Matteo Piano e il rinvio dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020

Pubblicato il autore: Raffaele Mileo Segui

“L’Olimpiade è un sogno, ma ora il sogno è sconfiggere il virus”. Il capitano dell’Allianz Powervolley Milano sul rinvio di Tokyo 2020 e sul momento attuale dettato dal COVID-19.

Prima la sospensione del campionato a livello nazionale, seguita dalla scelta di molti altri sport, oltre che nazioni, di fermarsi per mettere al primo posto la salute. Ora la notizia ufficiale del rinvio dei Giochi Olimpici Tokyo 2020 al 2021, perché a salire sul gradino più alto del podio, è la tutela della salute di tutti con l’obiettivo comune di sconfiggere il coronavirrus.
A parlarci della situazione ed in particolare del rinvio dei Giochi è Matteo Piano capitano della Allianz Powervolley Milano con un pensiero affidato al proprio profilo instagram:”L’Olimpiade è l’evento che più di qualsiasi altro riunisce il mondo intero, è la manifestazione simbolo di tutti i continenti, che li raggruppa che ci avvicina. L’Olimpiade appartiene a tutti, sportivi e non. L’Olimpiade si sogna, e ci si prepara a questo sogno giorno per giorno. L’Olimpiade è l’esplosione dello Sport ed in quanto tale è simbolica, lo sport deve battersi per farsi simbolo e veicolo sano di messaggi. Per questo credo per il mondo, per quello che stiamo vivendo in tutti i paesi, sia doveroso spostare il sogno, posticiparlo perché ora il sogno più grande che dobbiamo condividere  con ancora più forza è quello che questa situazione dettata da questa pandemia finisca. Questo è il nostro più grande sogno da tenerci nei cuori da sportivi e soprattutto da umani. L’Olimpiade nella sua sacralità può essere posticipata, il diritto alla salute ed alla Vita quello no. Per quello bisogna agire e combattere, schiacciare, tirare, colpire affinchè venga sempre prima di qualsiasi altra cosa. Tokyo 2021,Banzai”
Parole chiare che esprimono il pensiero profondo di uno sportivo che, prima di essere tale, è soprattutto uomo. “Ora non è un periodo ottimale per me – racconta sul sito metropolitanmagazine.it- poiché questo periodo di quarantena ha interrotto anche il mio lineare percorso di ripresa in palestra. So che la priorità adesso è la salute della collettività e quindi, essendoci a Milano una situazione delicatissima da ormai un mese, ora devo stare a casa, tenere allenato il fisico ed il ginocchio, per quanto possibile, ma la cosa più importante è prepararmi per essere al cento per cento con le energie e la mente per quando potrò tornare in palestra ad allenarmi”. Matteo sa che il momento attuale offre la possibilità di riflettere e ricordare e pertanto va con la mente all’inizio della stagione che non lo ha visto protagonista in campo a causa dell’infortunio: “Sicuramente è stato difficile, due partite a settimana viste e vissute da fuori sono state troppe per me, per così tanto tempo. Non mi sono abituato a questo. Spesso arrivavo alla domenica senza la gioia e lo sfogo bello e potente che ti dà il gioco. Le emozioni e la partecipazione, però, ci sono sempre state: le ho vissute tutti i giorni dell’anno grazie alla mia squadra con cui ho condiviso i minuti all’interno del palazzetto e anche tanto tempo fuori. I compagni m hanno sempre cercato, coinvolto e chiesto qualsiasi cosa ci fosse da fare o di cui avessero bisogno. Mi hanno fatto sentire vivo e presente dagli inizi ad ora”. Una squadra che spera di potersi rivedere presto per tornare alla quotidianità ed all’ordinarietà, ma anche una squadra che in questa stagione ha affrontato numerose sfide: “Siamo stati una grandissima squadra. Abbiamo affrontato un ano colme di difficoltà capitate tutte assieme. E’ vero che con gli imprevisti bisogna saperci lavorare, ma obiettivamente, a noi a Milano, ne sono capitati tanti e tutti assieme, ed è qualcosa che non capita e a cui si fa anche fatica a prepararsi”.
Ora però l’obiettivo è comune per tutti, una partita da giocare tutti insieme per stoppare il COVID-19 e tornare a riabbracciarci.

  •   
  •  
  •  
  •