Formula 1 Gp Australia: la Haas spiega i problemi al pit-stop

Pubblicato il autore: Matteo Cartolano Segui

Il Mondiale di Formula 1 2018 per Sebastian Vettel e la Ferrari non poteva cominciare meglio, con la vittoria ottenuta dal tedesco nel Gran Premio d’Australia disputato ieri. Il team di Maranello ha potuto festeggiare anche il terzo posto di Kimi Raikkonen, che, aggiunto al successo di Vettel, ha regalato alla Scuderia 40 preziosi punti per il Mondiale Costruttori. Bisogna però riconoscere che la vittoria ferrarista di ieri è stata agevolata dalla Virtual Safety Car chiamata dalla direzione gara per rimuovere le Haas di Magnussen e Grosjean, ferme a bordo pista per lo stesso identico motivo: il danneggiamento della filettatura del dado delle gomme appena cambiate dai piloti del team statunitense. In quel frangente, Vettel, che doveva ancora rientrare ai box per il suo pit-stop, ha effettuato la propria sosta e, approfittando del fatto che la Mercedes di Lewis Hamilton doveva mantenere in pista la velocità imposta dal regolamento in fase di VSC, è riuscito a mantenere sul rivale un vantaggio sufficiente per prendersi il comando della gara, guidata fino a quel momento proprio dal pilota inglese.

E proprio in questa sede, vogliamo approfondire cosa è realmente accaduto al box Haas nelle convulse fasi del pit-stop. Le due VF18 di Magnussen e Grosjean, fino a quel momento, avevano confermato le ottime impressioni suscitate nei test di Barcellona e durante le giornata di prove che hanno preceduto il Gran Premio di ieri. Al via, Magnussen partito dalla quinta casella in griglia, era riuscito a passare la Red Bull di Verstappen, ponendosi al posto, per rimanerci fino al famigerato pit-stop senza che il giovane olandese riuscisse mai seriamente a impensierirlo. Anzi, Verstappen, proprio nel tentativo di avere la meglio sul danese, al 10° giro ha commesso un errore all’uscita di curva 1, rendendosi protagonista di un testacoda che ha parzialmente compromesso la sua gara, visto il 6° posto ottenuto al termine del Gran Premio. La quinta posizione era stata così rilevata dall’altra Haas di Grosjean, partito anche lui dalla terza fila a fianco del compagno di squadra. Il team “made in Usa” stava intravedendo la possibilità di piazzare le proprie vetture al 4° e 5° posto nella classifica finale della gara, risultato che avrebbe portato in dote 22 punti preziosissimi per il Mondiale Costruttori, ma quanto di buono era stato costruito dai piloti fino al momento della sosta ai box, è stato distrutto dai meccanici durante le operazioni di cambio gomme: Magnussen ha dovuto fermarsi per un errato fissaggio della gomma posteriore sinistra, un giro dopo Grosjean si è aggiunto al compagno di squadra nella lista dei ritirati per lo stesso problema, avuto nel suo caso al pneumatico anteriore sinistro. La Haas ha così dovuto registrare un doppio ritiro, e riparte da Melbourne ancora al palo nella classifica riservata ai team.

Leggi anche:  Formula 1, confermato anche il GP del Portogallo: ecco il calendario completo

Ma che cosa è andato storto? Il team principal Gunther Steiner lo ha spiegato a fine gara:”Sono stati due pit-stop errati. Il dado è entrato male e la filettatura si è danneggiata. I meccanici hanno sentito il dado a fine corsa e hanno dato il via ai nostri piloti, ma ovviamente non era fissato come avrebbe dovuto. In quei frangenti lavoriamo in una finestra temporale di due secondi e mezzo, e purtroppo non siamo riusciti a bloccare la procedura. E’ stata una coincidenza sfortunata, il gruppo dei meccanici è lo stesso della passata stagione, e in tutto il 2017 non avevano mai sbagliato nulla. Ad ogni modo, prima della prossima gara in Bahrain, abbiamo già programmato per loro una seduta di allenamento supplementare specifica, affinchè inconvenienti simili non capitino più. Qui a Melbourne abbiamo dovuto sostenere un notevole carico di lavoro e non abbiamo potuto dedicare il tempo abituale alle prove di pit-stop, e probabilmente anche questa è stata una concausa di quanto accaduto oggi (ieri, ndr).” Steiner guarda però con fiducia al futuro e ha voluto tendere una mano a tutto il team:”I ragazzi devono avere fiducia nelle loro capacità, abbiamo avuto una strana domenica ma dobbiamo andare avanti a testa alta. Possiamo disputare un’ottima stagione, la macchina andava molto forte, ed è proprio questa consapevolezza che deve tenere alto il morale di tutto il team“.

Leggi anche:  Mick Schumacher: il vero carburante per lui? Dare sempre il meglio in onore del padre

Fanno sostanzialmente eco alle parole del manager altoatesino, le dichiarazioni rilasciate da Magnussen e Grosjean al termine del Gran Premio. Il danese è apparso sconsolato, ma anche determinato a riscattarsi al più presto:”E’ molto difficile da accettare per tutta la squadra. Avere entrambe le auto che non sono riuscite a finire la corsa dopo essere state in posizioni così sfavorevoli è davvero straziante per noi. Adesso sono deluso, ma sono sicuro che ci passeremo sopra, per presentarci in Bahrain ancora più determinanti”.
Ancora più fiducioso del compagno di squadra è apparso il pilota francese, che tra l’altro si è reso protagonsta di un gesto di grande umanità nel paddock, andando a rincuorare i suoi meccanici, seduti delusissimi all’interno dell’ area hospitality del team:”Abbiamo avuto una buona macchina per tutto il weekend. Ero felice del nostro passo sia a serbatoio pieno che vuoto. Ho avuto un buon ritmo e sono sicuro che avrei potuto rimanere di più con i migliori se fossi stato davanti a Kevin all’inizio della gara. Ora dobbiamo analizzare tutto e capire bene cosa è realmente accaduto. Abbiamo perso l’occasione di conquistare tanti punti, ma se riusciremo a ripetere questa prestazione molte volte, sono sicuro che ce lo dimenticheremo presto”.

La Haas, smaltita la delusione, deve trovare la forza di ripartire dalla consapevolezza di avere un’ottima vettura che, se sviluppata a dovere nel corso della stagione, può realmente permettere al team di ambire al quarto posto nel Mondiale Costruttori, alle spalle di Ferrari, Mercedes e Red Bull.

  •   
  •  
  •  
  •