Imola: Gp dell’Emilia Romagna a porte chiuse: perché e dove vederlo

Pubblicato il autore: Silvia Zanchi Segui

Il comune di Imola da alcuni giorni è illuminato dalle frasi più famose di Ayrton Senna. L’omaggio per il pilota brasiliano che, come ricorderete, morì il primo maggio 1994 proprio sul circuito emiliano-romagnolo, decorerà la città anche durante le festività natalizie. La bellissima idea è venuta al nuovo assessore per il turismo, la comunicazione, gli eventi e con deleghe all’autodromo di Imola, Elena Penazzi, che aveva da subito dichiarato: “lavorerò  per comunicare al mondo un’immagine bella di Imola”.
Peccato che nonostante l’impianto sportivo sia stato igienizzato e sanificato con distanziamenti garantiti, sia per i posti a sedere che per i maxi schermi, la sicurezza revisionata e, naturalmente, la capienza più che rispettata, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte abbia stabilito nel suo ultimo decreto l’obbligo di far svolgere l’evento sportivo a porte chiuse. E così ecco i  biglietti da rimborsare a tutte le 7000 persone che li avevano regolarmente acquistati nel rispetto della norma del precedente dpcm dello stesso Conte e nessuna delle spese sostenute per mettere l’intera struttura in sicurezza sarà risarcita. In due giornate 7000 persone totali rispetto alle 13700 possibili al giorno sembravano più che ragionevoli e gestibili, ma così è.

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Il circuito di Imola

Nel 1980 il Gran Premio d’Italia non si disputò a Monza bensì ad Imola e vinse Nelson Piquet su Brabham Ford. Il brasiliano replicò anche l’anno successivo e poi il Gp di San Marino vide trionfare Dieder Pironi e Patrick Tambay, rispettivamente nel 1982 e 1983, entrambi su Ferrari. L’ultima corsa di F1 sul circuito di Imola si è tenuta nel 2006 ed ha visto il Kaiser ottenere la sua ottantacinquesima vittoria in carriera.

Ad eccezione di Kimi Räikkönen, pare che nessun altro degli attuali piloti abbia mai provato il circuito di Imola con i suoi 4909 metri, le 19 curve ed il semi rettilineo. Per le scuderie manca quindi la check-list di tutte quelle cose da migliorare, da non fare assolutamente, da non ripetere rispetto alla corsa precedente. Anche per questo, nonostante il forte desiderio che dovrebbe avere Vettel di primeggiare nel circuito che vide il suo idolo Schumacher trionfare per ben sette volte, sono  probabili sia l’ennesima vittoria del pilota inglese su Mercedes (a sottolineare la sua superiorità in territorio Ferrari), sia un podio del giovane “predestinato” monegasco Leclerc.

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Imola, un triste ricordo

Il Gran Premio di San Marino del 1994 parte male già venerdì con Rubens Barrichello che ha un incidente durante le prove ma ne esce fortunatamente illeso. Il fine settima prosegue e vede, durante le qualifiche del 30 aprile, la morte del neo pilota di Formula 1 Roland Ratzenberger che si schianta alla curva Villeneuve. Dopo dieci anni di tentativi di entrare in F1, l’austriaco aveva bisogno di sponsor più di chiunque altro e sapeva di dover frenare il meno possibile. Per questo, dopo il danno all’ala decise di non fermarsi per poter fare il giro più veloce. Gli altri piloti si prepararono per rendergli omaggio al termine della gara del primo maggio. Uno di loro avrebbe sventolato la bandiera dell’Austria durante un giro fatto da tutti sulle rispettive monoposto. Beffardo il destino, se così si può chiamare. Indovinate in quale auto  sarà ritrovata la bandiera austriaca? Si, proprio in quella di Ayrton Senna.

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Gli appuntamenti del week-end con la F1

Tutti gli appuntamenti di Formula 1 saranno trasmessi come di consueto da Sky Sport F1 canale 207 e su Sky Sport 1 (canale 201). La corsa sarà visibile anche in chiaro su Tv8. Le uniche prove libere si sono disputate sabato mattina alle 10.00, le qualifiche alle 14.00 ed hanno visto Bottas ottenere la Pole seguito da HamiltonVerstappen.
Il tredicesimo Gran Premio del Mondiale 2020 si terrà all’autodromo Enzo e Dino Ferrari domenica 1 novembre alle 13.10.

 

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