Virtus Entella, Marco Chiosa a SuperNews: “Obiettivo vincere il campionato, ma serve continuità. Gaston Ramirez? Qualità eccelsa, ci darà una grossa mano”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone.

Marco Chiosa Virtus Entella

News.Superscommesse ha intervistato Marco Chiosa, difensore della Virtus Entella, club attualmente primo in classifica insieme al Gubbio nel girone B di Serie C. L’ex centrale di Nocerina, Bari, Avellino, Perugia e Novara, con un passato nelle giovanili del Torino, ha parlato degli obiettivi dell’Entella per questa stagione sportiva, raccontando anche le sue aspirazioni personali e indagando il rapporto tra social network e mondo del calcio, un tema trattato nella sua tesi di laurea in “Scienze  Politiche e Sociali” discussa all’Università di Torino.

Marco, dal 2019 sei legato alla Virtus Entella. Che anni sono stati questi, in cui hai alternato presenze in Serie B e C? E come state vivendo questo momentaneo primo posto in classifica a quota 20 punti nel girone B di Serie C?
Sì, sono arrivato all’Entella quattro anni fa, in una situazione un po’ complicata, perché i primi quattro mesi del campionato li abbiamo trascorsi tra tribunali e altre situazioni extracampo. Il campionato è iniziato a novembre, io sono arrivato all’inizio di gennaio, quindi c’era ancora tutto il girone d’andata da completare e il girone di ritorno. E’ stato un miracolo sportivo, perché giocare 30 partite alternate da due giorni di riposo è stata un’impresa incredibile, coronata dalla vittoria del campionato. Poi ci sono stati due anni di Serie B, che mi hanno portato alla retrocessione dolorosa di qualche anno fa. Sono stati comunque anni positivi, trascorsi in una società seria e organizzata. Il nostro obiettivo è quello di ritornare in B il prima possibile, quindi il primato di questo momento ce lo dobbiamo godere e dobbiamo mantenerlo fino a fine anno. Sicuramente è un buon punto di partenza, uno stimolo per continuare a lavorare e arrivare così fino alla fine del campionato.

Alla luce dei risultati ottenuti fino ad ora, possiamo dire che l’Entella punta alla promozione in B? O credi ci siano squadre anche più attrezzate di voi?
Anche se non dichiarato apertamente, l’obiettivo dell’Entella è quello di raggiungere il primato in classifica e vincere il campionato. Sicuramente sarà difficile, perché ci sono anche altre squadre organizzate. Inoltre, è evidente nel nostro girone un certo equilibrio tra tutti i club: tutti sono competitivi e, alla fine, la differenza la farà la continuità di rendimento che potrà permettere di raggiungere la vetta. Noi abbiamo avuto la fortuna e la bravura di fare 4 vittorie consecutive che ci hanno permesso di superare qualche squadra, ma le differenze sono davvero minime. Bisogna quindi curare i particolari e continuare sulla strada della continuità.

Il prossimo match di campionato sarà contro il Fiorenzuola, che si trova a soli due punti da voi e che dovrà fare a meno di Oneto, fuori per la rottura del legamento crociato sinistro. Che match si prospetta? Riuscirete a conquistare la settima vittoria di questo avvio di stagione?
Sarà un match molto complicato, perché il Fiorenzuola è una buona squadra, ben organizzata e allenata molto bene. Può essere considerata la vera sorpresa di questo avvio di campionato: è stata  prima in classifica per qualche settimana e questo dimostra la validità del suo progetto tecnico e della sua società. Sarà quindi una trasferta difficile, bisognerà affrontarla al meglio con l’obiettivo principale di non prendere gol. I campionati e le partite, infatti, si vincono anche con la miglior differenza reti e la migliore difesa. Noi sappiamo di avere degli attaccanti forti, pronti a sfruttare le occasioni e farci vincere i match. Dobbiamo mantenere la partita in equilibrio e portare a casa il miglior risultato possibile.

Che mentalità sta trasmettendo al gruppo il tecnico Volpe?
Il mister, pur essendo un allenatore giovane, sa fare al meglio il suo lavoro dal punto di vista tecnico e tattico. La sua qualità da calciatore è stata il suo temperamento e la sua “garra”, il suo vivere il calcio in maniera passionale. Da allenatore, adesso, il mister riesce a trasmettere le stesse emozioni e lo stesso modo di vivere il calcio a tutto il gruppo.

Gaston Ramirez, calciatore uruguaiano che vanta oltre 300 presenze e 50 gol tra Serie A e Premier League, ha deciso di accettare la proposta della Virtus Entella. Il centrocampista, alla sua prima apparizione in campo, ha già fatto vedere la sua classe cambiando le sorti del match giocato contro l’Ancona. Cosa si prova ad avere un compagno di squadra come lui?
Gaston si è calato subito molto bene nella nostra realtà. E’ un bravo ragazzo, il giocatore non lo scopro di certo io, dal momento che è fuori livello per la categoria. Si allenava con noi già da tempo, e tutti speravamo potesse esserci un accordo economico con la società. Eravamo sicuri potesse darci una grande mano dal punto di vista tecnico, e questo si è visto già domenica scorsa. Ramirez ha una qualità eccelsa, ha giocato tanti anni in A, in Premier League, ha disputato i Mondiali. Mi ha stupito come si sia integrato bene con tutti noi da subito, sono contento che sia stato tesserato dal club e sono convinto che ci darà un grande aiuto.

Sei cresciuto nelle giovanili del Torino, che poi ha iniziato a cederti in prestito. Hai iniziato la trafila vestendo le maglie della Nocerina, del Bari, dell’Avellino, del Perugia e del Novara. Che ricordo ti hanno lasciato queste esperienze calcistiche? E come mai non hai trovato spazio a Torino?
Sono state tappe importanti per la mia crescita, perché trovarsi a giocare a 18-19 anni in piazze importanti e calorose come queste forma da un punto di vista umano, caratteriale e professionale. Sicuramente c’è del rammarico per non aver avuto l’occasione di esordire e giocare nel Torino, dal momento che si trattava della mia squadra di partenza. In quegli anni la società granata ha fatto delle scelte differenti, non solo con me, ma con molti altri miei compagni, che non hanno avuto grande spazio. In ogni caso, ringrazio tanto il Torino per avermi dato modo di entrare nel mondo del professionismo e gli auguro il meglio.

Sei laureato in “Scienze politiche e sociali” all’Università di Torino. Hai scritto una tesi dal titolo: “I social network e il mondo del calcio”. Secondo te, in che modo i social influenzano il calcio e in che modo i professionisti, tramite i social, influenzano la società e veicolano messaggi? Qual è la tua chiave di lettura del rapporto tra social e mondo dello sport?
Negli ultimi anni è cambiato molto l’approccio del professionista sportivo nei confronti dei social. Quattro-cinque anni fa si utilizzavano con più “superficialità”, non si dava troppa importanza all’uso che si faceva di questi strumenti. Anche solo un “mi piace” da parte di un calciatore ad una foto di un suo amico facente parte di un altro club rivale scatenava l’ira dei tifosi. I social sono un veicolo molto forte, che permette di esprimere le proprie idee e i propri valori, ma deve essere utilizzato in maniera intelligente. Ultimamente le società aggiornano e curano maggiormente il proprio account social piuttosto che il sito ufficiale del club. Questo fa capire la potenza di questi mezzi. Spero che, anche tramite la scelta dei giusti social media manager, i social possano essere sempre più utilizzati per veicolare valori importanti, oltre che per comunicazioni istituzionali e partnership. E’ importante che il tifoso possa riconoscersi nei propri idoli, portatori sani di esempi positivi. Bisogna ricordarsi che qualsiasi parola o azione, su internet e in generale su questi mezzi, diventano virali in un attimo e difficilmente si dimenticano, quindi è importante farne un uso sensato.

Sei convinto del fatto che i tifosi, tramite i social, possano condizionare in maniera diretta e indiretta, le scelte delle società? Anche prendendo ad esempio il calciomercato…
Sì, sicuramente. Credo inoltre che ormai le società, oltre a tener conto dell’imprescindibile aspetto tecnico del giocatore, per scegliere il giusto profilo si basano molto anche sull’aspetto caratteriale, sull’immagine social e sul seguito che ha su questi canali.

Quali sono i tuoi obiettivi personali?
Cercherò di fare del mio meglio per raggiungere gli obiettivi personali e di squadra. Vorrei giocare quante più partite possibili e fare un numero alto di gol. L’obiettivo più grande, ovviamente, resta quello di risalire in Serie B e di giocare, per la prima volta, in Serie A.

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