F1: Hamilton fa il cannibale, suo anche il Gp di Abu Dhabi

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

Lewis Hamilton – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Lewis Hamilton conquista anche il gran premio di Abu Dhabi, ultima gara del 2018, e mette in bacheca l’11esima vittoria della stagione, eguagliando il suo record personale del 2014. Con il successo di oggi sul circuito di Abu Dhabi il pilota britannico sale a 73 vittorie in carriera in Formula 1 e mette ancora di più nel mirino il record di 91 gran premi vinti di Michael Schumacher.

Leadership mai in discussione nella gara di Abu Dhabi

Il pilota inglese del team Mercedes, partito in pole position per l’83esima volta in carriera, custodisce agevolmente la leadership alla partenza e nel periodo di safety car, intervenuta dopo lo spaventoso incidente tra Grosjean e Hulkenberg in cui il pilota tedesco ha avuto la peggio ribaltandosi con la sua Renault. Qualche giro dietro la safety car per consentire al tedesco di uscire senza pericoli dalla suo monoposto e togliere la macchina da bordo pista e si ricomincia a gareggiare con le due Mercedes a controllare la corsa. Il secondo colpo di scena arriva al settimo giro quando la Ferrari di Kimi Raikkonen dice basta e si spegne all’inizio del rettilineo del traguardo. Finisce, dunque, con un ritiro la seconda avventura del finlandese con la Rossa. L’episodio diventa fondamentale per gli equilibri della gara, in quel momento in regime di virtual safety car, in particolare per due piloti, Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Se per il britannico la decisione di anticipare il pit stop risulta vincente, di sicuro non si può dire la stessa cosa per il monegasco chiamato un po’ a sorpresa dal team Sauber Alfa Romeo ai box ritrovandosi poi nelle retrovie del gruppo una volta rientrato in pista. A conclusione del regime di virtual safety car c’è tempo per gustarci uno scambio di fioretto tra Hamilton e Verstappen con il sorpasso dell’inglese, con gomme nuove, e il controsorpasso del giovane di casa Red Bull. Poi la solita fase di stallo prima del valzer dei pit stop che premia soltanto la scelta di Hamilton a inizio corsa di anticipare il cambio gomme durante la virtual safety car. Un terzo colpo di scena sembrava essere nell’aria, nel vero senso della parola visto che sul circuito di Abu Dhabi si è presentata incredibilmente la pioggia. Ma si è trattato solo di uno scroscio durato solo pochi giri e che non ha penalizzato più di tanto le scelte iniziali dei piloti. L’ultima parte del gran premio si anima in particolare per la lotta al podio con Vettel e Verstappen che approfittano di qualche problema di Bottas per superare il finlandese e conquistare un posto all’ombra del dominatore della stagione, Lewis Hamilton.

Una stagione da record, non solo per Hamilton

Il campionato di Formula 2018 ha avuto due volti differenti con la prima parte combattutissima tra Vettel ed Hamilton punto a punto in classifica e una seconda frazione del Mondiale letteralmente dominata dal britannico e con un Vettel in grandissima difficoltà. La svolta in negativo per il pilota Ferrari è arrivata davanti al suo pubblico con quel lungo sulle barriere mentre era in testa del gran premio di Hockenheim. Da quel momento si è registrato solo un sussulto per il tedesco, la bellissima gara di Spa, in Belgio. Prima e dopo solo tante delusioni per il tedesco e grandi gioie per Hamilton che gara dopo gara ha costruito da agosto in poi il suo quinto trionfo iridato. Un successo arrivato con 408 punti in classifica, il più alto punteggio conseguito dal vincitore di un titolo del Mondiale di Formula 1, arrivato con 88 lunghezze di vantaggio sul secondo (Vettel) che a sua volta ha chiuso con il maggior numero di punti mai conseguito da un pilota Ferrari (320). E a proposito di record bisogna segnalare che i 571 punti raccolti dalla Scuderia Ferrari nella coppa Costruttori rappresentano il record nella storia della Rossa in Formula 1 ed è il numero massimo di punti raccolto da un team che poi non è riuscito a vincere il campionato. Infine, tornando a parlare del dominatore del Mondiale bisogna registrare che è la quarta volta nelle ultime cinque stagioni di Formula 1 che Lewis Hamilton chiude l’annata in doppia cifra alla voce “numero di gran premi vinti”: 11 in 19 gare nel 2014, 10 in 19 gp nel 2015, 10 in 21 gare nel 2016, 9 in 20 gran premi nella scorsa stagione e 11 in 21 gare quest’anno.

Ma il gp di Abu Dhabi è stato anche il giorno dell’addio (o forse solo dell’arrivederci) di Fernando Alonso che lascia il Circus della F1 dopo 17 stagioni. E ne ha vissute tante da protagonista tra Renault, McLaren e Ferrari con due vittorie iridate (Mondiali 2005 e 2006) e ben tre secondi posti (2010, 2012 e 2013). Fernando è stato un eccezionale talento che forse ha vinto meno di quanto avrebbe meritato (i Mondiali 2010 e 2012 svaniti all’ultimo gp quando era in Ferrari sono probabilmente i suoi più grandi rimpianti). Nando lascia il Circus con uno score di tutto rispetto: oltre ai due Mondiali bisogna segnalare le 32 vittorie e i 97 podi in carriera, senza dimenticare le 22 pole position, i 1899 punti totali raccolti in 17 stagioni e quel Mondiale 2007 (vinto da Raikkonen, l’ultimo conseguito da un pilota della Rossa) in cui arrivò a pari punti con l’allora compagno di squadra in McLaren a un solo punto dal finlandese della Ferrari. Quel compagno di squadra era Lewis Hamilton, colui che di lì a poco diventò l’insaziabile dominatore della Formula 1.

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