Tennsi, Zverev e non solo: quali Next Gen aspettarsi nel 2018

Pubblicato il autore: Giacomo Corsetti Segui


Il 2017 è stato sicuramente l’anno del ritorno a grandi livelli di Federer e Nadal, i quali si sono spartiti due Slam a testa – Wimbledon e Australian Open lo svizzero, Roland Garros e Us Open il maiorchino – e le prime due posizioni mondiali (Rafa come leader). Ma in questa sorta di restaurazione tennistica – favorita anche dalle annate deludenti dei vari Murray e Djokovic – potrebbe annidarsi anche il primo sintomo di una sorta di rivoluzione. Se infatti andiamo a vedere più in profondità, all’interno di questa dominante alternanza elvetico-spagnola noteremo anche un Dimitrov finalmente a livelli eccelsi (Finals e 1000 di Cincinnati per lui) ma sopratutto il classe 1997 Alexander Zverev, che con i trionfi nei 1000 di Roma e Montreal si è guadagnato la terza posizione mondiale – finita poi al fotofinish a Dimitrov – e ulteriori credenziali per essere etichettato come il prossimo dominatore del circuito.

Ma oltre ai due sopracitati il 2017 ci ha mostrati tanti altri talenti che sono in rampa di lancio che nel 2018 potrebbero contribuire a sovvertire prima del tempo le gerarchie che in oltre un quindicennio si sono cristallizzate nel panorama dell’ATP. La domanda sorge spontanea: cosa possiamo aspettarci realmente dai Next Gen per il 2018? Le prime Next Gen Finals giocate a Milano qualche indicazioni ce le ha già date e senza voler scomodare il già citato Zverev – ormai una certezza più che una promessa – andiamo a scoprire i protagonisti più attesi al salto di qualità nella prossima stagione.

Atp Next Gen, Nick Kyrgios

Ormai è qualcosa di più di un Next Gen. Per esperienza e per età, avendo quasi 23 anni. Eppure quando si parla di nuove generazioni il primo nome che ci viene in mente è quello di Nick Kyrgios. Sarà per quella dote da showman “ribelle”, sarà per quel talento e quella follia tennistica ancora alla ricerca di un equilibrio che possa condurlo verso obiettivi a lui più degni di un 500 a Tokyo (torneo più prestigioso conquistato in carriera nel 2016). Capace di picchi pauroso (semifinale Miami contro Federer) e sceneggiate infantili quanto uniche nel loro genere (contro Johnson a Shanghai), l’australiano n. 21 del mondo è chiamato a dare un’impronta decisiva a una carriera che fino a questo momento non ha ottenuto ciò che la sua classe innata meriterebbe. Il clima entusiasmante dell’Australian Open potrebbe lanciarlo. La sensazione comune che è decida Kyrgios se e quando esplodere definitivamente.

Atp Next Gen, Denis Shapovalov

La vittoria su Nadal a Montreal e una scalata che l’ha portato al n. 51 del mondo (il più giovane top 100 al momento in classifica). Il tutto corredato da un’eleganza innata e da una classe straripante, degna dei grandi che hanno segnato questo sport. Mancino con rovescio a una mano, Denis Shapovalov per molti è una sorta di fusione tra il tocco di Federer e la capacità d’esaltarsi di Nadal. Un mix che non è passato inosservato agli addetti ai lavori più attenti che già lo avevano adocchiato dopo il trionfo a Wimbledon Juniores nel 2016. Nonostante la giovanissima età, il canadese classe 1999 ha già messo in mostra una maturità tennistica non comune, che potrebbe portarlo in tempi brevi verso i piani alti della classifica. Qualcuno sarebbe pronto a scommettere che il futuro dominatore sarà lui e non Zverev. Un azzardo che pare meno assurdo di quanto si pensi.

Atp Next Gen, Andrey Rublev

Rovescio e diritto in spinta perpetua e carattere da vendere. Sono queste le peculiari del russo Rublev, vincitore nel 2017 del primo titolo nel circuito maggiore – Atp 250 di Umago – e capace di conquistare i suoi primi quarti di finale Slam agli ultimi Us Open (sconfitto da Nadal in tre set). Era dai tempi di Marat Safin e Nikolay Davydenko che la Russia non si trovava tra le mani un talento di questo calibro su cui scommettere. Le turbolenze caratteriali dei primissimi passi sembrano dietro l’angolo e così per Rublev è iniziata l’ascesa verso la Top 50 della classifica con la prospettiva certa di raggiungere quote ben diverse nel ranking nell’arco della prossima stagione.

Atp Next Gen, Hyeon Chung

In molti lo ricorderanno in finale di Wimbledon Juniores 2013 quando perse contro Quinzi. Quattro e mezzo anni dopo il coreano è vincitore delle prime Next Gen Finals giocate a Milano, è n. 58 del mondo (con un picco massimo di n. 44) ed è uno degli astri nascenti del tennis asiatico. Mentre di Gianluigi Quinzi si hanno notizie dalla posizione n. 200 in su. Sulla scia tracciata dal giapponese Nishikori, Chung ha iniziato un cammino che l’ha portato silenziosamente alla ribalta, lontano da quei riflettori che invece hanno illuminato gli Zverev, i Kyrgios o gli Shapovalov. Meno dotato tecnicamente dei tre sopracitata, il sudcoreano fa della solidità e della tattica le proprie armi migliori, le quali vengono affidate da una diritto illeggibile fino all’ultimo istante. A referto manca ancora il primo titolo Atp – ha già in bacheca ben 8 titoli Challenger – ma possiamo star certi che è uno slot che il classe 1995 riempirà presto. Sempre che il suo fisico – che in passato gli ha dato più di una noia – decida di sorreggerlo.

Atp Next Gen, Borna Coric

La decisione di farsi seguire da Riccardo Piatti e Ivan Ljubicic dice tutto sulle intenzioni del talento croato per il 2018. Arrivato anche lui alla ribalta giovanissimo – a 17 anni sconfisse Nadal a Basilea arrivando a fare semifinale – Borna Coric sembrava essersi impantanato tra la top 40 e la top 50 senza nessuna possibilità di ulteriore ascesa. Invece anche per lui il 2017 potrebbe essere stata un’annata di rilancio grazie al primo titolo Atp a Marrakech e alla prima vittoria su un numero uno. Quella arrivata a Madrid contro Andy Murray con un doppio 6-3. L’anno chiuso al n. 48 del mondo può quindi essere visto positivamente da quello che per molti è l’erede di Djokovic e che come il fenomeno serbo racchiude dentro sé la capacità guerriera e una più che discreta solidità da fondo campo. Un paragone ingombrante che Borna deve tradurre in esaltazione e non come un peso. Se sarà capace di fare questo potrebbe sorprendere tutti. Anche se stesso.

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