MotoGP, Iannone squalificato per 4 anni. Ecco i dettagli

Pubblicato il autore: Mattia DElia Segui


Il Tribunale arbitrale dello Sport di Losanna (TAS) ha comunicato la sentenza sul caso doping legato ad Andrea Iannone: il pilota dell’Aprilia è stato squalificato per quattro anni, respingendo il ricorso del pilota contro la sospensione ricevuta dalla Corte Disciplinare Internazionale (CDI) e della Federazione Internazionale Motociclistica (FIM). Il Tas ha aggiunto che tutti i risultati ottenuti da Iannone a partire dal 1 novembre 2019 sono da considerarsi non validi, inclusa la perdita di medaglie, punti e premi.

Andrea Iannone – La sentenza del TAS

Nella prima sentenza, il pilota italiano era stato condannato a 18 mesi di sospensione (con inizio il 17 dicembre 2019 e che sarebbero scaduti il 16 giugno 2021), sebbene la Federazione avesse confermato che la presenza del drostanolone (sostanza dopante) fosse dovuta a una contaminazione alimentare, ovvero carne mangiata da Iannone alla vigilia del Gran Premio di MotoGP. Sulla base della prima sentenza, il 15 ottobre 2020, Iannone si era presentato davanti il Tas di Losanna per presentare appello contro la sospensione iniziale di 18 mesi ma il Court of Arbitration for Sport (CAS) ha respinto il ricorso del pilota e ha accolto la richiesta dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) di aumentare la pena a 4 anni. Infatti, secondo il Tas, la difesa del pilota non è riuscita a stabilire né il tipo preciso di carne consumate, né l’origini di detta carne, e quindi il pilota italiano non potrà tornare in pista prima del 23 dicembre 2023, quando avrà 34 anni. Possiamo dire che questa condanna metterà, probabilmente, fine alla carriera da pilota di Andrea Iannone.

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