Tania Cagnotto ma non solo: da Londra le proiezioni verso Rio

Pubblicato il autore: Andrea Bellini Segui

Tania Cagnotto
Terminati gli Europei di Londra 2016, per quanto riguarda i tuffi, è ora di tirare le somme della competizione, soprattutto in vista di Rio 2016, la competizione olimpica che si terrà in Brasile quest’estate. Ancora una volta a “tirare la carretta” per l’Italia è stata l’inossidabile Tania Cagnotto, che in questi giorni di gare ha vinto la bellezza di 3 ori, conditi anche da 1 argento. La trentina ha mostrato una condizione invidiabile, che dimostra come si sia ripresa dalle prestazioni non brillanti della scorsa estate, quando una serie di prestazioni non perfette, che fecero anche tardare la conquista del pass olimpico, ottenuto nella successiva Coppa del Mondo, la avevano portata ad annunciare il ritiro, che venne però prontamente “revocato”. Una leggenda come quella della Cagnotto, infatti, non poteva terminare in questo modo; non per una caduta; non con le lacrime di 4 anni fa, quelle delle Olimpiadi del 2012, proprio a Londra. Quella Londra che, scherzo del destino, ci restituisce un’atleta nel pieno della sua forma e che anzi, per sua stessa ammissione, ha ancora qualche margine di crescita in vista della competizione a quattro cerchi; e se lo dice lei, c’è da stare tranquilli.

Tania Cagnotto e lo sguardo puntato a Rio

E dopo le medaglie arrivano anche le parole della Cagnotto, rilasciate ai microfoni Rai con la compagna Dallapè; ecco le sue dichiarazioni:  “Oggi era importante soprattutto il punteggio, era l’ultima gara simile come tensione alle Olimpiadi. Abbiamo fatto bene, quasi il nostro record. Non era scontato. Le inglesi sono forti e giocavano in casa. Mancano tre mesi, abbiamo simulato le Olimpiadi. Se va così, potremmo essere contente. Questa potrebbe già essere una gara papabile per Rio“. Poi continua la Dallapè: “Il nostro obiettivo deve essere quello di ripetere una gara così. Poi le altre penseranno a loro.“ Poi parole che forse fanno presagire che non chiuderà la carriera dopo Rio. Infatti, alla sua affermazione “Era il mio ultimo Europeo”, a precisa domanda si corregge: Ultimo Europeo di nuoto (che si disputano negli anni pari, quelli dedicati solo ai tuffi si svolgono negli anni dispari). Ma la cosa più importante ora è pensare a Rio. Mi godo il momento, ma è chiaro che arriverà la fine.” Un altro riconoscimento che la Cagnotto si porta a casa da Londra è il premio Len come miglior atleta del torneo. Proprio il modo migliore per avvicinarsi a Rio.

Non solo Cagnotto; il futuro dell’Italia

Ma se dalla campionessa trentina tutti si aspettavano delle vittorie importanti, anche nel sincro con una ritrovata Francesca Dallapè, a Londra abbiamo assistito a quella che potrebbe essere l’esplosione, e ce lo auguriamo tutti, di altri due giovani talenti italiani, Giovanni Tocci ed Elena Bertocchi. I due giovani talenti classe 1994 sono già da tempo considerati il futuro dell’Italia in questa disciplina, ma negli scorsi anni, per motivi diversi, il loro processo di crescita si era quasi bloccato; Londra, però, li restituisce alla ribalta internazionale, grazie ad un doppio argento dal trampolino da un metro, un risultato più consono alle potenzialità dei due atleti. E poi non bisogna dimenticare Andrea Chiarabini, altro talento classe 1995, già noto al grande pubblico da Roma 2009, dove arrivò quinto nel sincro da 10 metri con Francesco Dell’Uomo. Chiarabini non è riuscito a partecipare alla rassegna continentale per un infortunio alla schiena che lo ha costretto a dare forfait; a sostituirlo è stato, appunto, Tocci, che, oltre all’argento sopra citato, si è piazzato sesto nella finale dai 3 metri, nonostante un errore e mezzo. I due, se Chiarabini come tutti speriamo riuscisse a recuperare, gareggeranno insieme alle Olimpiadi di Rio, nel sincro da 3 metri, dove presenteranno nel loro programma anche un doppio e mezzo avanti con due avvitamenti, con un coefficiente da 3.4. Insomma, gli atleti che ci rappresenteranno alle Olimpiadi hanno sicuramente molto talento, nonostante la giovane età, quindi non ci resta che fare il tifo per loro, sperando che possano proseguire nel migliore dei modi nel loro processo di crescita.

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