Pallavolo, il Presidente di Lega maschile prevede un inizio di campionato a porte chiuse.

Pubblicato il autore: Antonio Villani Segui

In questi giorni sta tenendo banco l’argomento riguardante l’eventuale presenza di pubblico per la ripresa dei campionati, compresi quello di volley. La speranza di addetti ai lavori , tifosi, giocatori, è quella di poter tornare quanto prima possibile ad una situazione di normalità, soprattutto considerando il fatto che uno sport come la pallavolo fa della presenza del pubblico uno degli elementi costitutivi dello spettacolo sportivo. C’e’ però da fare i conti con una situazione ancora delicata all’interno della quale è vero che si vuole ripartire cercando di convivere con il problema ma nello stesso tempo non c’e’ alcuna voglia di fare passi falsi. In questo senso la ripresa delle scuole sembra possa essere un importante spartiacque.

Pallavolo, Righi: “Porte aperte in campionato? Per ora non vedo spiragli”

Queste le parole del Presidente della Lega Volley maschile Massimo Righi intervenuto alla trasmissione di Trc “Barba e Capelli”: “Per quanto riguarda la Supercoppa e i match preliminari di Coppa Italia siamo sicuri di avere una percentuale di pubblico nei nostri palazzetti, laddove le società abbiano fatto richiesta di deroga. E’ così per Modena e Trento, Perugia dovrebbe aver fatto richiesta oggi (ieri ndr). Anche per la finale all’Arena di Verona per ora le disposizioni parlano di 3800 posti, anche se può essere che la Regione Veneto riveda il numero al ribasso, vista la curva dei contagi”.

Per quanto riguarda il campionato prosegue così : “Per ora non vedo spiragli, i decreti sono chiari : la deroga si può chiedere per singoli eventi, non per un campionato. Quindi a oggi il 27 sappiamo di dover giocare a porte chiuse, temo sarà così per le prime giornate. Poi speriamo di tornare a una pseudo-normalità. C’e’ grande immobilismo sullo sport, perché si aspetta di valutare cosa succederà dopo la riapertura delle scuole. Però sono aperti ristoranti, cinema, teatri, perché noi no? Auspico che come fatto in altri ambiti e in precedenza, si lasci libero arbitrio alle regioni: ci sono situazioni diverse da territorio a territorio che auspicherebbero decisioni diverse”. 

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