A Bari mai visti 4 tennisti così: McEnroe, Muster, Forget e Leconte per La Grande Sfida

Pubblicato il autore: vito contento Segui

LA GRANDE SFIDA A BARI

A Bari mai visti 4 tennisti così: seppure ormai ex Atp, con qualche capello bianco (o senza) e con qualche chiletto in più, il fascino di ammirare ancora i colpi di John McEnroe, Henri Leconte, Thomas Muster e Guy Forget, resta intatto. Sono loro gli attori de “La Grande Sfida”. L’edizione 2016 farà tappa il 19 e 20 novembre al PalaFlorio, il palazzetto dello sport del capoluogo pugliese nel quartiere Japigia. Un’esibizione imperdibile per gli appassionati della racchetta, un evento al momento mai organizzato in Puglia e portato a queste latitudini da MCA Events, Switch-On comunicazione & media e Manio Marrone Sport Eventi. I biglietti non sono ancora in vendita, ma non appena i “botteghini” telematici saranno aperti c’è da scommettere che ci sarà la corsa per accaparrarsi uno dei quasi cinquemila posti, massima capienza dell’impianto sportivo barese e che in pochi giorni andranno polverizzati.
Bari segue le edizioni già disputatesi nei quattro anni precedenti a Milano, Genova, Verona e Modena. “La Grande Sfida” fa parte dell’ATP Champion Tour, circuito del senior tour riservato solo all’esclusivo “circolo dei campioni”: vi rientra solo chi è stato al vertice della classifica mondiale, ha disputato almeno una finale di un torneo del Grande Slam o ha vinto la Coppa Davis. Insomma, l’èlite del tennis. Quella barese sarà l’ultima delle sei tappe in programma, prima del Masters che si giocherà nella fantastica cornice della Royal Albert Hall di Londra. Dunque a Bari i quattro campionissimi si contenderanno punti importanti e forse decisivi per qualificarsi alle finali.

ICONE MONDIALI  McEnroe, Leconte, Muster e Forget sono icone del tennis mondiale, grandi protagonisti del circuito professionistico negli anni Ottanta e Novanta. E una particolarità, non indifferente, li lega: sono tutti mancini. McEnroe e Leconte hanno fatto dell’estro, dei tocchi di classe il loro marchio di fabbrica. Più muscolare e da regolarista il gioco di Muster, completo quello di Forget, abile sia da fondo che sotto rete e su tutte le superfici. Ma ecco una breve scheda dei quattro.

MCENROE: nato a Wiesbaden in Germania il 16 febbraio 1959 ma di nazionalità statunitense. E’ stato numero 1 del mondo per quattro anni di seguito dal 1981 all’84 e definito da molti il miglior doppista di sempre. Ha conquistato 7 titoli del Grande Slam in singolare (Wimbledon e US Open), 9 in doppio, e 1 in doppio misto. Famoso per il suo carattere irascibile, memorabili le sue sfide con Borg, Connors e Lendl (attuale allenatore di Murray fresco vincitore sull’erba inglese di Wimbledon).

MUSTER: austriaco nato a Leibriz il 2 ottobre 1967, mancino di grande solidità e corsa, ha guidato la classifica ATP nel 1996, dopo aver conquistato il Roland Garros nell’anno precedente e aver vinto 12 delle 14 finali giocate sulla terra battuta. Nel marzo 1989 arrivò in finale a Miami contro Lendl ma la sera della partita, mentre prendeva la sua attrezzatura dalla macchina, un guidatore ubriaco lo investì. Il suo ginocchio fu seriamente compromesso e secondo alcuni medici non avrebbe più potuto giocare a tennis a livelli agonistici ma lui, in cinque mesi e mezzo, tornò in campo.

FORGET: nato a Casablanca (Marocco) il 4 gennaio 1965 ma di nazionalità francese. Ha alzato al cielo per due volte la Davis, nel 1991 proprio insieme a Leconte e nel 1996 con la squadra di cui è stato capitano non giocatore dopo il ritiro dall’attività agonistica. Nel Grande Slam per due volte finalista nel doppio al Roland Garros, nel 1987 con Noah e nel 1996 con Hlasek.

LECONTE: nato in Francia, a Lillers, il 4 luglio 1963. Un grandissimo talento capace di alternare colpi vellutati a colpi di grande velocità, è stato n. 5 della classifica ATP. Con Noah, ha formato uno dei doppi più spettacolari di sempre e vinse il Roland Garros nel 1984, non ripetendosi l’anno seguente agli Us Open, quando perse in finale. In singolare ha raggiunto la finale di Parigi nel 1988 (battuto da Wilander).

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