Esclusiva SN – Miriam Sylla dichiara amore a Bergamo: “Qui c’è la storia della pallavolo”

Pubblicato il autore: Morgana Corti Segui

Il campionato di serie A1 femminile di Pallavolo sta terminando ed è tempo di iniziare a tirare le somme sulla Regular Season e pensare ai play off. Martedì SuperNews era a Bergamo per intervistare due giocatrici della Foppapedretti: Eleonora Lo Bianco e Miriam Sylla. Se della prima abbiamo già ampiamente parlato, di Miriam Sylla vogliamo scoprire tutto. Classe 1995, gioca nel ruolo di schiacchiatrice ed è una vera forza della natura. Con lei abbiamo parlato di campionato, Nazionale, riti scaramantici e il suo rapporto con Bergamo.

Ultima gara di Regular season contro Conegliano, obiettivi della partita?
Giocare bene, divertirsi, esprimere un buon gioco. Magari portando a casa anche qualche punto.

Si avvicinano i play off scudetto ed il quarto posto ormai è vostro. Gli obiettivi di questa fase e chi non vorreste affrontare?
Per quanto riguarda le squadre che non vorremmo affrontare, non c’è nessuno. Per me una squadra vale l’altra, cioè prima o poi se vuoi arrivare in alto e vincere devi giocare contro tutte. Quindi quella è una delle cose che mi preoccupa meno.

Quali sono gli “ingredienti” per creare una squadra vincente?
Coraggio, attenzione, grinta, determinazione, un po’ di talento, esperienza, personalità e un pizzico di fortuna.

Di solito gli sportivi hanno dei riti scaramantici, tu ne hai qualcuno? 
Si, dipende dai giorni… può essere che un giorno voglia camminare prima di una gara, che per quella partita devo mettere lo stesso top della partita precedente oppure un manicotto prima dell’altro, che il volume della musica deve essere sempre dispari. Ecco ne ho tanti, magari alcuni li abbandono e poi li vado a riprendere dopo diversi mesi.

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Ora parliamo un pò della squadra, Bergamo ha in rosa giocatrici di grande esperienza.. com’è giocare ed allenarsi con loro? 
Dico la verità, alcune di loro le guardavo in televisione e da una parte è emozionante condividere questa esperienza con loro. Come tutte le bambine speravo di andare a giocare con loro un giorno e ripeto è davvero emozionante. Sono orgogliosa di questo perché comunque loro hanno fatto la storia di Bergamo, della pallavolo ed é qualcosa che non ti aspetti. Giocare con loro ti insegna molte cose, ti lasciano il segno e c’è sempre un consiglio da cui prendere spunto.

Bergamo è una piazza molto importante, cosa significa giocare per questa società e per i tifosi?
Che sia importante si sa, è molto particolare. Giocare per questa società è il sogno di chiunque. I tifosi qui a Bergamo sono esigenti ma comprensivi: puoi vincere o perdere ma per loro devi farlo con il cuore, perché se non giochi con il cuore e non mostri l’attaccamento alla maglia non sei una giocatrice da Bergamo. È una città che pretende in questo senso ed è giusto che lo faccia e questa cosa mi piace molto perché forse è una grande famiglia e questa spinta da parte loro ti dà quello sprint in più quando giochi.

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Con il tecnico Lavarini lavori ormai da quattro anni, che rapporto c’è  ?
È un rapporto particolare, lo conosco da un pó di anni. Oltre che il solito rapporto atleta-coach, si è creato anche un rispetto, una sorta di “amicizia” particolare perché è basato sulla sopportazione che deve avere nei miei confronti, perché ho un carattere molto particolare.

Capitolo Nazionale, quest’estate hai esordito alle Olimpiadi di Rio, com’è andata?
Bhè da una parte bene, cioè all’inizio era tutto fantastico, ci siamo qualificate ed era tutto nella norma. Poi è arrivata la batosta e c’è stato un calo: alle Olimpiadi c’è sempre qualcuno che non ritorna soddisfatto. Se devo dire che sono tornata a casa con il sorriso direi una bugia: è stato difficile anche perché è il sogno di una vita, posso dire bello ma non bellissimo. In ogni caso non sarei mai riuscita ad affrontare questa avventura senza persone migliori, eravamo un gruppo fantastico.

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Ci saranno altre occasioni…
Eh, in tanti lo avete detto, però chi lo può dire… Sono comunque quattro anni e non sono pochi, magari arriva una giocatrice che mette giù il 70% dei palloni ed è logico che bisogna fare delle scelte.

Il mondo della pallavolo non è seguito abbastanza dai media, cosa potrebbero fare per cambiare?
I Media potrebbero fare molto di più, alla fine è vero che dove vengono utilizzati più soldi c’è poi visibilità è fondamentalmente nella pallavolo ne girano pochi. Ad esempio spesso la domenica giro i canali e mi ritrovo sempre la motogp, ma perché non far vedere altri sport come la pallavolo? Non so forse hanno deciso che qua da noi è uno sport minore, mentre da altre parti è considerato uno sport maggiore.

Nel tuo futuro ti vedi a Bergamo o in qualche altra squadra, magari all’estero?
È una domanda difficile, mi vedo a Bergamo per molti anni, sono ancora troppo giovane per dirti che sono pronta per andare all’estero  e non voglio fare il passo più lungo della gamba. Bisogna vedere quanto io posso ancora dare a Bergamo e quanto Bergamo può dare a me, per il momento mi va bene così.

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