Marc Marquez scoppia a piangere dopo il GP, ecco perché

Pubblicato il autore: Emanuela Francini Segui


Rientro in pista dopo tanto tempo, tanta grinta e settimo posto in Portogallo.. Questa è la gara del ritorno di Marc Marquez, dopo una lunga convalescenza a causa di un infortunio alla spalla che non gli ha permesso di essere in pista. Ecco quindi che è arrivato il momento di tornare in sella e lo ha fatto non senza qualche difficoltà. Lo stesso Marquez a fine gara ha ammesso la sua gioia, una volta entrato nel paddock. Il pilota spagnolo,  tra i più titolati nella storia della MotoGP, si è lasciato andare in un pianto liberatorio, sfogando tutte le emozioni vissute in queste lunghe settimane. Un settimo posto che vale come il primo, perché la sua vittoria è essere tornato in gara.

Marc Marquez: “Mi sono sentito un pilota nuovamente”

Il pianto a fine gara la dice lunga su quello che ha provato Marc, la frustrazione per non poter tornare a fare quello che più ama. Lo stesso spagnolo a fine gara ha ammesso: “Solitamente mi piace tenermi le emozioni dentro di me, ma questa volta non ce l’ho fatta a controllarmi. Quando sono rientrato ai box, con i miei meccanici, con tutte le persone che conosco mi sono lasciato andare. E’ stato un GP molto diverso della mia carriera sportiva, ho fatto un passo in avanti molto importante non soltanto come atleta, ma per la mia vita di tutti i giorni“.

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Parole importanti quelle di Marc Marquez che ha poi continuato: “Non ho pianto per il dolore, ma per l’emozione: mi sono sentito ancora un pilota. E’ stata un’esplosione di emozioni, ho raggiunto il mio obiettivo, grazie anche a tutta la gente che è stata dietro di me, a chi mi ha aiutato. E’ stata dura, ma mi sono liberato mentalmente. Spero sia l’inizio per tornare alla normalità“.

Com’è stata la gara di Marquez

La paura del pilota spagnolo classe 1993 era non terminare la gara: “Sì, ma questa possibilità non mi entrava veramente in testa. Credo che il punto chiave sia stato accettare che mi entrassero da tutte le parti, capire che non era quella la mia reale posizione: accettare di non poter essere protagonista è stata la chiave per finire la gara”.

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Tra le difficoltà più importanti sicuramente il rientro: “Proprio il primo giro, perché non mi sentivo al mio posto, non avevo il passo e il controllo della moto. Mi hanno superato in tanti, ho cercato di rimanere calmo, di non farmi coinvolgere nella sfida ravvicinata. Poi, verso metà gara, ho cominciato a prendere un buon passo, ho spinto più forte, ma il mio corpo a un certo punto ha detto basta: gli ultimi 5-6 giri ero semplicemente seduto sulla moto, non guidavo più… E’ incredibile il risultato che ho ottenuto, anche come distacco dal primo (13”208, n.d.r.)”.

Non guidavo come piace a me, sono stato efficace solo in qualifica per un giro. I movimenti del braccio non sono ancora al 100%, non posso usare il gomito come piace a me. Il recupero non è finito e non lo sarà nemmeno a Jerez. Ma mentalmente è una bella liberazione” ha concluso Marquez.

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