Racing Point se la cava con poco: 400mila euro di multa e 15 punti di penalità

Pubblicato il autore: Silvia Zanchi Segui

Otmar Szafnauer, team principal di Racing Point, non è soddisfatto dalla sentenza Fia che ha dato ragione a Renault e dichiara, come riportato anche dal sito gazzetta.it: “la nostra posizione è che questa decisione è ingiusta”. Ingiusta, in realtà, è la posizione che le monoposto di Sergio Pérez e Lance Stroll (quest’ultimo confermato per la stagione 2021) riescono ad ottenere grazie al team fondato dal canadese Lawrence Stroll che ha aggirato, abilmente va detto, il regolamento in vigore. Il collegio dei commissari sportivi Fia si è riunito mercoledì 5 agosto ed ha deliberato che Racing Point potrà continuare ad usare le prese dei freni oggetto di contestazione perché non è stato violato il regolamento tecnico ma solo quello sportivo.
Racing Point ha quindi copiato Mercedes acquisendo da loro le prese dei freni ma, avendolo fatto prima che fossero incluse tra le parti non cedibili, ha come conseguenza solo una multa da 400 mila euro15 punti di penalità costruttori (7,5 per ogni vettura di casa). Nicholas Tombazis, l’ingegnere greco che dal 2018 è responsabile delle monoposto nella Federazione Internazionale dell’Automobile, ha confermato al Ceo di Renault F1 Abiteboul che ci saranno controlli più rigorosi in futuro. Sarà, ma da chi per più di vent’anni è stato un progettista delle migliori F1, ci si aspettava una risposta migliore. RP è indecisa, ha tempo fino a domani mattina per ricorrere contro la decisione Fia. Proprio in queste ore anche la scuderia francese sta valutando se far appello o meno vista la sentenza troppo leggera nei confronti della cosiddetta Mercedes colorata di rosa.

Come Racing Point è finita sotto esame

Già nei test invernali la RP20 appare come un duplicato della Mercedes. Al termine del Gp di Stiria, secondo appuntamento del mondiale F1 2020, Renault presenta alla Fia un reclamo ufficiale nei confronti di Racing Point. Ne segue un altro alla fine del Gp d’Ungheria e, visto che la federazione tardava ad esprimersi al riguardo, i francesi protestano nuovamente il 2 agosto dopo il Gp di Silverstone. Il motivo è uno ed uno soltanto: la somiglianza di svariate componenti della RP20 con la Mercedes W10, campione del mondo 2019 – sia nella classifica piloti che in quella costruttori -. Ogni auto, infatti, deve esser costituita da elementi esclusivi progettati internamente, come definito dagli articoli 2.1 e 3.2 del Fia Formula One Sporting Regulations 2020. L’attenzione di Cyril Abiteboul (T.p. Renault) si concentra soprattutto nei condotti dei freni anteriori e posteriori, fondamentali nel controllo della temperatura delle gomme. Avendo come suo obbiettivo per il 2020 quello di: “riprendersi la quarta posizione nel campionato costruttori”, Abiteboul non ha esitato a denunciare i suoi sospetti, che poi si sono rivelati più che fondati.

Fia, dopo aver prontamente accolto la denuncia Renault, chiede a Mercedes di fornire la documentazione per la comparazione con la scuderia satellite. Sembra che RP abbia modificato quanto basta i progetti Mercedes per adattarli alle proprie monoposto.

Racing Point: cosa pensano le altre scuderie

Mentre Mattia Binotto dice di valutare il ricorso perché la penalità a Racing Point è insufficiente e bisognerebbe mettere in discussione tutta la vettura,  Chris Horner (Red Bull) si mostra più diplomatico limitandosi ad ammettere la sua preoccupazione dovuta alla velocità delle RP, in alcuni punti addirittura superiore a Mercedes.
Toto Wolff ha detto in conferenza stampa a Silverstone che la W10 dello scorso anno era stata filmata e scansionata dalla fotocamera 3d di un altro team.
Intanto Pérez è risultato ancora positivo al Covid-19 quindi Nicolas Hülkenberg correrà in Racing Point al suo posto anche domenica 9 agosto sul circuito inglese.
La corsa sarà visibile come sempre su Sky Sport F1 canale 207 e su Sky Sport 1 alle 15.10.

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