MotoGP 2020, Valentino Rossi sulle gomme: “La situazione è difficile, ma fa parte del gioco dello sport motoristico”

Pubblicato il autore: Fosco Taccini Segui

Si aggiunge anche Valentino Rossi tra i piloti che hanno sottolineato le difficoltà riscontrate con le gomme Michelin. Il Dottore, con toni pacati, ha segnalato una certa discontinuità di prestazione per i pneumatici, e che questa situazione sta causando difficoltà per i rider e i team. “A volte una gomma funziona meglio – affermato Valentino -, a volte peggio, anche se non succede spesso“. Il nove volte campione del mondo ha poi precisato: “In realtà dipende anche dal pilota, dal suo stile di guida e dall’assetto che si sceglie per la moto, ma ci sono volte in cui la stessa gomma su una delle Yamaha funziona bene, sull’altra no“. Pertanto, il campione di Tavullia ha confermato: “La situazione è difficile, ma fa tutto parte del gioco dello sport motoristico“.

Motomondiale 2020, le gomme Michelin e il poco feeling con i piloti

I pneumatici Michelin non sembrano trovare un parere unanime favorevole tra i piloti del Circus. Le gomme sono uguali per tutti, quindi il loro risultato nelle prestazioni molto dipende dalle scelte effettuate dai team e dai piloti.
Oltre a Valentino Rossi, nei giorni scorsi a esprimere un suo parere non positivo sulle gomme era stato anche Andrea Dovizioso.

E sempre a stretto giro di posta c’è stata la replica della Michelin in un’intervista al Mundo Deportivo attraverso il suo responsabile sulle piste Piero Taramasso. La Casa ha dichiarato che i pneumatici non presentano nessuna oscillazione qualitativa, e che gli stessi garantisconl le prestazioni in una finestra piuttosto ristretta di condizioni. Pertanto, stando alla Michelin dovrebbero essere i team o i piloti a trovare la soluzione per restare nel finestra performante.
Sia per la produzione che per le fasi di gommatura dei cerchi abbiamo standard rigorosissimi“, ha dichiarato Taramasso. Secondo il responsabile sulle piste della Michelin non è una questione di gomme difettose. “Il problema risiede nella temperatura della gomma, con un valore ideale di 142°. Se il pilota non riesce a tenerla calda – ha sottolineato -, e scende di dieci gradi, la gomma non funziona correttamente“. “Stessa cosa se sale, a 155° lo pneumatico è troppo caldo e perde grip. Serve una precisione assoluta, basta uno scarto minimo per penalizzre la prestazione“, ha concluso Taramasso.

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