F1 gp Imola, le pagelle: Verstappen perfetto, ottima Ferrari

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini Segui

F1 Imola
Dopo il gp del Bahrain, la F1 è volata a Imola. In un circuito in cui è difficile sorpassare ci si aspettava poco spettacolo e tanta strategia. L’arrivo della pioggia invece ha creato i presupposti per una gara ricca di colpi di scena. Dopo tante bandiere gialle, safety car e una bandiera rossa, è Max Verstappen a vincere il Gran Premio davanti a Hamilton. È solo grazie al giro veloce, che il pilota inglese rimane in testa alla classifica, con un solo punto di vantaggio sull’olandese. Ottimo weekend per la Ferrari, con Leclerc a un passo dal podio ma che si deve accontentare del quarto posto. Segue Sainz quinto. Vediamo nel dettaglio le pagelle.

Red Bull 7

Una scuderia a due facce. Da una parte la super vettura preparata a Verstappen, la più veloce in griglia. Dall’altra però, causa la troppa concentrazione a fornire al pilota olandese una monoposto competitiva, il povero Perez si deve accontentare di quello che rimane. La macchina del messicano aveva problemi di sottosterzo, che hanno costretto i meccanici a cambiargli il volante durante il pit stop. Dopo il gp di Imola però, la faccia sorridente ha la meglio, consapevole di aver riaperto la F1. Verstappen 10, perfetto, semplicemente perfetto. Partito terzo in griglia per 87 millesimi, di forza si prende la prima posizione subito al tamburello, restituendo la spallata a Hamilton. Sempre in controllo, nonostante i continui cambi del meteo e, di conseguenza, delle condizioni della pista, dimostra anche molta calma anche nell’effettuare gli innumerevoli doppiaggi. Perez 5, partito secondo, ci si aspettava che desse fastidio a Max e Lewis. Il podio era alla sua portata, ma ci sono stati diversi errori individuali. Il primo, non ammissibile per uno al decimo anno in F1, è stato in regime di safety car. Dopo essere uscito di pista, ha ripreso le posizioni perse. Stop & go e addio al podio. Altro errore da sottolineare è il testacoda, che l’ha relegato addirittura fuori dalla zona punti.

Mercedes 5

Dopo anni di dominio è normale dormire sugli allori. Ma quest’anno la musica è diversa. La Red Bull è competitiva, probabilmente è pure la miglior vettura della griglia. Per vincere l’ottavo mondiale costruttori di fila non basterà essere la “solita” Mercedes. Il pit stop di Hamilton è durato 2 secondi di troppo, proprio quei 2 secondi che gli avrebbero permesso di uscire dalla pit lane in testa alla gara. E sarebbe stata tutta un’altra storia. Hamilton 6, chi di spallata ferisce, di spallata perisce. Il campione ha paura di essere spodestato dal trono. Ecco spiegati i trucchetti psicologici per infastidire il rivale olandese. Ma Verstappen non si è scoraggiato, anzi ha risposto per le rime. Da lì Lewis va in affanno, agitato e preoccupato. In uno dei tanti doppiaggi esagera nel tentare di accelerare le procedure per avere pista libera. L’ansia di vedere Max allontanarsi lo porta a passare su un tratto bagnato del circuito e andare lungo. Dopo l’errore però, Hamilton ritorna in sé e alla ripartenza tira fuori una prestazione da 7 volte campione del mondo limitando al massimo i danni. Questo gli ha permesso di restare ancora in testa al mondiale, ma occhio: Max è a -1. Bottas 4, nella sua Mercedes sembrava fosse inserito il pilota automatico. Completamente inesistente, con la macchina a disposizione ci si aspettava una rimonta fino alle prime posizioni. Invece più che guardare avanti, ha dovuto guardare gli specchietti per difendersi dalle avanzate di Russell. A proposito dell’incidente, è innocente. L’unica cosa che gli riesce è l’assist, da ottimo secondo pilota, al compagno Lewis. La sua uscita di pista ha richiesto l’intervento della safety car, salvando la gara di Hamilton, altrimenti compromessa.

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Ferrari 8

I cavalli della Rossa sono ancora a riposare a Maranello. Ma Binotto & Co. hanno agito di strategia, prevedendo la possibilità di pioggia durante la gara. È questo il motivo della scelta della Ferrari di portare a Imola un’ala anteriore più pesante, in modo da avere più aerodinamica. Mossa che si è rivelata azzeccata. Nel bagnato la vettura volava, mangiando secondi alla McLaren, rivale per il terzo posto costruttori. Per una volta la strategia ha giovato. Leclerc 9, il testa coda nel giro di formazione aveva fatto pensare a una giornata no. Ma Charles in realtà, stava solo prendendo confidenza con la pista. Sempre attento e pronto a sfruttare ogni occasione di sorpasso che gli capitava. Ha gestito benissimo le intermedie, trasformandole di giro in giro in gomme slick, che gli hanno permesso di allungare il distacco da quelli dietro. Solo la sfortuna delle safety car gli ha impedito di arrivare sul podio, vanificando il suo vantaggio. Ma la fortuna gira. Sainz 7, troppa frenesia all’inizio nel voler recuperare le posizioni. I due fuori pista gli hanno fatto perdere circa 20 secondi. Ma quando la gara è bagnata, è imprevedibile. Lo sapevano bene ai box. Dal muretto Carlos riceve l’ordine: “Too quick, calm down”. Da quel momento in poi, Sainz è autore di una solida prestazione che gli è valsa, sorpasso dopo sorpasso, il quinto posto.

McLaren 8

Partita come terza forza della griglia, la scuderia britannica sta sorprendendo tutti. Per tutto il weekend è stata veloce, infiltrandosi nel duello Red Bull-Mercedes. Da quando è passata alla motorizzazione Mercedes, la crescita è stata esponenziale. Ma oltre al motore, ci sono anche le competenze. La gestione di una gara, che vedeva i due piloti arancio partire sesto e settimo, è stata precisa. Podio assolutamente meritato. Norris 9, tutti concentrati su Verstappen e intanto Lando, zitto zitto, si mette tra i primi. In qualifica un errore gli costa il terzo posto. La sua delusione sui social viene rincuorata da Hamilton, convinto di ritrovarselo davanti in pista il giorno dopo. E così è stato. Norris ha dimostrato non solo di essere il futuro, ma anche il presente della McLaren. Solo la strapotenza della Mercedes gli ha impedito di raggiungere il secondo posto. Comunque, a clamor di popolo, è stato nominato “Driver of the day”Ricciardo 6, altra gara dove ha fatto il compitino. L’australiano ha iniziato la stagione come il classico ragazzo intelligente ma che non si applica. Mai realmente vicino a quelli davanti, chiude sesto, a 24 secondi da Sainz quinto. Speriamo che il momento in cui il muretto McLaren gli ha chiesto di cedere la posizione a Lando, perché stava facendo letteralmente “da tappo”, gli dia una svegliata.

Aston Martin 4

Bella la livrea dell’auto, ma se i risultati sono questi meglio tornare al più performante rosa sgargiante. Tanti errori per una vettura che doveva lottare con Ferrari e McLaren. Vettel è costretto a partire dalla pit lane per un problema ai freni posteriori. In più il pilota tedesco riceve 10 secondi di penalità per aver inserito le gomme troppo tardi prima della gara. Per concludere in bellezza, è stato costretto al ritiro. Non che a Stroll sia andato tutto bene. Per tutta la gara ha avuto a che fare con il cambio non sincronizzato. Vettel 5, nonostante gli errori della scuderia ci si aspetta di più da un 4 volte campione del mondo. In qualifica delude con il tredicesimo posto in griglia. In gara poteva comunque puntare alla zona punti, ma non ci è mai andato lontanamente vicino. Da vecchio volpone azzarda il crossover, cambiando per primo le gomme da bagnato per quelle da asciutto. Unica nota positiva del weekend per il tedesco: il lupo perde il pelo, nel suo caso i capelli, ma non il vizio. Stroll 6, aveva la stessa macchina di Vettel con l’aggiunta del problema al cambio. Nonostante questo, il canadese ha portato a casa un solido settimo posto, spiraglio di luce di un weekend totalmente al buio per l’Aston Martin.

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Alpine 5

Poco da dire, un’auto lontana dagli obiettivi prefissati a inizio stagione. Da lottare con la McLaren sono passati a battagliare con l’Alfa Romeo. Non proprio il 2021 che si aspettavano. Manca poco che Alonso urli in radio il tanto temuto: “Gp2 engine”. Servirà un profondo esame di coscienza per gli uomini della scuderia francese. Alonso 5, come per Vettel, ci si aspetta di più da lui. Per sfortuna sua, ci ha abituato a portare al limite le vetture con cui correva e, il più delle volte, otteneva risultati maggiori delle aspettative. L’errore nel giro di formazione va bene se lo fa un rookie, ma da Fernando non lo si può accettare. Ocon 6, porta a casa due punticini  che in questo momento valgono come l’oro. Per tutta la gara è stato più veloce del compagno di squadra ex campione del mondo, sorpassandolo alcune volte nel corso della corsa. La strada per la riconferma in Alpine è lunga, ma questo è un buon inizio.

Alpha Tauri 5

Dopo la prestazione promettente vista all’inaugurazione della F1 in Bahrain, il gp di Imola stabiliva se era tutto fumo o c’era dell’arrosto. La vettura è stata veloce, grazie anche agli accorgimenti tecnici sulle sospensioni anteriori. L’ottimo quinto posto di Gasly in qualifica prometteva bene. Ma la poca esperienza a battagliare per le prime posizioni è venuta fuori nel momento della gara. Seguendo una strategia conservativa, il pilota francese è stato l’unico di quelli davanti a partire con le gomme wet. Scelta che si è rivelata nettamente sbagliata. È stata proprio la decisione della mescola che ha compromesso la gara di Gasly e le speranze di un buon piazzamento. La strada però è quella giusta. Gasly 6, la strategia del muretto l’ha fregato. Nonostante questo riesce a rimontare fino all’ottavo posto. Di solito a Faenza si festeggia per un risultato del genere, ma Pierre sa che la monoposto può dare molto di più. Tsunoda 5, in Bahrain ha sorpreso tutti. E nel deserto del Medio Oriente sono piovuti i complimenti. Il giapponese, di conseguenza, si è un po’ montato la testa. Già in vista del weekend ha dichiarato di conoscere molto bene la pista e di poter fare molto bene. Questo atteggiamento in qualifica l’ha portato a esagerare. Il partire dal fondo della griglia però non gli ha abbassato l’autostima. Dopo un’ottima rimonta fino al dodicesimo posto, galvanizzato dal recupero di posizioni, ha strafatto. Sebbene il suo ingegnere di pista l’avesse avvertito di aver ricevuto la bandiera nerobianca per aver superato ripetutamente i limiti di pista, Yuki, da buon testardo qual è, ha continuato con la sua gara. Risultato? 5 secondi di penalità e addio zona punti. Il talento c’è, manca un po’ di umiltà.

Alfa Romeo 6

Sorprendentemente veloci il venerdì nelle prove libere, hanno deluso nelle qualifiche. Ma in gara recuperano la brillantezza fatta vedere nella prima giornata del weekend. Si prospetta un Gran Premio da incorniciare, con entrambe le vetture a punti, ma la sfortuna colpisce. Un pezzo della visiera di Giovinazzi si incastra nella pinza del freno posteriore destro. Il rischio di ritiro c’è, ma a quel punto della gara si corre il rischio. Invece dal muretto decidono di richiamare Antonio ai box per togliergli l’ostruzione, relegandolo alla quattordicesima posizione. Ocon e Alonso ringraziano. Raikkonen 6, passano gli anni ma Kimi rimane sempre Kimi. In una gara dove anche i più esperti hanno sbagliato, lui rimane glaciale in ogni situazione. La gestione delle gomme e della corsa è impeccabile. Giovinazzi 6, altro weekend in cui si vede annullare ogni possibilità di raggiungere la zona punti per colpa di errori della scuderia. Segue Kimi come un segugio e, pian piano di giro in giro, avanza di posizione. Peccato davvero ma, se continua così, la riconferma è solo una formalità.

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Williams 6

Tornano a casa con un bottino di 0 punti, ma la strada intrapresa è quella giusta. Come ha dichiarato anche Russell: “Finalmente abbiamo una direzione da seguire, non cerchiamo di sopravvivere e basta. Il futuro si prospetta buono”. Ci toccherà aspettare ancora un po’ prima di vedere questa squadra dove merita in F1, ma il gp di Imola ha dato segnali incoraggianti. Per una volta in casa Williams, sono i piloti ad aver la colpa del weekend negativo. Russell 5, era lì, al dodicesimo posto. Vedeva la zona punti. Fino al 31esimo giro è stato perfetto, saldo in decima posizione con Bottas davanti a lui sotto il secondo. Forse la troppa foga di superare una Mercedes, forse l’adrenalina di gareggiare finalmente per qualcosa di valido o forse la voglia di far pentire Toto Wolff per aver confermato il finlandese invece di promuovere lui nelle frecce d’argento, travestite di nero. Fatto sta che l’incidente con Bottas è colpa sua. Ancora una volta, l’appuntamento con i primi punti in carriera è rimandato. Brutta la reazione d rabbia subito dopo il ritiro. Latifi 4, criticato per essere in F1 non per merito, il canadese aveva l’occasione per zittire tutti. Ma un doppio errore invece che spegnere, alimenta i giudizi nei suoi confronti. Prima il testacoda, poi il rientro in pista sconsiderato. La presunzione con la quale ha preteso che Mazepin, il pilota più corretto della griglia, lo lasciasse passare gli è costata il ritiro. Colpa totalmente di Latifi, il russo per sta volta è assolto.

Haas 5

Le gare pazze della F1, come è stata quella del gp di Imola, sono le uniche possibilità in cui la scuderia americana, grazie all’aiuto della dea bendata, può provare a fare punti. L’obiettivo era migliorare rispetto alla passata stagione. E ci sono riusciti: la Haas ha superato la Williams come vettura più lenta del mondiale. Schumacher 5, rimandato. Questo gp era una ghiotta occasione per provare ad avvicinarsi verso il tanto sperato decimo posto. Durante la safety car però, Mick in slalom va a sbattere sul muro al margine del circuito cercando di scaldare le gomme. Da quel momento gara “finita” per lui. Mazespin 4, peggio del Bahrain non poteva fare. E infatti a Imola è riuscito a tagliare il traguardo. Arrogante in qualifica nel sorpassare Giovinazzi lanciato per il tentativo di giro veloce. Ancora a oggi non è chiaro il motivo di quel gesto. L’unico sorpasso del weekend quindi, l’ha sprecato sabato e in gara è stato uno spettatore non pagante. E dopo appena due gp, non ho sbagliato a scrivere il suo cognome.

 

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