Giandomenico Tiseo in esclusiva a Supernews: “La F1 sta perdendo telespettatori e interesse. Leclerc e Verstappen lotteranno in futuro per diventare campione del mondo”

Pubblicato il autore: Mattia Dalmazio Segui

Supernews ha intervistato  Giandomenico Tiseo giornalista del quotidiano “il Giornale” e di Oa Sport per analizzare i temi della stagione di F1 del presente, del futuro e anche del passato.

Anche quest’anno la Mercedes sembra star già prendendo il largo con Hamilton e Bottas: crede che le Ferrari l’anno prossimo siano in grado di recuperare il divario accumulato in questa stagione?
No, non credo sia possibile recuperare il divario perché la Mercedes ha un vantaggio troppo importante. Le regole tecniche, di fatto, non cambiano lo status quo. La Rossa potrà intervenire sul motore e spenderà i suoi due “gettoni” per rifare il retrotreno, rispetto all’attuale SF1000, ma le modifiche pur importanti non saranno sufficienti per pensare di essere a livello delle “Frecce Nere”.

Che cosa le piace di questa stagione di F1?
Sinceramente poco. Non penso che una categoria di questo livello si possa permettere l’assenza di test in pista e la stagnazione delle vetture, dal punto di vista tecnico, in maniera così drastica. I dati parlano di un Circus che sta perdendo telespettatori e interesse. Si spera che il 2022, l’anno della “rivoluzione”, possa rimescolare le carte, anche se forse le intenzioni dei gestori potrebbero portare a un ulteriore slittamento al 2023. Staremo a vedere.

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La F1 di trent’anni fa agli occhi dei tifosi appare come la “vera F1”. Quanto di vero c’è in questo? Non si rischia di richiamare i tempi che furono per pura e semplice nostalgia?
C’è di vero perché in quel periodo si concepiva la categoria come la massima espressione tecnologica in tutti i sensi. Per questo la nostalgia di alcuni appassionati può essere giustificata. Tuttavia, è anche vero che 30 anni fa (e oltre) c’erano delle monoposto dominanti e il nome dei vincitori era scontato, un po’ come accade adesso con il dominio Mercedes.

Tra le grandi rivalità della storia se dovesse sceglierne una, quale sceglierebbe?
Ayrton Senna e Alain Prost senza dubbio: due piloti così abili, ma così diversi nella stessa squadra sono un qualcosa che rimarrà nella storia delle corse.

Oggi è ancora possibile vivere rivalità così forti?
Certo, ma dipende dalla macchina a disposizione, come è sempre stato. Potenzialmente potrebbe esserci una rivalità forte tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, ma essendo la Red Bull meno prestazionale della Mercedes siamo nel “mondo delle idee”.

Parliamo dei circuiti : non crede che fermo restando l’importanza della sicurezza, si sia perso il senso del motorsport con questi enormi parcheggi senza personalità dell’era Tilke?
Sinceramente sì. Aver rivisto la F1 a Imola è stato un colpo al cuore non solo per quello che l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari rappresenta, ma anche per la particolarità del circuito in sé. Una pista che, stando alle testimonianze dei piloti, è stata gradita. Sfortunatamente, nella scelta di alcune sedi vale sicuramente un discorso di sicurezza, ma io credo che poi pesi maggiormente il fattore economico.

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Hamilton è un fenomeno non solo al volante ma anche fuori dai circuiti. È un personaggio che fa tendenza ma resta un grandissimo atleta. Che ruolo gli assegna al campione della Mercedes nella storia della F1 e del motorsport?
Uno dei piloti più forti di tutti i tempi e il più vincente della storia per numero di gare vinte. Lo dicono i dati e il suo talento non è in discussione.

Verstappen, Leclerc, Norris, Gasly e Russell : chi secondo lei diventerà un giorno campione del mondo?
Verstappen e Leclerc credo siano quelli maggiormente attrezzati per centrare un obiettivo di questo genere, ma è chiaro che ogni discorso è legato alla macchina a propria disposizione. L’olandese o il monegasco devono sperare che quando vi sarà il nuovo regolamento tecnico (per il 2022 al momento) il materiale sia di primo livello.

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Mick Schumacher sta calamitando l’attenzione, per il cognome ingombrante ma anche per le sue ottime doti di guida: secondo lei Mick è pronto per il salto in F1?
Credo di sì. I suoi risultati in F2 parlano per lui. E’ giusto che abbia la sua opportunità perché, a prescindere dal cognome ingombrante che ha, lui sta correndo per costruirsi una storia propria e riscontri gli stanno dando ragione.

L’impressione è che in Ferrari stiano già pensando alla rivoluzione del 2022, secondo lei è così?
Più che un’impressione, è una certezza. Intervenire sulla vettura del 2020 è impossibile e nello stesso tempo per il 2021 si possono fare interventi mirati e non a 360°. E’ giusto che Ferrari cerchi di portarsi avanti, avendo probabilmente a disposizione nei prossimi mesi anche un nuovo simulatore, funzionale al lavoro di sviluppo necessario.

Chiudiamo dando un aggettivo ai piloti del presente e del passato
Lauda – Perfezionista
Prost – Calcolatore
Senna – Mistico
Gilles Villeneuve – Impavido
Jacques Villeneuve – Deciso
Michael Schumacher – Carismatico
Lewis Hamilton – Talentuoso
Raikkonen – Serafico
Alonso – Valoroso
Leclerc – Ardimentoso
Vettel – Appassionato
Jody Scheckter – Metodico
Verstappen – Aggressivo
Mansell – Indomabile

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