Tennis: Martina Trevisan, un sogno chiamato Roland Garros

Pubblicato il autore: CristianoDoge Segui

Ieri sera, dopo un percorso meraviglioso, la nostra Martina Trevisan è stata eliminata dal Roland Garros.  Una partita, a dire il vero, con poca storia, probabilmente la stanchezza  e la grande qualità della giovane diciannovenne polacca han fatto la differenza. Ma la sua avventura e la sua vita sono di esempio a tutti.

Chi è Martina Trevisan

Martina è una ragazza ormai matura, di 27 anni, che ha preso la vita di petto e ha dimostrato tutta la sua grinta in un Roland Garros che più che un torneo è stato un modo per regalare a se stessa e a tutti gli appassionati che la seguono il suo messaggio.

E’ sempre stata un prodigio nel tennis, fin da quando era piccola nei campi del circolo di Perignano nel pisano. La sua infanzia e la sua adolescenza sono state costellate di successi e di premi, lei riusciva a costruire arcobaleni di sorrisi e di gioia. Il suo dritto mancino cosi forte e veloce era una sicurezza nel suo gioco.

Ma nell’adolescenza le cose sono cambiate: troppe aspettative da parte di chi la osservava giocare, troppa tensione in casa e la voglia di libertà da quel mondo e da quel corpo muscoloso che la costringeva a nascondere la sua femminilità e il suo essere Martina, dietro a capi larghi e di misura più grande. Quell’arcobaleno piano, piano si stava spegnendo. La sua voglia di libertà adolescenziale e la sua vita le stava scivolando di mano, come un petalo vola via con il vento.

Dopo che i medici diagnosticarono al papà una malattia degenerativa, la mamma dovette preoccuparsi di più di lui e per Martina Trevisan era un’altro motivo di rabbia e nervosismo. Odiava tutto ciò che la ricordava l’atleta che era stata, in primis il suo corpo, ed è’ li che arrivò quella bestia chiamata “anoressia”, racconta la tennista che le bastavano 30 grammi di cereali e un frutto alla sera per rimanere in piedi. Sperava che, sparendo, le persone si sarebbero finalmente accorte di lei e l’avrebbero aiutata e cercata.

Oramai quell’arcobaleno di sorrisi e gioia aveva lasciato lo spazio ad un cielo privo di stelle ma ricoperto di lacrime, che a lei sembrava solcare solo il suo viso di ragazza. L‘apatia impediva ai suoi occhi di illuminare le sue giornate, non si riconosceva più, fu il momento più basso ma “dall’anoressia si può guarire”.

Ecco allora che Martina chiede aiuto e comincia un percorso riabilitativo durissimo: viene rieducata a mangiare, ad accettare il suo corpo, a perdonare chi con lei aveva sbagliato e a riprendere a vivere.

Martina Trevisan torna a vivere

Come una cosa automatica, Martina si ritrova con la racchetta in mano prima per insegnare e poi, come era ovvio, per gareggiare.  Quest’anno aveva già raggiunto il tabellone principale di un grande slam e cioè quello australiano, e ora il bellissimo percorso a Parigi al Roland Garros, conclusosi ai quarti di finale.

Quel brutto cielo fatto di lacrime, ha lasciato di nuovo lo spazio all’arcobaleno di sorrisi e successi, un’arcobaleno che illumina la vita di una ragazza più consapevole che ha fatto pace con se stessa e con gli altri e che oggi regala il suo sorriso felice a tutti e anche a lei.

Perché in un momento triste come questo, un sorriso come il suo è ciò che ci fa capire che oltre il grigio c’è la luce, anzi, c’è l’arcobaleno.

Il percorso di Martina Trevisan al Roland Garros

Martina Trevisan (Ita) – Sachia Vickery (Usa)  2-1 ( 4-6, 6-2, 6-3) – quarti di finale qualificazione
Asia Muhammad (Usa) – Martina Trevisan (Ita) 0-2 (3-6, 4-6) – semifinale di qualificazione
Astra Sharma (Aus) – Martina Trevisan (Ita) 0-2 (1-6, 1-6) – finale di qualificazione
Camila Giorgi (Ita) – Martina Trevisan (Ita) 0-1 (5-7, 0-3 rit.) 64° di finale
Cori Gauff (Fra) – Martina Trevisan (Ita) 1-2 (6-4, 2-6, 5-7) 32° di finale
Martina Trevisan (Ita) – Maria Sakkari (Gre) 2-1 (1-6, 7-6, 6-3) 16° di finale
Martina Trevisan (Ita) – Kiki Bertens (Ola) 2-0 (6-4, 6-4) 8° di finale
Iga Swiatek (Pol) – Martina Trevisan (Ita) 2-0 (6-3, 6-1) 4° di finale

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