F1, Ferrari rimanda la rincorsa iridata al 2022

Pubblicato il autore: Simone Pietro SF98 Segui

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Nel fantastico scenario del Mugello la Ferrari si è presentata con una livrea rossa Amaranto, in omaggio dei 1000 GP in F1 e in ricordo della 125 F1, la monoposto con la quale il team fondato da Enzo Ferrari disputò il campionato 1950.

E nonostante la pelle della vettura diversa, il risultato in Toscana non è cambiato: Leclerc e Vettel si sono ritrovati tra le mani un mezzo lento, incapace di fornire una performance all’altezza, lontana anni luci dal livello che ci si aspetta dal Cavallino.

Il monegasco ha infiammato la tifoseria italiana, con uno strepitoso quinto posto in qualifica e con una partenza magistrale che gli è valsa la terza posizione, ma il talento dei piloti poco può fare quando la propria monoposto a lungo andare arriva a creare problematiche irrisolvibili, come il consumo eccessivo degli pneumatici e la velocità di punta troppo più lenta rispetto agli avversari.

Il risultato? Pian piano Leclerc è sprofondato nelle retrovie, senza poter far nulla per difendersi, soccombendo a continui sorpassi subiti giro dopo giro.

La SF1000 sembra peggiorare gara dopo gara, mentre gli altri apportano modifiche alle proprie vetture, come il nuovo muso sperimentato da McLaren, le pance rastremate introdotte con Stroll, il tutto seguendo la scuola Mercedes, una garanzia in termini di prestazioni.

A Maranello sembrano aver alzato bandiera bianca, puntando tutto sul futuro: servirà una progettazione inedita per la monoposto 2021, ma senza promesse irrealistiche, perché John Elkann è stato chiaro, prevalere su Mercedes la prossima stagione non è neanche lontanamente plausibile, e il target posto è quello di conquistare più podi, magari gareggiando contro Red Bull per il secondo posto nella classifica Costruttori.

La vera chance per la Rossa arriverà quindi nel 2022, quando il Circus subirà la drastica rivoluzione regolamentare rinviata di un anno a causa del Covid-19. Ma fino a quel punto, per gli uomini di Maranello sarà un vero calvario, forse meno amaro l’anno prossimo con una monoposto più competitiva, ma ancora troppi GP devono essere conclusi in questo 2020 da incubo.

 

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