Giulia Pisani a Supernews: "Da ex centrale riesco meglio a far le telecronache. Il ritorno di Egonu? Importante per lei"

Supernews ha avuto il piacere di intervistare Giulia Pisani, ex giocatrice di pallavolo e tra i ruoli da lei ricoperti apprezzatissima telecronista RAI di pallavolo. Le abbiamo chiesto un parere sulla stagione appena chiusa e su quella azzurra iniziata da poco.

Buon giorno Giulia, ci racconti del tuo ruolo sempre più apprezzato come telecronista di pallavolo?
Mi è stata data questa possibilità da parte della Rai che ringrazio sempre perchè in tanti vorrebbero avere questa grande  opportunità. Mi sono buttata, ho voluto raccontare la pallavolo, le gesta delle mie ex compagne. Le emozioni sono sempre tante, ovviamente più passano le stagioni più la sensazione di nostalgia del campo è diminuita. Devo dire però che il richiamo del match è ancora forte in occasione delle partite molto importanti come le finali scudetto o quelle della Nazionale.

Il fatto di aver giocato ad altissimi livelli ti aiuta nel lavoro di commentatrice?
Certamente, aggiungo una cosa: chi ha giocato da centrale come me o da palleggiatrice secondo il mio giudizio è facilitata nel commentare perchè sono due ruoli che ti abituano ad avere una visione completa di gioco. Il mio ruolo mi ha facilitato per esempio nel saper interpretare il gioco e nel ricordare gli attacchi avversari. Questo mi facilita molto durante la telecronaca perchè colgo i dettagli di gioco e ricordo meglio le varie fasi della partita.

Cosa ha avuto in più Conegliano e cosa in meno Milano nella finale scudetto?
L'arma in più in gara 5 per Conegliano è stata Alexa Gray, nessuno si aspettava di vederla così scatenata, sarò banale ma è stato sotto gli occhi di tutti. Il suo impiego è stata la dimostrazione delle varie soluzioni a disposizione di Conegliano che in gara 5 non era partita benissimo. Il suo apporto è stato fondamentale. In gara 4 la partita è stata a senso unico a favore di Conegliano che era con l'acqua alla gola e poteva solo vincere. Milano ha forse pagato paradossalmente il fatto di avere il match point in casa sentendo molto la pressione. Non dimentichiamo poi che si è giocato ogni due giorni e questo ha penalizzato probabilmente le giocatrici meno giovani. È anche vero che in queste partite l'adrenalina e la volontà ti portano a superare i problemi fisici.

La partenza dell'Italia femminile in VNL è stata difficoltosa, come commenti?
Ci sono tantissime giocatrici che sono alla prima esperienza da seniores, ci sono giocatrici giovani e giocatrici più esperte. C'è ovviamente da lavorare ma guardando ad esempio al sestetto della Turchia quando ha giocato contro di noi è scesa in campo con la squadra praticamente titolare. L'Italia sta facendo fare esperienza a molte giocatrici, è giusto che le "big" e chi ha finito dopo si riposino staccando un po' la spina. È molto importante il riposo mentale, ci sarà VNL, qualificazione olimpica, campionato e per finire le Olimpiadi, sarà un periodo molto intenso per noi.

Il campionato riabbraccia una campionessa come Paola Egonu, cosa ne pensi?
Per quanto riguarda Paola, le voci del suo arrivo a Milano giravano da mesi. Da poco è arrivata la conferma. Sono contenta sia tornata. Penso che l'esperienza  all'estero in una squadra molto importante come il Vakif sia stata fondamentale per lei, la squadra ha avuto difficoltà all'inizio ma poi ha concluso alla grande vincendo la Champions. Penso che tornare nel nostro campionato per Paola sia molto importante soprattutto perchè giocherà in una società strutturata benissimo e che punta a vincere. Sicuramente i roster della prossima stagione per le prime 3/4 squadre saranno di altissimo livello.

Un altro grande nome è quello di Lorenzo Bernardi che allenerà Novara e che è alla sua prima esperienza nella pallavolo femminile.
Sono dispiaciuta per Stefano Lavarini ma sono curiosa di veder lavorare Bernardi e ascoltare da addetta ai lavori i suoi time-out. Vedremo cosa porterà dal mondo del maschile, inoltre io ho un bellissimo ricordo di quando faceva le telecronache per la Rai, lo ascoltavo. Sarà bellissimo intervistarlo e portarlo ai nostri microfoni.

Maschile e femminile hanno così tante differenze?
Si sta più assotigliando la differenza però c'è da dire che il gioco è diverso proprio per una differente forza fisica. Ad esempio nel maschile si resce a ricevere in palleggio proprio per la maggiore forza. Nel femminile però tanti aspetti sono arrivati dal mondo del maschile come ad esempio il muro a 3. Sempre di più si sta pensando a una pallavolo fisica, veloce e di potenza.