Ferrari, Rueda spiega le strategie utilizzate da Leclerc e Vettel nel GP di Imola

Pubblicato il autore: Mattia Dalmazio Segui

 

Nel consueto debriefing il responsabile delle strategie della Ferrari Iñaki Rueda ha analizzato le strategie adottate dal team di Maranello nel GP di Imola

“ Provare la gomma media in Q2? Dopo la gara è facile rispondere di sì e, paradossalmente, anche se Charles avesse ottenuto il massimo possibile, vale a dire quel quarto posto in qualifica che gli è sfuggito per appena 114 millesimi, strategicamente sarebbe comunque stato meglio essere undicesimi e partire con le Medium, come ha dimostrato la gara di Sergio Perez. Però lo possiamo affermare con certezza solo dopo aver analizzato il rendimento delle varie mescole a posteriori. Sosta unica scelta obbligata? Direi di sì, visto anche il tempo che si perde nel pit-stop – 27 secondi circa – al punto che solo a Singapore si paga un dazio più alto. Peraltro, questo dato ha determinato che chi partiva con le Soft non avrebbe mai avuto sufficiente tempo per trovarsi dopo la sosta con pista libera, un motivo in più per eventualmente anticipare la sosta di Charles. Quando infatti abbiamo visto che Ricciardo era più in difficoltà di lui sulle Soft abbiamo scelto di fermarlo relativamente presto per provare a fare un undercut, piuttosto che aspettare e reagire alla strategia di Alex Albon, che era alle spalle del nostro pilota. Al giro 13 il gap fra Charles e l’australiano era di 1”4: gli abbiamo montato le Hard perché in quel momento non eravamo certi di quale sarebbe stato il degrado delle Medium sulla lunghissima distanza, visto che avremmo dovuto tenere quel treno di gomme sino alla bandiera a scacchi. Ora, visti gli stint di Vettel e Raikkonen, possiamo dire che sarebbe stato meglio usare le Medium, sia per la costanza della prestazione sia per una questione di riscaldamento della gomma. È chiaro che le Hard sono più difficili da mandare nella giusta temperatura, tanto è vero che Charles ha perso 1” nel primo settore del suo giro fuori dai box ma poi ha recuperato otto decimi nel secondo e nel terzo, tanto da arrivare a meno di tre decimi alla staccata della curva 7 nel giro in cui il pilota della Renault ha a sua volta montato le Hard. Forse con le Medium e un warm-up più veloce ce l’avrebbe fatta a completare l’undercut ma, di nuovo, è facile dirlo a bocce ferme. Gara di Sebastian? Partendo con le Medium si è trovato abbastanza presto, poco dopo il decimo giro, con la pista libera davanti e ha potuto così spingere a suo piacimento, risultando molto veloce. Avevamo due opzioni: passare alle Hard intorno al giro 40 o alle Soft se fosse riuscito ad estendere lo stint per un’altra decina di tornate. Quando, al giro 30, c’è stata una virtual safety-car, abbiamo valutato l’idea di fermarlo, il che sarebbe stato ideale perché gli avrebbe permesso di rientrare in pista davanti a Charles, con gomme nettamente più fresche anche della concorrenza diretta. Purtroppo la neutralizzazione è stata troppo breve, tanto è vero che solo due piloti, Lewis Hamilton e Lance Stroll, l’hanno potuta sfruttare a dovere. In condizioni normali infatti non avrebbe avuto senso fermare Seb così presto. Quando al giro 39 abbiamo visto che l’opportunità di farlo rientrare dopo la sosta davanti a una delle due McLaren stava svanendo abbiamo scelto di effettuare il pit-stop: purtroppo, un problema al dado della ruota anteriore destra ha fatto perdere più di dieci secondi e con questi la possibilità di finire in zona punti, un piazzamento che sarebbe stato più che meritato per una gara comunque positiva”.

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