Pallavolo, i presidenti di Conegliano lanciano l'allarme se non aumenta la capienza consentita

C'è preoccupazione a poco ormai dall'inizio del campionato di pallavolo per il fatto che al momento la legge preveda per gli sport indoor la presenza di pubblico al 35% di capienza degli impianti. Molti addetti ai lavori, presidenti dei club e di Lega hanno lanciato l'allarme per una situazione che rischia di colpire duramente dal punto di vista economico i club già provati dal fatto di esser stati costretti a giocare a porte chiuse per un periodo lungo. E' stata espressa la preoccupazione anche dalla dirigenza di Conegliano,  campione d'Italia, una delle squadre capaci di riempire puntualmente il Palaverde . Naturalmente uno dei contraccolpi è la decisione di molti sponsor , avendo meno visibiltà all'interno dei palazzetti, di ridurre il proprio contributo.

L'ALLARME DEI PRESIDENTI DI CONEGLIANO

Questo il contenuto delle dichiarazioni dei presidenti di Imoco Volley Piero Garbellotto e Pietro Maschio raccolte sul sito del club : «La capienza al 35% non è sostenibile per le società di vertice, si rischia seriamente di andare in estrema difficoltà e di chiudere i battenti. Chiediamo almeno il 50%, diversamente non si va avanti. Una capienza così ridotta non consente alle società di coprire nemmeno i costi vivi dell’apertura dei palazzetti. Dopo due stagioni di estrema difficoltà superata con grandi perdite – continuano i presidenti del club di Conegliano – sta diventando insostenibile continuare a gestire le società sportive, che oltre a dare lustro alla Serie A1 e allo sport di vertice fanno un grandissimo lavoro nel sociale investendo nei giovani e dando loro le opportunità e le esperienze che solo lo sport sa offrire. Se le società maggiori, che rappresentano un modello per tante ragazzine che sognano un giorno di poter vestire le maglie più prestigiose e che per forza organizzativa investono di più nei settori giovanili vanno in sofferenza o addirittura saranno costrette a chiudere , le ripercussioni sui settori giovanili e sullo sport di base potrebbero essere devastanti . L'impegno della popolazione italiana nel fare il vaccino in alta percentuale e nell'utilizzo del Green Pass , è proprio mirato al poter tornare progressivamente alla normalità , per questo ci auspichiamo che le istituzioni, come abbiamo visto avviene in tanti altri Paesi, raccolgano le istanze dello sport per poter riaprire le porte a un numero congruo di spettatori in stadi e palazzetti, il 50% è per noi la base minima da cui ripartire».