A star is born: Charles Leclerc è presente e futuro Ferrari

Pubblicato il autore: daniele conti Segui

Il film di Bradley Cooper è dell’anno scorso, ma siamo in dovere di chiederne i diritti per parlare della stagione di Charles Leclerc. Doveva essere la stagione della definitiva consacrazione di Vettel in Rosso, invece per il tedesco si prospetta la fine di un’era, obbligato a cedere il passo al fresco, giovane, veloce che avanza.

Leclerc assomiglia alla piccola stella di casa, quella curata e coccolata, su cui tutta la famiglia ripone le speranze di una vita migliore. Si badi bene, non parliamo di un ambiente sanguisuga: il box Ferrari ha lavorato duramente questa stagione, e lo ha fatto consapevole di avere tra le mani il possibile crack dei prossimi 15 anni di F1. Mentre si facevano proclami su Seb, si lasciava crescere l’enfant prodige monegasco senza pressioni. Oggi i frutti sono maturi per essere colti, ormai non ha più alcun senso nascondere le aspettative e la gioia per aver assistito all’uscita dal guscio del prossimo salvatore della patria.

Una carriera da predestinato: dai primi successi all’Academy Ferrari

Il monegasco è al secondo anno di Formula 1 dove è arrivato in pompa magna, gettato nell’arena dei leoni senza avere il tempo di rendersene conto. I kart lo hanno visto protagonista dal 2005 al 2013, con un susseguirsi di campionati vinti, prima quelli francesi, poi europei, fino al doppio secondo posto nei mondiali U18. Un escalation di affermazioni che lo hanno portato sotto l’ala protettrice del gruppo di Todt che l’ha lanciato nel motorsport nel 2014.

Nella Formula Renault 2.0 ha partecipato nel primo anno a due campionati, giungendo secondo in entrambi. Passa poi alla Formula 3 nel 2015 dove dispensa magie e vittorie, arrivando 4° in classifica solo per continui guai alla sua monoposto causati da gente che, per fermarlo, deve improvvisare di essere in auto-scontro. È qui che viene notato dalla scuderia di Maranello che si convince subito a scommettere su di lui.

I primi titoli e l’approdo in F1

Il 2016 è l’anno della sua consacrazione con l’entrata a far parte dell’Academy Ferrari. Charles inizia a sentire la fiducia di un mondo dorato che lo aspetta, forse non immagina di essere un diamante allo stato grezzo e questo lo fa correre con l’innocenza e la spregiudicatezza che ti forgiano anziché logorarti.

Alla seconda occasione centra il titolo in GP3 e compie il salto in Formula 2 l’annata seguente, il 2017. La prima parte di stagione è da fuochi d’artificio con pole e vittorie a ripetizione. Nessuno tiene il suo passo nel giro secco, una qualità, quella della freddezza, che stiamo imparando ad apprezzare anche nel circus dei grandi. Vincerà il titolo di Formula 2 con 282 punti e verrà chiamato a testare la monoposto di F1 a Budapest a metà stagione. Lui si barcamena da un circuito all’altro, ignaro di quello che lo aspetterà da lì a breve: tutti hanno fretta, sono ansiosi, si fregano le mani. Lui corre e basta, fa quello che gli riesce meglio e naturale.

Al primo anno di F1 corre con la Sauber collezionando 39 punti, niente affatto male per dover disputare delle gare su una macchina che a stento arriva al traguardo.

La consacrazione del 2019: la nascita della stella Leclerc

Quanto scrivo in quest’ultimo paragrafo è storia recente, recentissima. La nostra stellina ha subito dimostrato il proprio talento nelle gare iniziali di questa stagione. In Bahrain, al secondo appuntamento del mondiale, domina le libere e si prende pole e giro veloce. Vettel è già sull’attenti, ma consapevole che sia solo questione di tempo prima che il sedile di prima guida gli venga sfilato da sotto il sedere.

Altro giro veloce in gara in Azerbaijan, qualche podio di assestamento, e ancora una pole a Spielberg, in Austria. Poi una settimana fa, la luce: forte, esplosiva, accecante. A Spa, nel tempio della velocità, in uno dei pochi circuito storici rimasto in questo mondo dominato dall’avvenirismo e dai petroldollari. Trionfa di prepotenza, si mostra per la prima volta spavaldo, sempre sportivamente parlando.

Il capolavoro di Monza di oggi è storia, la conferma che possiamo smettere di strabuzzarci gli occhi. Quello che abbiamo visto in questo inizio mese è tutto vero. La Ferrari ha un nuovo campione in casa, la Formula 1 un pilota che può farla tornare attaccata alla gente e a un pubblico che smetterà presto di annoiarsi.

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