Interviste D valore, Simone Brunetti a SN: “Il mio sogno è quello di arrivare più in alto possibile con tanto sacrificio e voglia di migliorare”

Pubblicato il autore: Vincenzo Palumbo Segui

simone brunetti

Simone Brunetti è uno dei migliori talenti italiani in Serie D. Dopo le esperienze da capitano con l’Udinese Primavera e con la Sambenedettese in Serie C, la sua carriera è stata rallentata dagli infortuni e dal Covid. Nonostante i 22 anni, Simone Brunetti ha superato gli ostacoli in maniera brillante e quest’anno si sta mettendo in luce con la maglia del Marina di Ragusa per rilanciarsi nel calcio che conta.

Buongiorno Simone Brunetti ti ringrazio per la disponibilità. Tu hai giocato nell’under19 dell’Udinese e in Serie C con la Sambenedettese. Ora ti stai mettendo in mostra con il Marina di Ragusa. Parlaci del tuo percorso da quando hai dato il primo calcio ad un pallone a oggi?
Buongiorno, io ho cominciato all’età di 7 anni a dare i primi calci al pallone, in una squadra di Roma chiamata Polisportiva De Rossi. Da li è iniziato il mio cammino, seguito prima nell’Atletico 2000 e poi nella Vigor Perconti. Con quest’ultima ho vinto lo Scudetto con i giovanissimi a livello dilettante. Dopo 4 anni mi sono trasferito nella prima società professionistica ovvero il Vicenza, categoria Allievi Nazionali. Ero in prestito con diritto di riscatto e pur facendo bene non sono stato riscattato. Fortunatamente l’Udinese mi ha notato. Ho passato 2 anni nella primavera dell’Udinese, durante il primo ho giocato poco mentre nel secondo ho fatto tutte le partite da capitano e realizzato 5 goal. Finita questa avventura sono andato a San Benedetto firmando un contratto di 3 anni. Purtroppo il primo anno è stato caratterizzato da un susseguirsi di infortuni che non mi hanno fatto collezionare nessuna presenza. Il secondo è iniziato meglio ma ho giocato soltanto 5 partite tra campionato e Coppa Italia. A gennaio ho rescisso con la Sambenedettese per rimettermi in gioco con la Fezzanese. Nella prima stagione in Serie D ho totalizzato 7 partite e fatto 1 goal ma purtroppo è arrivato il Coronavirus. Oggi gioco nel Marina di Ragusa per riscattarmi e sembra che stia facendo bene.

Gli addetti ai lavori ad inizio stagione ti hanno segnalato come uno dei giovani da tenere sott’occhio. Hai confermato le aspettative realizzando 5 gol e mettendoti in mostra. Quali sono i tuoi sogni e i tuoi progetti futuri?
Si, il mio scopo era quello di fare bene il più possibile per risalire in Serie C e riprendermi quello che avevo. Una sorta di rivincita per me stesso. Il mio sogno naturalmente è quello di arrivare più in alto possibile con tanto sacrificio e voglia di migliorare.

Per quale squadra tifi? A quale giocatore ti ispiri?
Io nato a Roma tifo la Roma ed il mio giocatore preferito è Kevin de Bruyne del City, perché lo ritengo il centrocampista più completo e forte che ci sia.

In Italia si vive di pane e pallone e sui giovani calciatori c’è tanta pressione. Su questo tema vorrei chiederti di svelarci la tua esperienza più bella e quella più negativa.
L’esperienza molto bella è stata quella di vincere lo scudetto giovanissimi ma sicuramente anche andare a giocare le amichevoli con la prima squadra dell’Udinese è stato importante. Come esperienza negativa posso dirti il periodo di San Benedetto, anche se comunque mi ha fatto crescere molto dal punto di vista umano.

L’ultima domanda è inevitabilmente relativa alla situazione di caos che sta vivendo il calcio moderno. Un giovane calciatore come te, cosa pensa di tutta la vicenda legata alla Superlega? Credi sia un’opportunità per i giovani oppure no?
È stata annullato come è giusto che sia perché la ritengo veramente una competizione fuori luogo, visto che il calcio è lo sport di tutti, dove il piccolo può battere il grande. Creando questa lega si possono togliere tanti sogni ed io ritengo che sognare è una delle cose più importanti della vita, perché ti permette di andare avanti in tutto e per tutto.

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