Samsung Galaxy Cup con meno straniere. Marchioni, dg di Novara: “Se passa, niente Coppe”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

NANJING, CHINA - AUGUST 06: #5 Ofelia Malinov, #6 Moncia De Gennaro, #7 Raphaela Folie, #9 Caterina Bosetti and team mates of Italy celebrate a point during the final match between Brazil and Italy during 2017 Nanjing FIVB World Grand Prix Finals on August 6, 2017 in Nanjing, China. (Photo by Zhong Zhi/Getty Images)Enrico Marchioni, general manager dell’Igor Gorgonzola tuona contro la decisione della lega pallavolo Italia per la Samsung Galaxy Cup che riguarderebbe l’utilizzo di tre straniere in luogo delle attuali quattro per favorire l’inserimento di atlete italiane che secondo la Federazione sarebbero in questo modo in grado di essere più preparate per le competizioni internazionali con la maglia azzurra. Un regalo al CT delle azzurre Mazzanti insomma, che però vede le due superpotenze del campionato, Conegliano e Novara, a guidare il club delle società deluse, spiegando come il cammino nelle coppe europee delle varie società sia messo in forte dubbio con una decisione del genere, che se ratificata creerebbe non pochi guai ai vari club. Si tratterebbe di un passo indietro per un campionato che ha il suo lustro proprio per le tante atlete straniere che vengono da ogni parte del mondo per indossare una maglia italiana e giocare nella serie A1. La Samsung Galaxy Cup è infatti molto ambita e da qualche anno attira sponsor sempre più consistenti e buoni contratti Tv grazie alla presenza di stelle internazionali, campionesse mondiali e olimpiche che scelgono la Penisola come destinazione, tutto questo potrebbe subire un intoppo con la decisione della lega che però andrebbe incontro alle esigenze dei coach azzurri che hanno evidenziato come in Italia non ci siano pallavoliste, in alcuni ruoli, che possano garantire le prestazioni delle atlete internazionali e per questa ragione la nazionale subisce spesso umiliazioni nelle competizioni mondiali, europee e alle olimpiadi, come è purtroppo accaduto negli ultimi anni. Senza dubbio l’Italia del volley può contare su validissime atlete giovani cresciute grazie al progetto Club Italia, come Egonu, Malinov, Orro, che giocano oggi in serie A in società blasonate, ma peccano senza dubbio di esperienza internazionale, cosa che si è potuta vedere a Rio e soprattutto in Azerbaijan dove ci si aspettava molto di più da Orro e compagne, e proprio la giovanissima palleggiatrice sarda è apparsa sottotono e forse un po’ troppo impaurita dalla folta platea di una competizione così importante. La Federazione vuole in questo modo favorire l’inserimento più repentino delle atlete azzurre nelle società di primo rango della seria A1 che partecipano alle coppe europee, anche se questo però trova, inesorabilmente l’opposizione delle società di vertice che si basano ormai fortemente sulle atlete delle altre nazioni che spesso ricoprono anche il ruolo di capitano. Il coach della Turchia Guidetti, prossimo avversario delle azzurre ai mondiali in Giappone di quest’anno, evidenzio infatti il problema della crescita di alcune pallavoliste italiane, che sono state catapultate dalla piccola realtà di Club Italia al grande palcoscenico degli europei senza aver disputato coppe internazionali con i loro club, spiegando con questo la caduta delle azzurre contro l’Olanda, nazione che ha dato nel volley sempre filo da torcere all’Italia. Certamente in questi mondiali si potrà contare su pallavoliste con molta più esperienza, ma il cammino è ancora lungo e sinceramente l’aver retrocesso Club Italia in A2 non aiuterà la nazionale ad allevare giovani campionesse come è successo negli scorsi anni. Forse la chiave delle svolta è proprio nella valorizzazione di Club Italia….

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