Tennis, l'orologio dei 25" obbligatorio nei Masters
Dopo la rivoluzione nella formula della Coppa Davis e le novità nei tornei in doppio, il timer che mette un limite di poco meno di mezzo minuto per servire tra un punto e l'altro, sperimentato con successo agli ultimi US Open, è la novità che cambia le prossimi edizioni dei tornei di tennis ATP Masters
Lo shot clock sarà obbligatorio in tutti i tornei di tennis ATP Masters 1000 a partire dal prossimo anno. Questa l'ultima novità nel regolamento del tennis professionistico, già sperimentata negli ultimi U.S. Open e che si pensa sarà apprezzata dal pubblico, soprattutto televisivo. Ricordiamo che i Masters 1000 sono 9 tornei annuali di tennis maschile, terzi per importanza nel ranking e nel montepremi dopo il Grande Slam (Wimbledon, Roland Garros, Australian Open e US Open) e le ATP Finals.
Lo shot clock (letteralmente "orologio per il tiro) impone al giocatore di servizio di effettuare la battuta tra un punto e l'altro entro 25 secondi. Questo significa stop all'eventuale "melina", gioco più rapido con un taglio dei tempi morti, ma anche meno tempo per i tennisti in campo di "tirare il fiato" (anche in senso letterale) e di pensare a come servire per rendere difficile la vita all'avversario.
Lo shot clock riguarda anche il doppio, formula che gode meno popolarità rispetto al singolo, ma che forse anche pe questo prevede altre novità, come la possibilità di ospitare 32 coppie di giocatori anziché 24, e con tre wild card (che sono inviti alla fase finale del torneo per atleti che non si sono qualificati) anziché due. Questo potrebbe essere un modo per coinvolgere anche i giocatori più famosi nei Masters 1000, competizione oggi di minor richiamo rispetto ai principali tornei internazionali (USA, Australia, Parigi, Wimbledon, Davis).
Lo shot clock per il servizio non è l'unica novità che recentemente ha riguardato il mondo del tennis professionistico, "varate" alla riunione della IFT (federazione internazionale del tennis), ad Orlando lo scorso agosto. Possiamo ricordare per esempio il tiebreak ai 10 punti nel 5° set, che potrebbe essere introdotto agli Australian Open 2019. Oppure la nuova formula della Coppa Davis, voluta dal presidente della IFT David Haggerty per ridare maggiore appeal a una manifestazione storica ultimamente caduta un po' in secondo piano nella considerazione del pubblico e dei top player. La nuova Coppa Davis prevede - già dal 2019 - una fase preliminare di qualificazione a febbraio e una fase finale a novembre in una capitale di grande richiamo (come avviene per esempio nel calcio con la finale di Champions League).

ATP Shangai - Foto Getty Images© per SuperNews
Lo shot clock dei 25" per il servizio è quindi solo l'ultima novità per dare vivacità e interesse ai grandi tornei del tennis, per ora quello maschile. Scelta evidentemente dettata dall'intenzione di velocizzare il gioco e renderlo più avvincente, adattandolo ai gusti del pubblico di oggi, che, come si sa, non ama i tempi morti nello sport. Basti pensare alle polemiche per le interruzioni che il ricorso al VAR comporta nelle partite di calcio... Ma può esserci anche un risvolto molto più pratico e importante: un tennis più avvincente in TV può voler dire che meno spettatori cambiano canale. Con le conseguenze del caso sull'audience per la pubblicità che ormai si sovrappone alle trasmissioni delle gare anziché interromperle.