Luigi Mastrangelo a SuperNews: “Nella VNL le ragazze sono state una conferma. Il successo delle giovanili? Merito anche di De Giorgi”

Pubblicato il autore: Antonio Villani

SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Luigi Mastrangelo, campione della pallavolo che nel proprio palmares personale può contare tre medaglie olimpiche, fra le quali lo splendido argento di Atene nel 2004, oltre che tantissimi trofei a livello di club . Gli abbiamo chiesto di commentare il poker di vittorie raggiunto dalle Nazionali azzurre domenica scorsa e di raccontarci le emozioni del passato.

Luigi, partirei chiedendoti un commento sulla bellissima vittoria nella VNL da parte della Nazionale femminile. Come giudichi la splendida reazione che hanno avuto le ragazze dopo la delusione di Tokyo?
Per quanto riguarda le ragazze sono state una conferma, perché la squadra era ben rodata con giocatrici già presenti negli scorsi anni, con l’inserimento di qualche giovane si sono dimostrate un bel gruppo. Parlando di Olimpiadi c’è stata troppa attesa intorno al gruppo delle ragazze: erano tra le favorite, ma la vittoria dell’oro non era scontata. Chiaro, poi, che in una squadra che punta tantissimo sul talento di Paola Egonu si sia sofferto del suo leggero calo che, visto il livello della competizione e la giovane età, ci può stare. Più che una delusione, penso che tutti si aspettassero forse un po’ troppo. Dopo hanno avuto una bellissima reazione vincendo l’Europeo dominando e poi hanno continuato a fare bene conquistando la VNL.

La vittoria della VNL è stata accompagnata da tanti premi individuali delle nostre giocatrici. Una conseguenza della vittoria di squadra?
La pallavolo è uno sport di squadra, quindi è logico che i premi individuali siano tanti tra le giocatrici che hanno vinto il trofeo. Le volte che vincevo premi individuali, nel mio caso per esempio per i muri, c’era anche chi vinceva il titolo come miglior libero, migliore difesa, miglior palleggiatore. Quando una squadra gira bene tutti si esaltano, quindi è chiaro che oltre a Paola Egonu anche altre giocatrici siano emerse.

Anche per quanto riguarda le Nazionali Juniores abbiamo fatto bottino pieno, vincendo nel femminile l’Europeo under 21 e nel maschile quello under 18 e under 22. Cosa ne pensi?
Credo che l’arrivo di Fefè De Giorgi, ct della Nazionale maggiore, sia stato molto importante per questi risultati: ha portato un sistema di gioco che non solo si sviluppa nella sua Nazionale, ma anche in quelle più giovani. Il suo arrivo è stato fondamentale. In prospettiva futura c’è un grandissimo potenziale. Quando cominci a vincere da giovane c’è un’ottima base su cui costruire.

Ora tocca al maschile con le Finals della VNL: previsioni?
E’ una bella rosa, un mix di veterani e giovani , ci possiamo togliere delle soddisfazioni. Nella prima parte della competizione De Giorgi  ha fatto girare diversi giocatori, chiaro che quando ci si giocherà una medaglia sceglierà il sestetto migliore, come sempre è stato.

La tua è stata una generazione presa da esempio, perché avete vinto tantissimo. Vedi cambiata la pallavolo?
Ora è diventato uno sport più fisico, prima si dedicava più tempo alla tecnica, si insegnavano di più i fondamentali. Guardando al mio ruolo, quello del centrale, oggi si è un po’ screditato. Ai miei tempi anche noi dovevamo fare tutto, ora un centrale non è mai chiamato a palleggiare, per esempio, e questa è una cosa che non mi piace tanto. Il  centrale ora è meno coinvolto,  fa anche meno attacchi. Se non si è molto forti al servizio o a muro, i tabellini finali contano davvero pochi punti. Se si avvicinano a 10 punti è già tanto. E questo è un peccato.

Hai vinto tantissimo a livello di club e Nazionale. Qual è il tuo ricordo più bello?
A livello di Nazionale, anche se arrivata al termine di una sconfitta col Brasile, la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene. Un altro bellissimo ricordo è l’Europeo vinto a Roma in finale contro la Russia. Per quanto riguarda i club ci sono tanti straordinari momenti, come lo scudetto vinto a Cuneo, l’unico nella storia del club, che rimane nel cuore.

Da poco ricopri il ruolo di responsabile del Dipartimento Sport del partito della Lega. Ci parli di questa nuova esperienza?
Io ho sempre vissuto di sport, mi sono sempre occupato di sport, è l’unica cosa che so fare. Secondo me, politica e sport devono rimanere su binari distinti, ma io sono contento di dare una mano con la mia esperienza . La politica ha bisogno di ex atleti e di persone che hanno vissuto e che vivono di questo. Tante volte lo sport viene influenzato dalla politica: se a prendere le decisioni sono persone che lo conoscono, è sicuramente la cosa migliore. Inviterei tanti ex atleti a dare una mano in questo senso. Lo sport non deve avere colori politici, l’importante è che si facciano cose importanti nel suo interesse.

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