno fare ancora di più in futuro, per quanto riguarda il sud e il centro-sud Italia. Anche il Pescara è una realtà importante. Ci sono delle buone realtà che magari debbono ancora avere la possibilità di sfruttarsi di più, ma partono da ottime basi. Lo stesso discorso vale per il Frosinone“.

Secondo lei, perché una buona parte delle società del sud ancora non riesce o non vuole intraprendere questa strada? Considerando il ruolo sociale che viene affibbiato al calcio, soprattutto nel recente periodo.

C’è un problema di risorse decisamente rilevante, un problema di infrastrutture importanti, sempre problemi di progetti che guardano troppo al breve periodo e poco al medio-lungo periodo. Secondo me, per avviare progetti con basi solide, bisogna partire dai settori giovanili e anzi, ancor prima, dall’organizzazione della società, dalle infrastrutture. Importante è avere anche la costanza e la pazienza che arrivino dei risultati“.

Considerando lo stop del campionato causa Coronavirus, quali sono gli obiettivi futuri del Frosinone? Il Frosinone ha un Piano A ed un Piano B a seconda se la stagione riprenda o meno?

Se il campionato verrà definitivamente chiuso, penso che il Frosinone abbia tutti i titoli per poter ambire a tornare in Serie A. Se il campionato venisse fermato, ci possono essere due ipotesi: o che si dà luogo ad un nulla di fatto, quindi niente promozioni e niente retrocessioni, e questo potrebbe essere accettato perché metterebbe tutti sullo stesso piano; qualora invece si dovesse dare seguito a promozioni e retrocessioni, queste dovrebbero avvenire nel rispetto delle regole. Il Frosinone – prosegue il Presidente Stirpe – in questo momento è terzo in classifica, quindi gli spetterebbe la promozione per il chiaro motivo che la disputa dei playoff in Serie B è una semplice deroga che la Lega chiede alla Federazione. È solamente una modalità alternativa di assegnazione della terza promozione. Evidente che, se non ci sono le condizioni di sicurezza per disputarli, la terza in classifica, a mio avviso, debba salire di diritto. Qualora invece, come io spero, si possa continuare e chiudere il campionato sul campo, l’unica strada per evitare contenziosi, il Frosinone si giocherà tutte le sue carte per poter salire. C’è un gruppo molto agguerrito di squadre che pressapoco si equivalgono, ma noi ce la possiamo fare“.

Dalle istituzioni calcistiche cosa emerge, quale idea prevale? Il campionato riprenderà o no?

In questo momento tutto dipende dall’evoluzione della curva dei contagi, è una situazione in divenire che cambia di settimana in settimana. Bisogna attendere, sperando che ci siano le condizioni giuste per poter riprendere. Nel caso si riprenda, questo andrà tutto a beneficio del movimento calcio. Se il calcio riesce a riprendere, il suo valore di mercato di certo si deprezzerà, ma di sicuro non si azzererà. Se il calcio rimarrà fermo – conclude il Presidente Stirpe – penso che avremmo dei notevoli problemi anche nella prossima stagione sportiva.”

Ringraziamo il Presidente Maurizio Stirpe e tutta la società del Frosinone Calcio per averci concesso questa intervista in esclusiva per SuperNews.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: