Claudio Mezzadri a SuperNews: "In Davis l'Italia può andare lontano, con Berrettini probabilmente avrebbe vinto la competizione. Se é l'Italia più forte di sempre? Dovrà dimostrarlo"

La Coppa Davis 2021 é ormai alle porte: venerdì 26 novembre gli azzurri di Filippo Volandri esordiranno contro gli Stati Uniti.  Abbiamo colto l'occasione per intervistare Claudio Mezzadri, ex tennista svizzero e commentatore di tennis su RSI LA2 e Sky Italia. Siamo partiti dalla Davis, chiedendo all'ex capitano della Svizzera di Coppa Davis quale sia il potenziale di questa Italia all'interno della competizione, per poi spostarci sui protagonisti del tennis internazionale, soffermandoci sulla grande stagione del numero uno del ranking Novak Djokovic e sul fresco vincitore delle ATP Finals Alexander Zverev. Mezzadri ci ha infine dato il suo parere sul futuro ritorno in campo di Roger Federer, previsto per non prima dell'estate 2022.

Claudio, il team scelto per la Coppa Davis 2021 potrà regalarci grandi soddisfazioni quest’anno?
La squadra italiana é forte, molto forte, e può puntare in alto. Peccato che non ci sia Matteo Berrettini, che sarebbe potuto essere il leader di questo gruppo. Con Matteo, l’Italia avrebbe potuto realmente pensare di vincere la Davis. Senza il tennista romano, gli azzurri possono sicuramente pensare di arrivare lontano, ma la vittoria probabilmente sarebbe un exploit, non pronosticabile. A prescindere da tutto questo, l'Italia é forte, ha Bolelli che é uno specialista in doppio e ha il grande vantaggio di avere giocatori molto affiatati, e l’affiatamento, soprattutto nella Davis, é fondamentale.

Quanto potrà incidere il forfait di Berrettini sul potenziale dell’Italia?
Innanzitutto bisogna prima passare il turno preliminare, dopodiché inizieranno i big match. Berrettini nel singolare é una garanzia. La squadra rimane ugualmente forte, ma Matteo é un finalista di Slam, sono due anni che é nei primi 10, é un giocatore ormai esperto e affermato, non é più una sorpresa. Ecco perché, in Coppa Davis, lui sarebbe stato il naturale leader del team azzurro. In questa competizione é importantissimo che ci sia la figura di un leader che trascini un gruppo di per sé già molto affiatato. Al contrario, non va bene che questo ruolo venga ricoperto un po’ da tutti. Berrettini sarebbe stato il punto di riferimento perfetto.

Credi che quella guidata da Volandri sia la squadra più forte che il tennis italiano abbia mai avuto?
Questo lo dovranno dimostrare con i risultati, perché Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli probabilmente sono stati la squadra italiana più forte di sempre della Davis. E’ difficile fare paragoni di questo tipo. Quest’anno, con la presenza di Berrettini, avremmo avuto due top 10 in squadra, ma sono i risultati a poter dare risposta a questi quesiti. I ragazzi di questa edizione sono condannati a vincerla per poter essere considerati la squadra italiana di Davis migliore di sempre.

Ai Super Tennis Awards Jannik Sinner è stato premiato “giocatore dell'anno”, mentre Camila Giorgi  “miglior giocatrice”. Qual è il tuo personale giudizio sui due azzurri?
Camila Giorgi non é più giovanissima ed é stabilmente nel circuito femminile. Dopo tanti anni, si ha sempre l’impressione che ci sia sempre ancora molto potenziale da sviluppare in lei. Purtroppo è sempre altalenante nei suoi risultati, non riesce ad essere costante. Camila ha degli acuti importantissimi, é una giocatrice di altissimo livello che purtroppo, però, dà sempre la sensazione che debba ancora esternare tutto il suo potenziale, sembra che abbia sempre qualcosa da dover migliorare. Sinner, invece, é l’astro nascente del tennis italiano e internazionale. L’altoatesino é riuscito a entrare nei primi 10 del mondo, un risultato fantastico per la sua età. Quest’anno ha avuto una progressione eccezionale, é andato oltre gli obiettivi prefissati dal suo gruppo ed é stato protagonista di un’annata meravigliosa coronata dalla partecipazione alle ATP Finals.

ATP Finals che hanno visto trionfare Alexander Zverev, giocatore a cui manca ancora la vittoria di uno Slam. L’anno prossimo potrebbe essere quello giusto per lui? Se sì, in quale Slam credi possa vincere il tedesco?
Zverev é forte sui campi duri, quindi direi che le superfici migliori per lui siano quelle dell’Australian Open e delle US Open. Sono tanti anni che il tedesco é sul circuito: ha vinto tantissimi Masters 1000, ha vinto due volte le Finals e, nella stessa competizione, ha battuto Djokovic. Quando butti giù il numero uno del mondo, in quel torneo e con quella qualità di tennis che abbiamo visto, parliamo di vittorie importanti, fa quasi impressione. Sì, l’anno prossimo potrebbe essere quello buono per Zverev. Di sicuro, alle Finals abbiamo visto in finale i due che potrebbero detronizzare Djokovic. Prima della vittoria dello Slam, credo che ci sia la prima posizione del ranking a cui aspirare, e Medvedev e Zverev sono i due tennisti più pronti per farlo.

A proposito di Djokovic, questa è stata una stagione storica per il serbo: è stato ad un passo dal fare il Grand Slam, per la settima volta in carriera ha chiuso la stagione come numero 1 del mondo, ha eguagliato Nadal e Federer a quota 20 Slam e vincendo il Master 1000 di Parigi-Bercy é diventato il tennista con più titoli 1000 della storia. Possiamo dire che sia lui il GOAT di questo sport?
Questa é la domanda che arriva sempre. Credo che bisognerebbe prima definire i criteri sulla base dei quali definire il più grande di tutti i tempi. Se dobbiamo basarci sui risultati, non c’è storia, é Djokovic. Tuttavia, secondo me, per definire il migliore di tutti i tempi dovrebbero essere presi in considerazione anche altri parametri: come gioca, quanto piace il suo tennis, quanto é amato dal pubblico, quanto é versatile, etc...

Gli organizzatori degli Australian Open hanno imposto l’obbligo della vaccinazione contro il Covid-19. In che modo questa decisione potrebbe ripercuotersi sulla competizione e sui partecipanti? Cambieranno i favoriti del torneo?
Sicuramente questa scelta influirà sul torneo. Non tutti i giocatori sono vaccinati, e possiamo supporre che alcuni dei grandi non lo siano. Nessuno di loro ha ancora fatto dichiarazioni precise, probabilmente faranno degli annunci definitivi nei prossimi giorni o dopo la Davis. E’ probabile che per via di questa decisione qualcuno non parteciperà, e questo condizionerà pesantemente il risultato finale. Ci sarà spazio per altri tennisti, se giocatori come Djokovic e Tsitsipas decideranno di non prendervi parte. Tuttavia, nessuno si é ancora espresso sulla partecipazione agli Australian Open, quindi attendiamo le loro dichiarazioni.

Ritornando a parlare di leggende del tennis, Roger Federer ha annunciato di non tornare sui campi da tennis prima dell’estate. Secondo te, riuscirà a giocare a Wimbledon? Se sì, sarà ancora competitivo al suo rientro?
Se Federer può giocare un torneo, quel torneo é Wimbledon. Roger é stato molto prudente, perché spera lui stesso di poter dare notizie più positive e anticipare il suo rientro. I tempi di recupero sono molto lunghi, ma Federer ha fatto questa scelta, so per certo che ha voglia di competere e che fa davvero tanta fatica a stare lontano dai campi da tennis. Il suo spirito é rimasto quello di 22 anni fa, anche se l’anno prossimo Roger compirà 41 anni. E’ necessario che proceda per gradi: prima la corsettina, poi gli appoggi, poi le corse un po’ più intense, poi prendi in mano la racchetta e cominci a vedere fin dove arrivi. Roger ci ha già stupito nel 2017, adesso si tratta solo di 5 anni in più… Il miracolo potrebbe ancora avvenire, perché no? Io lo aspetto sempre a braccia aperte, così come lo aspettano milioni di appassionati in tutto il mondo.