Interviste D valore, Thomas Aiolfi: "Ho 17 anni e l'ambizione a questa età deve essere molto alta"

Thomas Aiolfi a 17 anni e 188 giorni è diventato il più giovane marcatore della squadra Città di Varese. Un attaccante giovanissimo e promettente racconta i suoi progetti futuri nella rubrica Interviste D valore. Thomas Aiolfi cresciuto nelle juniores della squadra lombarda, è sicuramente uno dei prospetti più interessanti del campionato di Serie D.
Benvenuto Thomas Aiolfi. Negli ultimi due anni sei passato dalle juniores nazionali U19 alla prima squadra. Per quest'anno che obiettivi hai?
Si, sono passato dalla juniores alla prima squadra molto in fretta. Devo dire che mi sento molto più a mio agio con ragazzi più grandi perché so che posso crescere molto di più con loro che con quelli della mia età. Gli obiettivi per quest'anno sono fare bene e lavorare duro per avere risultati eccellenti.
La squadra Città di Varese è nata recentemente ma già si trova in Serie D. Secondo te che sei all'interno, dove può arrivare questa società?
Vero che è nata da poco però dietro ha una grande storia e una grande società con staff e personale che ti curano come un professionista. Quindi direi proprio che si, potrà arrivare in alto con questa squadra e questa società.
Essendo molto giovane, cosa fai per migliorarti? Che consigli ti danno i tuoi compagni di spogliatoio?
Sono molto giovane e questo comporta che devo allenarmi il doppio e meglio degli altri, per dimostrare quanto valgo. I miei compagni mi danno molti consigli sia sul comportamento sia tatticamente in campo.
C'è un calciatore al quale ti ispiri?
Come calciatore mi ispirò molto ad Halland perché fisicamente e tatticamente siamo molto simili, ovviamente senza nessun paragone. Spero un giorno di diventare forte come lui o anche più forte, ho 17 anni e l'ambizione a questa età deve essere molto alta.
Cos'è il calcio per te?
Il calcio per me è tutto, ho iniziato a giocare quando avevo 5 anni in un oratorio e pian piano crescendo ho iniziato a girare un po' di squadre. Fino a 13 anni ho giocato in squadre dilettantistiche poi col passare degli anni ho fatto anche qualche esperienza da professionista e infine sono passato con i 'grandi', nel calcio vero. Senza calcio non riuscirei a vivere, è un modo per sfogare tutto quello che ho dentro, per avere corpo sano e mente sana e questo è molto importante. Poi c'è da dire che ho fatto promesse che devo e voglio mantenere.