Bortuzzo, Rai: Alonso è stanco di stare in questa Ferrari

Pubblicato il autore: Martina Carella Segui

Italian Grand Prix, Monza 08-11 September 2011

Roma – Per l’appuntamento con le Super Interviste, abbiamo il piacere di farvi conoscere meglio Franco Bortuzzo, inviato Rai negli autodromi di F1 di tutto il mondo. L’inizio della sua avventura professionale, l’arrivo in Rai e l’attuale situazione della Ferrari, sono alcuni dei temi affrontati da Bortuzzo.

Buongiorno Franco, come e quando nasce la tua passione per il giornalismo?
Nasce tantissimo tempo fa, quando ero appena ventenne. La passione però non è nata immediatamente. Ho iniziato a scrivere quasi per caso: il Messaggero Veneto aveva bisogno di un corrispondente da Splimbergo, il paese in cui vivevo, ed ho quindi iniziato a redigere i primi pezzi di cronaca locale. La passione è arrivata dopo e con essa è arrivata anche la necessità di costruire e realizzare per me il lungo percorso professionale necessario per diventare giornalista professionista. Ho iniziato a lavorare per quotidiani locali e uffici stampa e poi, dopo diverse esperienze formative, sono finalmente arrivato in Rai.

Il giornalismo sportivo (e poi ovviamente la F1) sono arrivati per caso o lavorare nel settore è stato un sogno perseguito da sempre?
E’ stato un caso. Il giornalismo mi è sempre piaciuto in tutte le sue sfaccettature. Nel corso della  mia carriera ho seguito la cronaca nera, mi sono occupato della promozione di eventi ed ho fatto l’addetto stampa di una casa discografica. Per un periodo sono stato anche direttore di un giornale di cultura biker. Quando avevo quasi 30 anni ho iniziato la scuola di giornalismo Rai a Perugia, conclusa la quale mi hanno chiamato dalla redazione sportiva di Milano per un contratto a termine di 9 mesi. Nel corso di quella esperienza ho incontrato Ezio Zermiani, che è stato il mio mentore, la persona che più ha contribuito a farmi appassionare alla F1.

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Qual è l’aspetto che apprezzi di più in questo lavoro e di cui non potresti più fare a meno?
I
l piacere di informare la gente sui fatti che avvengono e cercare di dare sempre un’informazione pulita e onesta di quanto si vede e si riscontra sul campo. Spesso le notizie sportive vengono mitizzate e invece il fatto che accade nello sport va trattato come un altro qualsiasi, va raccontato con parole semplici che possano spiegare a tutti quello che succede. Ultimamente, dal punto di vista tecnico, diventa sempre più difficile riuscire a fare ciò perchè la F1 è diventata un mondo riservato agli ingegneri e poco aperto al pubblico: questo, secondo me, è un grande limite ed errore.

Quanto conta la fortuna nella realizzazione dei propri sogni e quanto la determinazione personale?
La fortuna conta. E’ importante potersi trovare nel posto giusto al momento giusto. Io avevo ormai quasi 30 anni e pochissime speranze di riuscire a diventare giornalista professionista. La fortuna però mi ha aiutato: per caso mi sono ritrovato tra le mani un quotidiano che non leggevo mai e che, proprio quel giorno, aveva pubblicato il bando di concorso per la scuola di giornalismo della Rai. Il bando sarebbe scaduto il mese successivo e il limite di età per partecipare era 30 anni ( io ne avevo 29 e 9 mesi). Ho partecipato e sono riuscito ad entrare; ho fatto il mio praticantato e sono diventato finalmente giornalista professionista. Serve un po’ di fortuna, un po’ di lungimiranza e un po’ di costanza.

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Qualche domanda tecnica ora. Quest’anno c’è il dominio della Mercedes. Chi pensi che la spunterà tra Hamilton e Rosberg?
Mi piacerebbe molto che la spuntasse Rosberg però non credo che ci riuscirà. Hamilton oggettivamente è più forte, più completo e più talentuoso. Secondo me è il pilota che, insieme ad Alonso e Vettel, ha più talento in F1. Rosberg, come capitò a Button, potrebbe vincere perchè ha la fortuna di avere una macchina che nessun altro ha. Però la situazione in questo caso è diversa e più complicata: lui ha Hamilton a fianco, non Barrichello. Temo che sarà molto difficile per lui. Spero ce la possa fare, ma non credo che ci riuscirà.

La Ferrari ha un ruolo di secondo piano in questa stagione. Credi che riuscirà presto a tornare ai vertici e cosa dovrebbe fare secondo te per ritornare a vincere il mondiale?
Quest’anno no. Sicuramente quest’anno farà i salti mortali per arrivare terza. E sarà difficile anche riuscire a raggiungere questo obiettivo: Red Bull è sicuramente più forte e purtroppo lo è anche la Williams. Non credo che ce la farà neanche il prossimo anno perchè la Mercedes ha un vantaggio spaventoso e, anche se la Ferrari dovesse introdurre delle modifiche al motore, queste difficilmente potranno essere così consistenti da colmare il gap che si è venuto a creare. Potrebbero volerci anche 3 anni per riuscire a mettere in piedi una rimonta vera.

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Alonso è ancora uno dei piloti migliori del circus. Fa bene la Ferrari a proporgli un rinnovo contrattuale?
Il problema è che Alonso forse è un po’ stanco di stare in questa Ferrari: lui è uno che ha vinto due mondiali con la Renault ed ha mancato per poco un terza vittoria. La Ferrari ormai da 5 anni non riesce a realizzare una macchina che sia degna di questo nome. È chiaro che la scuderia italiana cercherà di tenerselo stretto più che può e lui, finchè lo pagano, resterà. Però sa benissimo di essere il pilota più pagato del Mondiale, ma anche quello che ha meno soddisfazioni dal punto di vista delle vittorie.

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