Il re è tornato, viva il Re!

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui


Ad un certo punto tutti noi amanti dello sport della racchetta abbiamo temuto che la seconda operazione avuta durante lo scorso anno, in piena pandemia, potesse significare pietra tombale sulla carriera del più forte tennista di sempre. Invece, dopo 14 mesi, nel torneo ATP di Doha in corso in questa settimana, il ritorno in campo di Roger Federer è stato realtà. Poco importa se sia uscito anzitempo ai quarti di finale contro un modesto Basilashvili. Quello che conta è averlo visto di nuovo calcare il terreno e dispensare colpi da sogno come ha sempre saputo fare.

Il torneo di Doha di King Roger

In Qatar le difficoltà sono state palesi sin da subito, come d’altronde era lecito attendersi dopo due interventi e 14 mesi di inattività. Dopo il bye al primo turno è arrivato l’energico Evans agli ottavi, con lo svizzero costretto a battagliare per due ore e mezza prima di avere la meglio per 7-5 al terzo set. Era comprensibile che una simile battaglia come prima gara dal rientro potesse debilitare oltremodo l’elvetico. Infatti nel secondo incontro consecutivo, il quarto di finale contro il georgiano, ad avere la meglio è stata proprio la maggior freschezza fisica del suo rivale. Federer non si è tirato indietro lottando come un leone nel primo e nel terzo parziale. Purtroppo ha dovuto soccombere ad una stanchezza inevitabile, nonostante il tentativo di tenersi parte delle energie regalando il secondo set per 6-1 quando ormai gli era scivolato dalle mani.

Quali prospettive per la stagione?

Adesso che il Re è tornato tutti si chiedono quale sarà il suo approccio alla stagione che porta dritto verso Tokyo 2021. Sicuramente quello a cinque cerchi è l’appuntamento più importante nella scaletta del rossocrociato, passando prima dallo slam più amato, quel Wimbledon che torna a disputarsi in estate dopo l’annullamento della scorsa edizione. Quel che è certo è il totale disimpegno dalla terra rossa, superficie mai amata fino in fondo da Roger, ma resta ancora il dubbio sul piano di rinascita che attuerà in termini di impegni. Sarà protagonista sul cemento americano? Oppure si concentrerà solo su tornei minori europei?

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