Ferrari, poche certezze, 1000 dubbi

Pubblicato il autore: Simone Pietro SF98 Segui

Con grande impazienza il mondo della Formula 1 ha atteso il primo appuntamento stagionale del GP d’Austria, svoltosi lo scorso weekend sul tracciato del Red Bull Ring.

Serviva un riscontro concreto fornito dalla pista per svelare realmente il valore di ogni singola squadra, e tra conferme e forti smentite la spettacolare gara austriaca a fatto venire a galla un quadro complessivamente sorprendente dell’annata 2020.

Ferrari, la sorpresa (in negativo) del weekend

Potrebbe sorprendere che Mercedes si ritrovi in testa per il settimo anno consecutivo? Spaventa la costanza e la voglia di vincere della scuderia di Brackley, che continua a far paura a tutto il Paddock.

Una Red Bull seconda forza ma pesantemente staccata dalle Pantere Nere? Certo le aspettative del team anglo-austriaco erano decisamente più alte, visti anche i grandi obiettivi prefissati da tutti i principali membri della scuderia.

Ma forse la nota più imprevedibile del weekend riguarda la scarsa competitività della Ferrari, in lotta con Racing Point e McLaren per il ruolo di terza forza in campo.

La SF1000 è l’esatto opposto della SF90

La monoposto 2020 del Cavallino nasce con l’idea di recuperare carico aerodinamico e il grip meccanico, due aspetti che non aveva la SF90 e che per gran parte della stagione ha creato non poche difficoltà ai due alfieri della Rossa.

Fin dai test di Barcellona la SF1000 sembrava centrare il target prefissato dai tecnici di Maranello, ma i tempi registrati durante i 6 giorni disputati sul tracciato catalano non erano strabilianti, mettendo in risalto una velocità di punta di Vettel e Leclerc decisamente inferiore non solo se confrontata alla vettura  2019, ma anche a tutti i principali competitor della Rossa.

L’ipotesi più gettonata dopo i test pre-stagionali era che il muretto box della Ferrari aveva optato per una tattica decisamente conservativa, mandando in pista le due SF1000 con un motore appositamente giù di potenza e con un carico di carburante superiore rispetto ai rivali, evitando così di mostrare il reale potenziale della SF1000 fino al primo GP stagionale.

La lunga pausa forzata dovuta al Covid-19 non ha fatto altro che aumentare la curiosità del Circus, ma nel corso del weekend del GP d’Austria una sconcertante verità è venuta a galla: a differenza della SF90, la nuova Ferrari è spaventosamente lenta in rettilineo!

Il vecchio punto di forza diventa il nuovo tallone d’Achille

Confrontando le prestazioni di Vettel e Leclerc rispetto al 2019, si evince che la SF1000 paga una velocità di punta inferiore di ben 15 km/h rispetto alla SF90.

Oltretutto, nel corso delle qualifiche del sabato, il due piloti Ferrari avevano fatto registrare le velocità più basse; la nuova Rossa non perde soltanto  rispetto alla vettura 2019, ma perde anche contro tutte le monoposto 2020!

Sono dati allarmanti, che non possono non preoccupare l’intero ambiente Ferrari, segnato da un improvviso cambio di direzione: il fulmine rosso, imprendibile in rettilineo la scorsa stagione, è divenuto ora incredibilmente lento sul rettilineo, creando situazioni surreali durante la gara di domenica: Vettel, per esempio, ha faticato e non poco nel sorpassare la Racing Point di Stroll, il quale stava girando con un problema al motore.

Soltanto quando il motore del canadese ha ceduto definitivamente il pilota della Ferrari è riuscito a sopravanzarlo, e a poco sono serviti gli attacchi precedenti, tentati tra l’altro con il propulsore del quattro volte campione del mondo impostato sulla massima potenza.

Una possibile spiegazione tecnica

Ovviamente dietro c’è una spiegazione tecnica riguardo alle improvvise difficoltà della nuova Rossa: a livello di costruzione, la SF1000 è stata progettata con un alto valore di DRAG, vale a dire con una forte resistenza all’avanzamento.

Nel Motorsport, il bilanciamento della vettura richiede un giusto compromesso tra velocità di punta e carico aerodinamico, e se uno dei due valori sale, l’altro, in maniera inversamente proporzionale, scende.

Lo scorso anno la SF90 aveva un basso valore di DRAG, risentendo quindi poco della resistenza aerodinamica generata dall’aria,  motivo per il quale era incredibilmente veloce in rettilineo e estremamente lenta in curva, soprattutto nei tratti più lenti e tecnici.

Al contrario, sulla SF1000 influisce tantissimo la resistenza all’avanzamento, forse troppo, perché nel primo settore del Red Bull Ring, un tratto prettamente rettilineo di appena 16 secondi, Vettel e Leclerc arrivavano a pagare 6/7 decimi dal tempo dei piloti Mercedes, un’eternità per un settore così corto.

Il team capitanato di Mattia Binotto potrebbe quindi aver cercato un compromesso migliore e più equilibrato rispetto al 2019, perdendo tuttavia troppo in termini di velocità di punta.

Inoltre, si ipotizza che le ispezioni condotte dalla FIA qualche mese fa, concluse con un accordo segreto tra la Ferrari e la Federazione, possano in qualche modo aver depotenziato la Power Unit italiana, anche se complessivamente tra tutti i motorizzati Ferrari è stato proprio il Cavallino a riscontrare i problemi più grandi durante il GP d’Austria.

Può Ferrari risolvere le problematiche evidenziate a Spielberg?

Binotto aveva annunciato un cospicuo pacchetto di aggiornamenti previsto per il GP di Budapest, in programma sul tracciato dell’Hungaroring per il 19 luglio.

Ma dopo i grandi problemi emersi nel weekend austriaco, l’ingegnere dai natali svizzeri ha aperto alla possibilità di anticipare gli sviluppi di una settimana, portando l’evoluzione della SF1000 già questo weekend per il GP di Stiria.

A Maranello quindi sono subito corsi ai ripari, e sarà interessante scoprire se le migliorie arriveranno in tempo, soprattutto perché la tappa stiriana (la seconda del Mondiale 2020) si disputerà sempre sul Red Bull Ring, e Ferrari ha bisogno fin da subito di migliorare il proprio passo.

L’unica certezza della Ferrari si chiama Charles Leclerc

L’abilità e il talento del monegasco costituiscono un enorme punto di forza per la Ferrari: Leclerc ha lottato duramente contro la Racing Point di Perez e le due McLaren, guidando un mezzo che per gran parte della gara lo ha costretto a inseguire.

Ma quando ha avuto le sue chance, Leclerc ha prima sopravanzato Norris all’esterno di Curva 4, poi  Sergio Perez, sorpassando il messicano in staccata di Curva 3.

Due manovre da autentico fuoriclasse, valorizzate ancor di più grazie alla penalità di 5 secondi di Hamilton, responsabile del contatto con Alexander Albon, con la quale il Predestinato è riuscito a centrare un secondo posto insperato alla vigilia, al contrario del compagno di squadra Sebastian Vettel, autore di un testacoda in Curva 3 a causa di un suo errore di valutazione, che lo ha portato a concludere il GP in decima posizione.

Perfino il settimo posto in griglia di partenza era stato centrato da Leclerc con un giro eccezionale, viste le potenzialità della SF1000, segno che il pilota del Principato c’è, ed è uno dei pochi punti fermi della Rossa in questo momento.

 

 

 

 

 

 

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