Magnini pensa al ritorno: “A settembre decido,Tokyo è il mio sogno nel cassetto”

Pubblicato il autore: Francesca Sama Segui

Filippo Magnini, da molti considerato il miglior stileliberista di sempre,  non esclude di riprendere a nuotare a livello agonistico. Il rinvio dei Giochi Olimpici dal 2020 al 2021 consente all’ex nuotatore azzurro di sognare un’altra partecipazione alle Olimpiadi. L’ex capitano dell’ Italnuoto, scagionato dalle accuse di doping e pronto a diventare presto papà guarda al futuro con rinnovata fiducia: “Ad oggi è solo un pensiero, a settembre prenderò una decisione” dichiara ai microfoni di Skysport Magnini e aggiunge che “il miracolo, a 39 anni, sarebbe quello di partecipare all’Olimpiade”.

L’obiettivo dell’ex nuotatore non è tanto la volontà di tornare a vincere ma quella di aiutare il mondo del nuoto: “Lo farei solo per aiutare il mio sport, tra i più colpiti in epoca Covid-19. Il mio ritorno potrebbe riaccendere la luce su questo sport”. A dargli la carica e la giusta motivazione proprio il rinvio dei Giochi Olimpici in quanto, precisa lo sportivo: “Per molti atleti un anno in più può essere uno svantaggio ma per un atleta come me, che ha smesso da tre anni e che dovrebbe rimettersi in piazza, avere un anno in più è un vantaggio. Il destino potrebbe aver giocato a mio favore”.

Al momento, aggiunge Magnini, “mi alleno per divertimento e non certo per preparare un’Olimpiade, ma andare a Tokyo è il mio sogno nel cassetto e aggiunge “l’entusiasmo è tanto, perché dopo ventisette anni di carriera, quella macchia non la volevo assolutamente. Ho sacrificato molto tempo della mia vita, energie mentali, fisiche ed economiche per andare fino in fondo perché ero sicuro che la verità sarebbe venuta a galla, ed è stato così. E quindi adesso ho una bella spinta emotiva, per tutte le cose della vita e anche per sognare l’Olimpiade!! Tengo il sogno nel cassetto e poi, da settembre, vedremo se si materializzerà”. Appare evidente il riferimento dell’ex nuotatore, allo scandalo del doping che lo ha visto coinvolto, ma da cui ne è uscito a testa alta dimostrando la sua innocenza: “Mi hanno accusato di tentato doping venti giorni prima di un’Olimpiade, ma non sanno che non avrebbe nemmeno fatto effetto. Hanno chiesto otto anni di squalifica a un atleta mai risultato positivo. Ho lottato tre anni contro un’ingiustizia”. E sempre sulle accuse di doping Magnini aggiunge: “In questi tre anni ho avuto tante persone del nuoto che mi sono state vicine e ho pensato anche a un ritorno con il passare dell’età ho capito quali erano gli obiettivi”.

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