Giuseppe Guadagni a SuperNews: “Pagani grande piazza, quest’anno punto al salto di qualità. Un sogno? Giocare nel Napoli. Spero, un giorno, mi arrivi un’offerta…”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui

SuperNews ha intervistato Giuseppe Guadagni, giocatore della Paganese, club che milita nel campionato di Serie C. L’esterno d’attacco, classe 2001, ha descritto il percorso calcistico che lo ha portato, oggi, a vestire la maglia della città di Pagani. Con un passato nel Napoli U17, Guadagni è oggi uno dei giovani più promettenti della Serie C. Ai nostri microfoni, il talento di Brusciano svela i suoi obiettivi, parla dei suoi sogni e analizza l’inizio di questa stagione da parte della Paganese.

 

Giuseppe, sei giovanissimo, un attaccante classe 2001. Come è iniziata la tua carriera calcistica? Qual è stato il percorso che adesso ti ha portato a vestire la maglia della Paganese?
Sì, io già giocavo nella Berretti della Paganese, con cui ho disputato un ottimo campionato sotto la guida di mister Scarlato. Da lì sono partito per il ritiro e il mio allenatore, che ha avuto un’ottima impressione su di me, mi ha fatto rimanere in prima squadra. Prima di approdare alla Paganese, ho giocato anche nell’Under 16 e nell’Under 17 del Napoli.

L’esperienza nel Napoli, però, si è conclusa con un mancato riscatto da parte della società dopo due anni di prestito. Cosa hai pensato in quel momento? Come ti spieghi questa decisione da parte della società partenopea?
Ho reagito mettendomi subito a lavoro, in modo che si potessero ricredere su di me. Sono arrivato alla Paganese e ho disputato un grande campionato, ho dato il meglio di me. In questo modo, mi sono riscattato.

Parliamo adesso del tuo presente. Hai rinnovato il contratto con la Paganese fino al 2024. Che piazza è per te quella della città di Pagani? Cosa ti ha spinto a rinnovare il contratto con questa società?
La Paganese è una grande società. Il presidente punta molto sui giovani, punta su di me, e crede tanto nel nostro potenziale. La piazza di Pagani mi ha accolto benissimo fin dall’inizio, come se fossi un loro Over, quindi io darò sempre il massimo per questa maglia. 

Il campionato di Serie C è iniziato la scorsa settimana, con la prima giornata che ha visto contrapporsi la Paganese al Messina, in un match terminato in pareggio, 4 a 4. Cos’è mancato alla squadra per portare a casa la vittoria?
Abbiamo fatto una grande partita, perché perdevamo 4 a 1 e siamo riusciti a pareggiare chiudendo il match con il risultato di 4 a 4. Non è da tutti pareggiare una gara in cui si è sotto di 3 gol. Secondo me, è mancato l’ultimo assalto per vincere, ma abbiamo fatto un’impresa pareggiando contro una grande squadra contro il Messina.

Dopo la prima giornata, la Paganese risulta quinta in classifica, ad un punto. Il prossimo match di campionato sarà in trasferta a Latina: sarà la giusta occasione per vincere e prendersi i primi 3 punti della stagione?
Sì, dobbiamo subito riscattarci dal pareggio con il Messina. La prossima giornata sarà a Latina, e lì dovremo disputare una grande gara per portare a casa i tre punti.

In tanti ti associano, per caratteristiche, a Matteo Politano, ala destra del Napoli. Noti anche tu questa somiglianza o ti sembra un paragone azzardato?
Sì, la noto anche io, siamo simili: abbiamo lo stesso ruolo, siamo entrambi mancini, rientriamo, calciamo, puntiamo l’avversario. A volte, prima di giocare, vado a vedere i video di Politano, perché è un giocatore che mi ispira molto. 

In base ad alcuni dichiarazioni rilasciate dal tuo ex procuratore, Guglielmo Stendardo, pare che il Sassuolo abbia nutrito un certo interesse nei tuoi riguardi, e che nel mese di febbraio ti abbia seguito attentamente sul mercato. Cosa pensi di questo interesse? E come mai non sei approdato sulla sponda neroverde?
Credo che l’interesse da parte del Sassuolo ci fosse, ma non so perché non si sia chiusa la trattativa. Ora sono a Pagani, qui sto bene e posso ottenere altri risultati.

I giovani come te, davanti all’attuale sistema calcio, che sembra essere ormai regolato quasi esclusivamente dalla logica dell’offerta più alta, scatta la volontà di andare controcorrente e di voler, invece, ambire ad essere una bandiera del proprio club?
Sì, credo che già alla mia età ci sia la voglia di diventare una bandiera del proprio club. E’ una soddisfazione immensa poter essere considerato una bandiera della squadra in cui si gioca. Qui a Pagani, per esempio, tengono tantissimo a questo.

Quali obiettivi ti sei prefissato di raggiungere in questa stagione?
Gli obiettivi per questa stagione sono tanti. Lo scorso anno ho fatto bene, ma quest’anno è quello in cui dovrò fare il salto di qualità.

In quale club sogni di giocare, un giorno?
Sì, essendo io napoletano, il club in cui sogno di giocare è il Napoli. Speriamo che, un giorno, arrivi un’offerta da parte dei partenopei.

Un giocatore di Serie C si sente molto distante dal mondo della Serie A? Secondo te, c’è un gap troppo grande tra una serie e l’altra, dal punto di vista tecnico/qualitativo?
Tra la Serie C e la Serie A c’è una grande distanza, sotto ogni punto di vista. Tuttavia, credo che se si è bravi ad imparare e a cogliere dai più grandi, si possa essere pronti per la massima serie. Quando sono arrivato qui a Pagani all’inizio mi sentivo un bambino. Sono cresciuto anche grazie all’aiuto del mio ex capitano, Francesco Scarpa, che mi ha aiutato a capire tante cose, tattiche e non. Se un giocatore fa tesoro degli insegnamenti dei più grandi, può fare il salto di qualità.

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