MotoGP: la Yamaha deve passare dal 4-4-2 al 4-3-3

Pubblicato il autore: Nicoletta Floris Segui

La Yamaha nel corso delle prime gare della stagione non è stata la moto da battere, ma certamente è stato il team che è riuscito a sfruttare tutte le occasioni arrivate.

La classifica non mente: dopo il leader Marc Marquez ci sono tre piloti Yamaha (tra ufficiali e non),  nonostante nessuno di loro abbia ancora vinto un gran premio in stagione.

Tante cadute e tanti protagonisti

Uno dei motivi principali del “ritorno” Yamaha è l’uscita di scena, in molte gare, dei favoriti. Dovizioso, ad esempio, uno dei favoriti per la vittoria del campionato ha già ottenuto tre zeri nel corso delle ultime quattro gare; Marquez, allo stesso modo, in molte occasioni è caduto o non è riuscito a dare la zampata finale.
Da aggiungere anche il ritorno di Jorge Lorenzo, dopo le prime gare sottotono, che ha creato ancora più bagarre tra i primi.
Queste lotte tra i primi hanno fatto sì che non ci fosse già una fuga in campionato di Marquez o Dovizioso.

Jorge Lorenzo – Foto Getty Images © scelta da SuperNews

La costanza chiamata Valentino Rossi

Un grande riconoscimento per questo secondo posto nel mondiale piloti deve essere dato a Rossi. Il pilota italiano, nonostante non avesse sin dal Qatar una moto così competitiva come Ducati o Honda, è riuscito a guidare bene e al limite, prendendosi così punti preziosi per il campionato. Sicuramente la svolta è arrivata a Le Mans, dove il campione di Tavullia sembra che abbia compreso come limitare i danni.

Problemi di elettronica

Ma per quale motivo la Yamaha nel corso degli ultimi due anni ha preso così tanto svantaggio rispetto agli altri due team competitors?
Questo deriva dal fatto che Honda e Ducati sono riuscite ad innovarsi sul piano dell’elettronica, riuscendo così a migliorare le prestazioni della moto. Yamaha, invece, per mancanza di fondi non ha portato uno sviluppo massiccio su tale aspetto, tanto che ne ha pagato sin da subito.

Maverick Vinales – Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Yamaha aggressiva

Il secondo e terzo posto rispettivamente di Rossi e Vinales sono una manna dal cielo per il team giapponese, ma ora è il momento di agire e cercar di lottare per ogni singola gara. Al momento Ducati e Honda non hanno ancora alzato il ritmo e hanno commesso errori, ma non si potrà sperare che questo accada per tutto il campionato.
In questi giorni la Yamaha, durante i test a Montmelò, dovrebbe portare un grande sviluppo dell’elettronica che proveranno Vinales e Rossi. Se dovesse funzionare, questi aggiornamenti potrebbero essere già utilizzati ad Assen.

Assen: ritorno alla vittoria o nuovo record?

Valentino Rossi (Photo by Mirco Lazzari /Getty Images scelta da SuperNews)

Prossima tappa del campionato 2018 di MotoGP si svolgerà ad Assen, l’università del motociclismo. E’ una pista amata da Rossi, tanto che l’ultima vittoria dell’italiano risale proprio qui lo scorso anno. Se non dovesse vincere la Yamaha il prossimo primo luglio sul circuito olandese, il team giapponese aggiornerebbe un proprio record negativo, ossia quello del maggior numero di gare senza averne vinta una ( al momento 18 gare tra Sepang 2002 e Welkom 2004).
Ci sono tutte le motivazioni necessarie per prendere la vittoria in terra olandese.

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