Valentino Rossi, tutte le scaramanzie che lo hanno accompagnato in 26 anni di moto
Si è appena conclusa la fantastica storia d'amore tra Valentino Rossi e le moto. Sono stati 26 anni d'amore intenso, in cui il Dottore ha battuto ogni record e regalato emozioni, collezionando ben 9 titoli mondiale. Una vera colonna di questo sport, Rossi ha saputo dare risalto alla MotoGp, segnando un'epoca. Ora è momento di cambiamento, con le auto che lo aspettano per conquistare nuovi trofei. All'età di 42 dovrà cambiare vita, sempre con la stessa ambizione che lo ha contraddistinto. Ovviamente non mancheranno i riti scaramantici prima di ogni gara.
Che riti scaramantici usa Valentino Rossi?
Ogni campione ha con sé vari riti scaramantici per affrontare meglio le gare e portarsi fortuna. Valentino ne aveva diversi, quando era in griglia ad esempio vederlo chinarsi a terra era ormai un’abitudine. Ma ce n’era uno prima di ogni gara, e si svolgeva al Victor. "Tutto è iniziato con la prima vittoria nella gara della classe 500, allora si chiamava così". Era una giornata di luglio nel lontano 2000, il nuovo secolo era agli inizi e il giovane Rossi si affacciava nella classe Regina. Prima di quella gara aveva sorseggiato un aperitivo al Victor con i suoi amici. Passano pochi giorni ed eccolo sul gradino più alto del podio. Da quel momento la tappa al Victor diventò doverosa, ma c’era anche dell’altro: l’amicizia con Tognoni.
"A volte a quel tavolo mi sedevo anch’io, ed era una forte emozione". Da quel primo giorno arrivarono altri aperitivi e vittorie festeggiate con un cappellino autografato. Elio li ha conservati tutti in uno scatolone a casa dopo che nel locale l’angolo con i cimeli del campione non c’è più. "Cinque anni fa l’importatore giapponese della Ducati mi chiese di venderli. Offrì una cifra astronomica, oltre mezzo milione. Il cuore disse di no. Ricordo ancora Vale che ci scherzò su e mi disse ‘ma perché hai detto no?’".
