Volley, Porto Robur Costa e la clausola covid

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Il Porto Robur Costa, club di Volley maschile italiano militante in Superlega, ha deciso di inserire all’interno dei contratti dei propri tesserati la “clausola Covid“, che altro non è che un taglio del 20% dello stipendio. I contratti dovranno essere risiglati dagli atleti confermati, in quanto il Porto Robur Costa ha deciso di trasferire il titolo sportivo e tutti gli asset con simbolo positivo ad un’altra società. Infatti è nata una nuova azienda chiamata Porto Robur Costa 2030, con un nuovo assetto societario e un bilancio immacolato.

La società di Volley con sede a Ravenna, quindi, ora chiede ai propri tesserati di rifirmare il contratto con all’interno la nuova clausola che prevede il taglio degli stipendi, in modo da andare a sopperire le perdite dettate dai mancati incassi delle partite casalinghe della stagione 2020/21, qualora il Pala De Andrè possa ospitare un numero ristretto di persone per permettere il distanziamento a causa della pandemia che ha colpito il pianeta.

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Chiaramente la “Clausola covid” è stata imposta all’ultimo minuto e questo ha suscitato all’interno dello spogliatoio dei malumori. Questo perché se si fosse stati in fase di contrattazione o ricontrattazione, non ci sarebbe nulla di male nel proporre una clausola che salvi la società, dando la possibilità all’atleta di accettare o meno questa imposizione. La ristipula dei contratti già siglati da tempo, rimessi in discussione solo ora, non lascia ai giocatori molte possibilità di contrattazione essendo il volley mercato delle altre squadre di Superlega praticamente concluso.

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