Mondiali Volley 2018, da Roma a Torino ecco le tappe

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Mondiali Volley 2018

Partiranno nel 2018 le fasi finali dei campionati del mondo maschile di pallavolo organizzati dall’Italia questa volta insieme ad un’altra federazione quella della Bulgaria. Questa edizione è la terza che si svolge in Italia dopo quelle del ‘78 e del 2010, due momenti molto importanti della storia della pallavolo italiana. Il comitato organizzatore è presieduto da Carlo Salvatori che ha già svolto lo stesso ruolo per il mondiale maschile del 2010 è quello femminile del 2014 accanto a lui ci saranno altre personalità del mondo dell’Industria della politica e dello sport: Gilberto Benetton, il presidente della Fipav, Pietro Bruno Cattaneo, Gaetano Guerci, Gianni Letta, Carlo Magri, Alessandro Pasquarelli e Marco Staderini.

Mondiali Volley 2018, la presentazione

Presenti all’evento anche il ministro dello Sport, Luca Lotti, il presidente della Federazione internazionale della pallavolo, Ary S. Garca F° è quello della Federazione della pallavolo bulgara, Dancho Lazarov, hanno portato i loro saluti istituzionali. In Italia sono sei le città che nelle tre fasi ospiteranno le partite del campionato mondiale: Roma, Firenze, Bari, Bologna, Milano, ma soprattutto Torino che ospiterà l’intera fase finale. Mentre i Bulgaria I match si svolgeranno a Varna, Ruse e Sofia.

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La formula del Torneo

Questa la formula del torneo che si svolgerà dal 9 al 30 settembre Ci saranno 24 squadre saranno verranno suddivise in 4 gironi da 6 squadre l’uno due si giocheranno in Bulgaria e due in Italia e saranno giocati con il round Robin (60 match complessivi) . Al termine della prima fase la quinta e la sesta classificata di ogni girone saranno eliminate. Le prime quattro accederanno alla seconda fase, conservando i punti conquistati in tutti gli incontri disputati.

Le sedici squadre rimaste in gara verranno raggruppati in quattro nuovi raggruppamenti stavolta da quattro (e di nuovo due si giocheranno in Bulgaria e due in Italia sempre con il round robin, con 24 match complessivi). Alla conclusione degli incontri verranno stilate delle classifiche, che terranno conto dei punti conquistati nella prima e nella seconda fase. Le quattro vincitrici di ogni girone accederanno alla terza fase, insieme alla migliore seconda dei raggruppamenti bulgari e alla seconda di quelli italiani. Le sei squadre rimaste verranno suddivise in altri due raggruppamenti da tre (a Torino, si sfideranno con il round robin, giocando in tutto sei partite) e le prime due di ognuno accederanno alle semifinali, che come la finale, si svolgeranno sempre a Torino.

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I commenti dei protagonisti e la polemica di Malagò

Chiara Appendino, sindaco del capoluogo piemontese ha detto intervenendo che “La città è orgogliosa di ospitare la parte finale di un evento così importante, la città ha una grande esperienza nell’organizzazione di eventi e vivrà questa esperienza con grande entusiasmo”.

“Un mondiale itinerante è in linea con quella che è la filosofia di questo sport che ha sempre voluto promuovere la pallavolo. Il fatto che ci saranno Roma, Firenze, la Puglia con Bari, l’Emilia con Bologna, e Milano e Torino per la finale, è importante anche culturalmente”. Sono le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò alla presentazione del Mondiale di pallavolo maschile Italia-Bulgaria 2018. “Non è una consolazione ospitare questo mondiale in Italia perché non cambiano le considerazioni fatte su Roma 2024, però nello sport dobbiamo guardare avanti e organizzare altre manifestazioni sportive. Come Coni abbiamo tutti gli anni nelle singole discipline manifestazioni che sono leader come la Ryder Cup e i Mondiali di sci a Cortina. L’Italia da sempre ha una storia di eccellente organizzazioni di manifestazioni sportive”, ha aggiunto Malagò. “La parte che riguarda il mattone non riguarda questi tavoli, se ci hanno dato il Mondiale è perché sanno che siamo sempre stati all’altezza delle aspettative”. Il numero uno del Coni poi però ha aggiunto: “C’è una cosa da sapere, Torino è di fatto deputata quasi in automatico ad ospitare il 99 percento delle manifestazioni mondiali delle discipline olimpiche nei prossimi anni, perché nessuna città in Italia ha gli impianti indoor che ha Torino, che invece ci sono in tutte le altre parti del mondo, e Torino li ha perché ci sono state le Olimpiadi e non aggiungo altro…”.

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