Andrea Zorzi a SuperNews: "Gli azzurri in luna di miele da due anni. Ecco cosa dobbiamo temere della Francia"
Andrea "Zorro" Zorzi, grande campione di volley appartente alla mitica "generazione di fenomeni" con in bacheca personale un argento olimpico e due titoli mondiali, ha analizzato il magico momento dell'Italia di De Giorgi. Per lui, Giannelli e compagni possono puntare, oltre che agli Europei, all'oro di Parigi.

Supernews ha avuto il piacere di intervistare Andrea Zorzi, uno dei giocatori più famosi di sempre appartenente alla generazione dei fenomeni. Vincitore, tra i tanti titoli, di un argento olimpico e di due ori mondiali con l'Italia, ha raccontato le emozioni per il percorso azzurro alla vigilia della semifinale degli Europei Italia-Francia di questa sera. Zorzi ha evidenziato i punti di forza dei transalpini.
Andrea, come ha vissuto da vicino la grande partita dell'Italia contro l'Olanda?
È stata una grande emozione vedere e commentare il match da vicino. La partita ha presentato maggiori complicazioni rispetto a quanto ci si potesse immaginare. L'Italia è stata brava a non cadere nella buca pericolosa, l'Olanda ha fatto una grande partita. I quarti sono un momento delicatissimo, perché è quella fase del torneo nella quale se si sbaglia si fallisce. Diverso perdere una semifinale: in quel caso una parte di obiettivo è stata raggiunta.
Come commenta la calma apparente di De Giorgi anche nei momenti durissimi come il time out chiamato al quinto set?
Non è una calma apparente perché altrimenti non funzionerebbe. Fefè ha chiarito soprattutto con sè stesso il fatto che le partite presentano spesso momenti di difficoltà. Quello che si deve fare è riuscire a gestire le emozioni di questi momenti, una cosa semplice da comprendere ma difficile da mettere in atto. La sua grande esperienza da giocatore e allenatore, fatta di successi ma anche di delusioni, gli ha regalato una grande capacità nell'affrontare i momenti duri.
Lo stile di un allenatore si deve plasmare sul tipo di giocatori a disposizione?
È importante la specificità di ogni singola persona. Ognuno di noi ha caratteristiche uniche. De Giorgi non potrà mai diventare ad esempio come Roberto Piazza, ct dell'Olanda, l'altra sera molto più eccitato ed energico nel vivere la gara. Ancelotti ha uno stile, Mourinho un altro, ai miei tempi Velasco un altro ancora. Credo che l'aspetto più importante per un allenatore sia capire le proprie caratteristiche e trovare uno stile che possa aiutare a raggiungere l'obiettivo. Fefè in questo è stato straordinario.
Difficoltà con la Francia?
Sarà una partita non semplice , la Francia è una squadra complessa che gioca un volley speciale fatto non di potenza ma di giocate a volte geniali. A differenza, ad esempio, della Polonia non mette una grande pressione fisica. È una squadra da sempre molto votata alla difesa, al gioco veloce, all'originalità. Questa Francia non è nel suo momento migliore. La squadra di Giani parte sulla carta meno favorita, ma da ex giocatore posso dire che questo aspetto è irrilevante.
Sembra che il segreto di questo gruppo sia l'unità e la coesione. Cosa ne pensa?
Vi vengono in mente squadre vincenti nel volley che non siano state anche coese? Posso dire che di questo gruppo la grande particolarità è la giovane età, se pensiamo che Giannelli a 26 anni è il veterano. Credo che ci sia un effetto "luna di miele", nel senso che hanno già vinto molto da due anni ma, al posto di cadere nel rischio di assuefazione, la loro giovane età e il loro entusiasmo sta allungando questa meravigliosa atmosfera. Il nostro gruppo era molto coeso, ma c'erano anche sfide reciproche molto oneste ma molto decise.
Si può puntare all'oro olimpico?
Certo che sì. Ogni quadriennio ci sono delle squadre che più di altre fanno parte dei top club. In Europa metto oltre all'Italia la Polonia, la Slovenia e la Francia. A livello mondiale aggiungo Stati Uniti, Brasile e Argentina. I ragazzi di Fefè De Giorgi fanno parte di un ristrettissimo numero di squadre che possono puntare all'oro.
Simone Anzani, assente agli Europei, ha ricevuto la bellissima notizia di poter tornare a giocare.
Noi lo abbiamo visto ad Ancona, era abbastanza fiducioso perché l'operazione era andata a buon fine. Siamo felicissimi perché ha ancora una lunga parte di carriera davanti a sè.