F1 Gp Portogallo, le pagelle: Hamilton insaziabile, bene Leclerc e Norris. Delude Sainz

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini Segui

f1 gp portogallo

Il gp di Portogallo di F1 ha visto trionfare Lewis Hamilton, partito terzo in griglia. L’inglese si porta sul 2-1 contro Max Verstappen nel conteggio delle vittorie. Per l’olandese, vincitore a Imola, secondo posto che limita i danni per quanto riguarda il distacco in classifica, aggiornato ora a 8 punti di differenza tra i due. Chiude il podio il poleman Valtteri Bottas. Suo il giro veloce. La Ferrari un po’ sottotono, con Charles Leclerc sesto e Carlos Sainz che da quinto finisce fuori dalla zona punti. Vediamo nel dettaglio le pagelle.

 

Mercedes 8

Dopo la scoppola ricevuta a Imola, doveva reagire. E l’ha fatto da scuderia sette volte campione. Nonostante vari problemini, ha portato migliorie per quanto riguarda l’instabilità del posteriore. Accorgimenti che l’hanno portata a essere la vettura più veloce. Ottima anche la gestione dei piloti. Nessun ordine dal muretto dei box. Il gp Portogallo si è svolto, nonostante l’importanza in ottica mondiale F1, senza forzature ma seguendo il naturale svolgimento della gara. Prova di forza nella gestione del giro veloce, con Bottas che rientra ai box per prendere il punto addizionale, utile per la classifica costruttori. Hamilton 10, affamato e rinvigorito dalla sfida con Verstappen. In questo weekend è stato addirittura insaziabile. Dopo aver subito il sorpasso dall’olandese alla ripartenza dalla safety car, si riprende di forza la posizione. Poi lamenta che il motore non spinge nel dritto, ma sono i suoi soliti giochetti psicologici. Seguono serie di giri veloci. Il suo ingegnere lo avvisa che sta surriscaldando troppo le gomme, accelerandone il degrado. La gara va avanti e si ritrova secondo dietro a Perez che deve ancora fermarsi ai box. Di giro in giro gli mangia l’ampio vantaggio e lo supera con una facilità disarmante. Dopo il sorpasso si lamenta addirittura che il pilota davanti non ha rispettato le “blue flags”, non accorgendosi che il messicano era in gara con lui. Verso la fine della gara, dopo numerosi giri con le gomme dure, chiede al suo ingegnere quanta possibilità ha di fare il giro veloce. Dopo la risposta negativa dal muretto, ribatte con un provocatorio: “Ne sei sicuro?”. Infine, quando gli viene comunicato che sia Verstappen che Bottas erano stati ai box per montare le supersoft a caccia del giro veloce risponde con un semplice, ma simbolico: “E io?”. Non ci sono più parole per descriverlo. Bottas 5, partito in pole, chiude terzo. Mai veramente vicino alla vittoria della gara, troppo morbido nel subire i sorpassi di Hamilton e Verstappen. Dopo aver messo le gomme dure sembra finalmente aver preso il ritmo, tanto da essere il più veloce in pista. Riceve pure la carica di Toto Wolff, che raramente parla durante la gara, con un chiaro: “Hunting down, Valtteri”. Nonostante questo non riesce mai a farsi vedere negli specchietti di Max. Si salva con il giro veloce alla fine, ma solo perché l’olandese ha superato i limiti di pista vedendosi annullare il tempo. Nel gp di Portogallo, Bottas si è già tirato fuori dalla corsa al titolo piloti di F1 2021.

Red Bull 5

Questo weekend non aveva il passo della Mercedes. Per limitare i danni hanno quindi optato per una strategia conservativa. Verstappen torna a casa con un secondo posto e il giro veloce che non è andato a Hamilton. Tutto bene, ma c’è anche un altro pilota che guida la stessa vettura. La gara di Perez è stata sacrificata a favore dell’olandese, ma comunque non sono riusciti a ottenere il risultato sperato. Per vincere il campionato piloti va bene come tattica, ma con un Bottas così in difficoltà, il mondiale costruttori non è impossibile da vincere. Con due piloti però. Verstappen 7, parte terzo ma supera subito Hamilton, suo rivale quest’anno in F1, candidandosi come favorito alla vittoria del gp del Portogallo. Durante la gara, lamenta la poca velocità della vettura ma nonostante questo si stabilizza in seconda posizione. Alla fine della corsa tenta pure il giro veloce, con un solo tentativo a disposizione, l’ultimo giro. E ci riesce, salvo poi vedersi annullato il tempo per aver superato i limiti di pista. Max lo scopre appena prima del podio e l’amarezza mista disappunto della sua reazione ci fa sperare bene per il proseguo del campionato. Perez 6, sbaglia la partenza ma si riprende subito la quarta posizione. La sua gara è stata poi condizionata dagli ordini ricevuti dal muretto dei box. Il “Driver of the Day” è un po’ eccessivo, ma sicuramente la Red Bull quest’anno può contare su un secondo pilota.

Ferrari 5

Quest’anno la Rossa può puntare al terzo posto del campionato costruttori di F1 e il gp del Portogallo era un’occasione ghiotta per recuperare sulla McLaren, diretta rivale per il podio e favorita sulla scuderia di Maranello. Fin da subito la Ferrari opta per due strategie diverse. Ma se quella di Leclerc risulta vincente, quella di Sainz è stata disastrosa. Per tutto il weekend lo spagnolo aveva accusato problemi di graining. Forse una scelta più conservativa poteva giovare, soprattutto dopo aver visto l’efficacia della gomma dura. Leclerc 7, partito ottavo e sottotono per tutto il weekend, si fa vivo nel momento più importante, la domenica. Una prova solida per il monegasco, ma anche di carattere. Sia venerdì, sia soprattutto in qualifica, le gomme supersoft non gli andavano a genio e i tempi sul giro ne erano la prova. Per la domenica si è imposto nella scelta delle mescole, optando per quella più dura come secondo stint. Decisione che gli ha permesso di raggiungere un ottimo sesto posto. Sainz 5, dopo un super sabato, dove ha conquistato una quinta posizione, le aspettative su di lui erano alte. E Carlos è subito partito bene, superando Perez per la quarta posizione. Ma poi, di giro in giro, è cominciato a spegnersi il fuoco che avevamo visto inizialmente. La fatica dello spagnolo era evidente, a tal punto che più si avvicinava la fine della gara più la zona punti non era così sicura. E il sorpasso di Gasly ha sancito la fine di un weekend negativo per Sainz.

McLaren 7

Ormai non ci dobbiamo sorprendere più, la McLaren è la terza forza della F1 2021 e il gp del Portogallo l’ha dimostrato. Una qualifica di sabato che sembrava aver compromesso la gara, con Norris che partiva settimo e Ricciardo addirittura sedicesimo. Ma domenica sera la scuderia britannica si è ritrovata con un bottino di 12 punti, grazie alla quinta posizione di Lando e la nona di Daniel. Allungo sulla Ferrari e terzo posto consolidato. Norris 8, è l’outsider di questo campionato. Parte con le gomme morbide, ma per il primo stint non accusa la differenza di mescola con chi gli stava dietro. Si pianta in quinta posizione e lì ci rimane per tutta la gara. La Mclaren sta tornando in alto e con un Norris così tutto è possibile, anche il mondiale. Ricciardo 7, era diventato irriconoscibile dopo l’eliminazione in Q1. Ma l’australiano ha tirato fuori una prova di forza dimostrando tutto il suo valore. Nonostante fosse partito molto indietro, recupera sorpasso dopo sorpasso fino alla nona posizione mettendo dietro di sé Sainz. Ricciardo si è svegliato, vediamo se continuerà così anche in Spagna.

Alpine 8

Sembrava troppo strano un’involuzione così grave dall’anno precedente. Dopo due gp di ambientamento, l’Alpine è salita in cattedra in Portogallo ricordando la Renault vista l’anno scorso in F1. Già durante le prove libere, le prestazioni della scuderia francese erano promettenti. Pit stop gestiti benissimo e 10 punti portati a casa, ma per impensierire McLaren e Ferrari servirà continuare su questa strada. Alonso 8, il leone è tornato a ruggire. Magari l’età avanzata gli costa in termini di velocità sul giro, ma quando arriva la domenica Fernando si sente a casa. Una gara di esperienza, che ha ricordato i tempi migliori dell’asturiano. Con un Ocon così in forma, Alonso doveva rispondere al giovane compagno. E così è stato. Il messaggio lanciato è chiaro: non è tornato in F1 per divertimento. Ocon 8, un weekend perfetto. Una qualifica eccezionale, dove ha conquistato il sesto posto, davanti a Norris e Leclerc. In gara è uno dei primi a mettere le gomme dure e ne sfrutta la migliore percorrenza in pista recuperando il distacco da quelli davanti. Una solida settima posizione, condita da un bel sorpasso su Sainz. Bravo.

Aston Martin 5

Dopo il disastro nella terza sessione di prove libere, fare peggio era difficile. Riescono ad arrivare in Q3 con Vettel, ma in gara non sono mai stati realmente candidati a conquistare la zona punti. Chiudono con una grigia prestazione, tredicesimo e quattordicesimo posto. Sono solo 5 i punti totalizzati in questo inizio di campionato. I dubbi che la Racing Point 2020 avesse “preso spunto” dalla Mercedes su come fare la vettura, sono sempre più confermati vista la monoposto di quest’anno. Vettel 5, la decima posizione conquistata sabato faceva sperare che il tedesco avesse tirato fuori gli artigli. Ma così non è stato. Mai vicino a quelli davanti, di giro in giro invece vedeva avvicinarsi negli specchietti gli inseguitori. A un certo punto della gara si ritrova a battagliare con il suo compagno di squadra per il tredicesimo posto, non di certo qualcosa di cui andarne fiero. Stroll 5, l’auto è quella che è, ma non superare la Q1 è grave, viste le sue prime due uscite. In gara non da mai la sensazione di poter avvicinarsi alla zona punti. Di certo le colpe non sono sue, ma accontentarsi delle condizioni non giova ne a lui ne al team.

Alpha Tauri 6

Il venerdì e il sabato è artefice di prestazioni promettenti, ma la domenica non raccoglie ciò che ha seminato. Ed è la terza volta su tre che accade in questa stagione. La strada è quella giusta ma per arrivare nella top-5 della griglia, serve qualcosina in più quando si assegnano i punti. Gasly 6, parte nono e arriva decimo. Non sembrerebbe un gran risultato, ma se dietro hai due Alpine in stato di grazie a un Ricciardo che ha voglia di dimostrare, anche portare a casa un solo punto è un buon bottino. Tsunoda 5, dopo l’exploit del Bahrain, è venuta fuori tutta l’inesperienza che da un rookie ci si aspetta. Diversi errorini in gara che l’hanno allontanato dalle posizioni che valevano punti. È stato anche a rischio penalità, dopo il richiamo per aver superato due volte i limiti di pista. Il carattere però promette bene, va solo forgiato con un po’ d’esperienza.

Alfa Romeo 6

I primi punti stagionali non tarderanno ad arrivare. Anche il gp del Portogallo ha dimostrato che la vettura può lottare per entrare nella top 10 della griglia in ogni gara di F1. Le premesse c’erano, è mancata solo la fortuna, ovvero qualche ritiro là davanti. Raikkonen 5, un errore da principiante, non da uno che ha disputato 335 gp in carriera. Prende la scia del compagno ma rimane sorpreso della velocità acquisita. Risultato? Tocca Giovinazzi danneggiando l’ala anteriore della sua vettura e rischiando di forare la gomma posteriore sinistra dell’italiano. Giovinazzi 6, ancora una volta Antonio è protagonista di una prestazione fiduciosa. Bello il sorpasso su Vettel. Continuando così la riconferma è una semplice formalità, nonostante ci sia Illot che scalpiti per rubargli il posto.

Williams 5

La scuderia sta migliorando, ma la strada è ancora lunga. Oggi avevano una grande occasione con l’undicesima posizione di Russell al via della gara. Ma non sono riusciti a sfruttarla. Dopo aver conquistato un solo punti negli ultimi due anni di F1, dovremo aspettare ancora prima di rivedere la Williams dove merita. Russell 5, in qualifica è mostruoso portando una vettura nettamente inferiore per motore all’undicesimo posto, a soli 57 centesimi di secondo dalla Q3. Per l’inglese è la terza Q2 su tre nel 2021. Sembrava il weekend perfetto, ma inspiegabilmente in gara abbiamo visto Russell in grande difficoltà. Giro dopo giro la sua vettura regrediva fino al fondo della griglia. Gara grigia, un gran peccato. Latifi 5, se Russell almeno in qualifica si da fare, il canadese nemmeno quello. Durante il venerdì è rimasto chiuso nel sandwich delle due Haas, ma sabato riesce a metterle entrambe dietro. E domenica? Nulla da fare, non ha resistito al sapore del panino americano.

Haas 6

Quest’anno è la monoposto peggiore della griglia. Gli ingegneri della scuderia americana si sono messi l’animo in pace. Questo 2021 servirà loro per raccogliere dati utili alla vettura del 2022, visto anche il cambio di regolamento. Altro obiettivo stagionale sarà quello di far crescere i due rookie in squadra. Schumacher 7, con un’auto del genere, la diciassettesima posizione è oro che cola. Soprattutto per il modo in cui l’ha conquistato. Distaccato da Latifi, dopo il pit stop recupera i secondi di differenza e opera un sorpasso da veterano sul canadese. Continua così Mick! Mazepin 4, farsi odiare da tutto il circuito dopo solo tre gare non è un’impresa da tutti, ma Mazepin c’è riuscito. Persino un pezzo di pane come Perez ha perso le staffe. Prima nelle seconde prove libere quando, lanciato per registrare un tempo veloce, viene ostacolato dal russo. Non sazio, Mazepin ha deciso di replicare la mossa anche in gara. Quando il messicano era in testa alla corsa, arriva il momento di essere doppiato. Ma lui non si sposta facendo perdere alcuni secondi a Perez che addirittura lo tocca nel doppiarlo rischiando di compromettersi la gara. I 5 secondi di penalità per il gesto sono una barzelletta.

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