Tiffany torna in Brasile: la pallavolista trans in forza al Palmi torna in patria

"Sono tornata in Brasile per essere più vicina alla famiglia e anche perché ho ricevuto una buona proposta professionistica. Altrimenti avrei potuto continuare in Italia. Ho ricevuto un’offerta per rinnovare contratto a Palmi, proposte per tornare in Belgio (dove aveva giocato come uomo, ndr) e di altre società italiane, il mio procuratore non mi ha detto quali. Può scrivere che Tifanny è stata trattata in Italia con molto amore. Ho avuto un ottimo allenatore come Pasqualino Giangrossi, un ottimo rapporto con le compagne. Chi ha parlato male di me sono state una o due persone. Conta solo la regola del Comitato Olimpico Internazionale, della Federvolley Internazionale. Se si rispettano le regole non ci sono storie. Conservo il tasso del 2% di testosterone (il massimo permesso è del 10%, ndr.). Cerco di regolarmi l’estrogeno per non entrare in menopausa, mi faccio visitare spesso dalla mia dottoressa. Ci sono giocatori e giocatrici bravi e meno bravi. Non è perché uno è più alto, ad esempio, che giocherà meglio”. (Intervista riportata dal sito gazzetta.it).
Nessun coro e nessun insulto per la pallavolista, accusata però, a volte, di essere troppo forte rispetto alle altre ragazze e di poter sfalsare il campionato:
“Non parlo italiano, ci capisco qualcosa, ma quando parlavano in dialetto non intendevo nulla. Mi ricordo solo di un episodio dopo una vittoria per 3-0 della nostra squadra in trasferta. Non so bene il posto, mi pare fosse vicino Napoli. Dopo la partita i tifosi si erano rivolti al mio allenatore dicendo che ero troppo forte. Ma non hanno parlato con me. C’erano delle bugie in giro tipo che ero alta due metri: sono 192 centimetri. Avevano pure detto che avevo rotto la mano di una compagna in allenamento. Io non c’ero nemmeno in quell’allenamento. Lei stava facendo muro”.