Quel diavolo d’un Raikkonen ! La vittoria la GP Austin come premio per la sua carriera in Ferrari

Pubblicato il autore: Francesco Fiori Segui

Non ha la cattiveria di Mansell, la ferocia di Senna e neanche il ragionamento di Prost. Eppure Kimi Raikkonen è l’ultimo campione del mondo in Ferrari ed un pilota che appartiene alla categoria degli “unici”. Un’anatomia di un campione che per molti ha reso molto meno rispetto al suo talento, ma che di sicuro è amatissimo in qualsiasi pista.
Il perché non lo sa neanche lui.

Kimi Raikkonen ieri ha rotto un digiuno con la vittoria che durava da 5 anni, da quando a sorpresa con la splendida Lotus s’imponeva in Australia nel 2013 (podio con Alonso e Vettel), ma sopratutto vincendo in quel 21 ottobre che nel 2007 gli consegnava il titolo in rosso.
Iceman ha una parabola unica in Formula Uno, perché vince a 39 anni (compiuti il 17 ottobre) e tra il primo gran premio vinto e quello degli Stati Uniti fa passare ben 15 anni, con il primo dolcissimo champagne sul gradino più alto datato Malesia 2003.

Leggi anche:  F1, dove vedere le qualifiche del Gp Spagna: diretta tv e streaming gratis

Secondo un sondaggio tra i tifosi della Ferrari, Raikkonen è risultato il secondo pilota più amato in rosso dopo kaiser Schumacher. Il perché di tanta popolarità è racchiuso nel fatto che lui è il più umano all’interno del paddock. Schivo e restio alle interviste, divertente con qualche birretta in corpo (o vodka fate voi), di sicuro un personaggio che non ha simili nel circus 2018, appartenente ad una razza in via d’estinzione, di quelli che hanno fatto la fortuna del passato in questo sport.

Raikkonen ha colto così il premio alla carriera in rosso. Ingiusto dargli il benservito, almeno nei modi, perché la carta d’identità gioca a suo sfavore e perché magari Leclerc farà scintille nel 2019, ma non si può non dire che uno come Kimi mancherà tantissimo a Maranello.

  •   
  •  
  •  
  •